La peste in Jorge Amado

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Scrittore brasiliano nato nel 1912, annovera, tra i suoi romanzi, “Teresa Batista stanca di guerra”, pubblicato nel 1972, in cui si narrano le vicende di una bellissima mulatta, Teresa appunto, che passa attraverso innumerevoli peripezie (orfana, venduta bambina ad un crudele padrone, diventa ballerina e prostituta, si innamora e viene tradita) dalle quali esce sempre vincitrice, con la sua vitalità e voglia di vivere.

Quando a Buquìm, una cittadella isolata e povera, si diffonde la pestilenza del “vaiolo nero”, Teresa sarà tra i pochi a non fuggire e a curare i poveri e vaccinarli, correndo il rischio di contagiarsi. L’ episodio si conclude con le seguenti parole:

“lo creda chi vuole: a por fine al vaiolo nero che imperversava nelle vie di Buquìm sono state le puttane di Muricapeba capeggiate da Teresa. Coi suoi denti limati e col suo dente d’oro Teresa Batista ha masticato il vaiolo e lo ha sputato fuori…Nascosto in una grotta il vaiolo aspetta una nuova occasione. Ah, se nessuno provvede, un giorno ritornerà per farla finita, e allora poveri noi! Dove trovare un’altra Teresa-del-vaiolo-nero per dirigere le operazioni?

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