La politica scolastica .. tra superficialità  e improvvisazione – di Enrico Maranzana

Un processo di ricerca, razionalmente
concepito, prende avvio dallo studio del campo in cui nasce il problema,
prosegue col riconoscimento degli elementi che lo sostanziano, con la loro
definizione e con la specificazione dei risultati attesi.
 L’art. 2 della legge 53/2003, che ha delegato
al governo il riordino del sistema educativo, segue tale logica: “È promosso
l’apprendimento  in  tutto l’arco della vita e sono assicurate  a 
tutti pari opportunità  di raggiungere elevati livelli culturali  e  di  sviluppare le capacità  e le competenze,
attraverso conoscenze  e  abilità , 
generali  e  specifiche, 
coerenti  con  le attitudini e le scelte personali, adeguate
all’inserimento nella vita sociale 
e  nel  mondo del lavoro, anche con riguardo alle
dimensioni locali, nazionale ed europea”.
Il campo del
problema è esplorato: il rapporto dell’individuo con l’ambiente
socio-culturale.
L’architrave è
riconosciuta: l’apprendimento, finalità  del sistema educativo.
Gli elementi
qualificanti sono elencati: elevati livelli culturali; capacità , competenze
generali, competenze specifiche, strumenti operativi [conoscenze e abilità ].
Il risultato
atteso è indicato: l’apprendimento come modalità  dell’essere.
Si tratta di una scelta obbligata:
gli individui, in un mondo in continuo, rapido, imprevedibile cambiamento
devono essere in grado di interagire positivamente con l’ambiente e assumere i
corrispondenti comportamenti [apprendimento = modifica permanente del
comportamento].
Le competenze sostanziano l’apprendimento
[competenza = comportamento esibito quando si affronta un compito].
Le capacità  e le abilità  traspaiono
dalle competenze, differenziandole: le capacità  attengono a situazioni aperte e
dinamiche (educazione); le abilità  sono associabili ad ambienti circoscritti e
statici (istruzione tecnica – addestramento).
Le capacità  si collocano nel lungo
periodo, le abilità  nel breve.
Le capacità  sono la chiave di volta
della gestione della scuola in chiave sistemica: spazio d’unificazione degli
insegnamenti.
La capacità  di dominare il nuovo, la
capacità  di formulare ipotesi e d’incorporarle in strategie, la capacità  di
costruire modelli, la capacità  di giustificare le scelte fatte, argomentando,
la capacità  di assumere punti di vista differenti … orientano e vincolano la
progettazione didattica d’ogni docente.
Le competenze non possono essere
insegnate: si promuovono nei laboratori [problem solving].
° ° ° ° °
Stridente il contrasto delle attuali
scelte politiche con l’orientamento espresso dalla norma del 2003.
  
Errata definizione dell’output di
sistema
Come si può governare un sistema se
non si sa dove si vuole andare?
E’ la domanda al legislatore che, al
comma 7 della legge 107/2015, ha elencato gli obiettivi dell’apprendimento,
dimostrando di non possedere l’origine e il senso del problema educativo.
Disseminazione d’iniziative
inefficaci
Il Miur ha rendicontato l’impiego dei
fondi europei destinati al contrasto della dispersione scolastica [maggio
2016]: alla scarsa incidenza sulle competenze base si contrappongono gli esiti
amministrativi, meno abbandoni e meno bocciature.
Il ministero, confondendo l’aspetto
formale col sostanziale, ha dettato alle scuole le dieci regole per il successo
formativo.


Assenza di riferimenti certi
Il Miur ha elaborato un “breve
glossario – istituti tecnici
” per esplicitare il significato delle parole
chiave delle indicazioni nazionali [2010].
E’ sufficiente leggere la prima voce
del vocabolario per valutare la professionalità  degli estensori:
Abilità : la capacità  di applicare
conoscenze e di utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere
problemi
“. [Acritica trascrizione di una raccomandazione del Parlamento
europeo il cui significato è stato stravolto da un’errata traduzione: “Skills
means the ability to apply knowledge and use know-how to complete tasks and
solve problems
“].
Il termine “apprendimento”, finalità 
del sistema educativo, non è stato definito.
Anche le linee guida per la
certificazione delle competenze [Miur febbraio 2015] presentano lo stesso
vizio.
La categoria “capacità ” è assente.
Emblematica la definizione degli “obiettivi di apprendimento: individuano
campi del sapere, conoscenze e abilità  ritenuti indispensabili al fine di
raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze
“.
La
visione sistemica è assente
Il bonus premiale è inequivocabile
sintomo d’arretratezza culturale.
Merito ed efficacia sono
inscindibili.

L’assegnazione del premio al singolo
docente implica lo stravolgimento della finalità  istituzionale.