La modernità di Petrarca

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saggio breve svolto di Samuele Gaudio

Lo stacco rispetto al mondo medioevale

Quando si parla di qualcosa di moderno, si intende sempre qualcosa che in qualche modo è diverso, si stacca da ciò che è avvenuto prima. Con Petrarca è successo proprio questo. Eppure egli aveva a disposizione il grande patrimonio della tradizione poetica medievale, che fa suo, effettivamente, ma non si ferma lì. Compie diversi viaggi per trovare manoscritti e testi classici antichi, che poi studia, come primo filologo, e rielabora. Appunto il presupposto per arrivare all’innovazione che ha portato Petrarca nella storia della letteratura è l’imitazione e rielaborazione delle fonti classiche. L’elemento più importante, a questo proposito, che lo distingue nettamente dal mondo medievale e lo rende innovativo, è la sua volontà di non accontentarsi della summa dei testi antichi, come facevano i medievali, ma di andare a recuperare la forma esatta con cui venivano scritti. Questo influenzò e caratterizzò gran parte delle sue opere giovanili, come l’Africa e il De viris illustribus.

 

La nostalgia del mondo classico

Si avverte a questo punto un accenno di nostalgia verso il mondo classico, nostalgia che caratterizzerà tutto il periodo seguente dell’umanesimo, per non parlare di altri movimenti culturali analoghi in periodi ancora successivi.

 

La diversità rispetto a Dante: dall’unitarietà alla frammentazione

Un altro elemento che testimonia questo distacco dal mondo medievale è la diversità rispetto a Dante, che era il modello dell’uomo medievale, e che ne esemplificava l’unitarietà, in quanto l’uomo medievale concepiva la realtà come un percorso, un viaggio che portava a Creatore, di cui ogni cosa era segno e a cui tutto rimandava, proprio come nella Divina Commedia dantesca, a differenza del canzoniere petrarchesco, in cui il percorso spesso porta lontano da Dio.

 

La diversità rispetto a Dante: dallo sperimentalismo al monolinguismo

Inoltre il linguaggio di Dante, caratterizzato dallo sperimentalismo e dall’infinita varietà dei termini, si contrappone al monolinguismo petrarchesco, più limitato nella scelta dei termini, che usa ripetere più volte nelle sue opere, le quali acquistano così un aspetto più omogeneo.

 

La diversità rispetto a Dante: dall’incompiutezza alla continua rielaborazione

Queste ultime, inoltre, sono riprese, ricorrette e riordinate più volte dallo stesso Petrarca nel corso della sua vita, mentre differentemente molte opere di Dante (come il Convivio) sono incomplete, perché egli si era accorto che non riuscivano nelle loro diverse forme e strutture a parlare di ciò che premeva di più a dante, cioè Beatrice, che assume valore assiologico nella vita del poeta.

 

La diversità rispetto a Dante: la concezione dell’amore e della donna

Qui constatiamo una ulteriore differenza che contrappone totalmente Petrarca a Dante, e quindi al mondo medievale: la concezione dell’amore e della donna. Abbiamo visto come in Dante Beatrice ha un valore estremamente positivo, in quanto è creata da Dio per fare come da ponte, per far giungere Dante a Dio. Si ribadisce così la concezione positiva e unitaria della realtà dell’uomo medievale, in quanto attraverso le cose della realtà, quindi anche attraverso la donna, l’uomo può raggiungere il creatore, così da compiere la sua natura, la vita dell’uomo è tutta legata con la sua fede, che le fa da fondamento, un sistema di riferimento assiologico. Vediamo quindi l’estremo distacco con la concezione che ha Petrarca di Laura, che non concepisce affatto come una cosa che può elevarlo a Dio, ma anzi una cosa che attira i suoi sensi, riuscendo così a legarlo alla materia effimera, bloccandolo sul suo desiderio irrealizzabile di possedere l’oggetto dell’amore, fatto da cui nasce la frammentazione dell’io interiore di Petrarca, diviso tra il desiderio carnale e il voler compiere una vita virtuosa nella fede. Da questa situazione nasce la necessità di fare poesia, che non scaturisce, come per Dante, dall’incontro con un fatto esterno, dall’incontro con una presenza, come può essere Beatrice, ma che scaturisce dall’interno del poeta, dall’esigenza di ricucire l’io diviso e frammentato, tra il riconoscimento, da una parte, di perdere tempo per una causa effimera, come può essere l’amore carnale, e quindi la volontà di vivere una vita virtuale nella fede, e il desiderio insopprimibile, dall’altra parte, di lasciarsi andare all’amore per Laura. La donna si presenta in modo diverso da Beatrice, sembra quasi non essere una donna concreta, non fa nessuna azione (come era importante invece per dante il saluto di Beatrice), non parla mai.
Dante, invece, quando incontra Beatrice nella Commedia, le parla direttamente. È un fatto concreto in cui Dante si imbatte, e che gli permette di proseguire nel suo viaggio, mentre sembra quasi che a Petrarca interessi più il desiderio dell’amore in quanto tale, che lo distrae da Dio, che non il rapporto con la donna.

 

La concezione del tempo

Un altro elemento che evidenzia e crea la frammentazione dell’animo di Petrarca è lo scorrere del tempo, la frammentazione che questo apporta tra la percezione dell’attimo presente e il ricordo del tempo passato. Nelle poesie del Canzoniere, come “Chiare, fresche e dolci acque”, ci sono dei veri e propri passaggi temporali tra una strofa e l’altra, che fanno acquistare importanza all’elemento del ricordo, in quanto l’attimo presente è come se non esistesse, in quanto appena lo percepiamo è già passato. Questa concezione del tempo è evidenziata nella poesia “la vita fugge e non s’arresta un’ora”, dove è fortissima la percezione della labilità e precarietà della vita umana, continuamente incalzata dal sempre più veloce avvicinarsi della morte, a cui porta lo scorrere inesorabile del tempo.

 

Il valore della poesia

La poesia assume così valore salvifico per Petrarca, in quanto questa è l’unica speranza per lui di ricucire e riordinare il suo animo diviso e poter così presentare ai posteri solo ciò che lui vuole mostrare di se stesso. Petrarca, infatti, vuole fare della sua stessa vita un’opera. Per Dante, invece, la salvezza non era rappresentata dalla stessa poesia, ma la poesia era vista da lui come uno strumento per giungere all’unica vera salvezza dell’uomo, cioè Dio.

 

La modernità di Petrarca: il rapporto con la contemporaneità

Concludendo, secondo me si possono addirittura cogliere dei nessi tra Petrarca e la condizione contemporanea di molti uomini di oggi, tanto Petrarca è stato un elemento di svolta all’interno della storia della cultura. Per esempio è evidente tutt’oggi che gli uomini hanno una concezione frammentaria della propria vita e ora per molti uomini è impossibile concepire lo svolgersi della propria vita un tutt’uno con la fede e con la concezione che tutto esiste in quanto creato da Dio per l’uomo, per poter raggiungere la propria salvezza. Addirittura ai giorni d’oggi si è accentuata questa divisione nella realtà che si vive ogni giorno. Così come Petrarca concepiva il suo innamoramento come un impedimento per il raggiungimento di Dio, ora addirittura si concepisce la stessa fede e la stessa religione come un impedimento, un peso al raggiungimento della felicità della propria vita.

Samuele Gaudio

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