La peste in Boccaccio


(a cura di OLMO Roberto)

Nel 1348 una gravissima peste colpì la città di Firenze. Di questo abbiamo molte informazioni grazie soprattutto al romanzo “Decameron” di Giovanni Boccaccio : il manoscritto infatti , oltre a descrivere scrupolosamente i fatti realmente accaduti, racconta di sette giovani donne “savie ciascuna e di sangue nobile e di bella forma e ornate di costumi e di leggiadra onestà”, e tre “discreti e valorosi” giovani che decidono, dopo aver valutato la situazione della città, di rifugiarsi in una delle loro numerose ville di campagna, dove passeranno il loro tempo raccontandosi storie. Le novelle vengono narrate non dalla voce dell’ autore, ma da quella dei personaggi; l’autore in persona invece coordina e collega le novelle fra loro attraverso la cornice, cioè la descrizione delle giornate trascorse in villa dai personaggi novellatori.

L’ introduzione del “Decameron” è tutta incentrata sulla diffusione del morbo in Firenze e sulla degradazione fisica e morale ad esso conseguente.

Dice Boccaccio “nel vero, se io potuto avessi onestamente per altra parte menarvi l’avria volentier fatto” rivelando così che nel suo romanzo la peste è solamente un polo negativo che serve a dar risalto e valore al polo positivo che seguirà.

Un pensiero su “ La peste in Boccaccio

I commenti sono chiusi.