La questione dei cristiani


Lettera 96 a Traiano di Plinio il Giovane e responsiva (rescritto) n. 97 di Traiano

di Carlo Zacco

I cristiani e l’Impero. All’inizio i cristiani venivano percepiti dalla società romana e dall’Impero semplicemente come una setta giudaica: non erano visti di buon occhio, ma in generale erano tollerati, come gli adepti di tutti gli altri culti;

 – in particolare nei loro confronti cera una certa diffidenza per il fatto che si rifiutavano di sacrificare agli idoli, o ovviamente non sacrificavano all’imperatore;

  – per questo prima del 313 i cristiani incorsero in persecuzioni aperte, o comunque in sanzioni;

 

Epistola 96 – missiva di Plinio

 

Nella missiva Plinio scrive a Traiano perché si trova in una situazione di imbarazzo:

 – ha davanti a sé un gruppo di individui che sono stati denunciati come cristiani;

 – a tale proposito la giurisdizione romana non è affatto chiara, e per questo si rivolge direttamente all’Imperatore, per avere chiarimenti su come si deve comportare;

 – il problema è questo: è sufficiente il nomen di cristiani e l’ammissione di esserlo, sono necessarie le prove di flagitia (crimini veri e prorpi), per condannare la persona o mandarla a supplicium?

 

1 Sollemne est mihi, domine, omnia de quibus dubito ad te referre. Quis enim potest melius vel cunctationem meam regere vel ignorantiam instruere? Cognitionibus de Christianis interfui numquam: ideo nescio quid et quatenus aut puniri soleat aut quaeri.

 

Sollemne est mihi, domine,

omnia de quibus dubito ad te referre.

Quis enim

 

È mia abitudine, signore,

portare al tuo giudizio tutti i casi sui quali rimango incerto

Chi infatti

 

 

potest[1] melius

vel cunctationem meam regere

vel ignorantiam instruere[2]?

 

sarebbe più indicato

per dirigere la mia titubanza

o ammaestrare la mia incompetenza?

 

 

Interfui numquam

de Cognitionibus[3] Christianis:

ideo nescio

quid et quatenus[4]

 

Non ho mai preso parte

a nessunistruttoria sui cristiani:

pertanto non so

che cosa e in che misura

 

 

aut puniri soleat[5]

aut quaeri.

si sia soliti o punire

o perseguire.

 

Prima questione: qui Plinio pone le prime questioni:

1)      occorre fare delle differenze d’età? oppure anche le persone in tenera età vanno trattate alla stessa stregua degli adulti?

2)      se un cristiano ritratta è da perseguire lo stesso?

3)      si deve punire un cristiano in quanto tale, o solo se ha commesso un crimine?

 

2 Nec mediocriter haesitavi, sitne aliquod discrimen aetatum, an quamlibet teneri nihil a robustioribus differant; detur paenitentiae venia, an ei, qui omnino Christianus fuit, desisse non prosit; nomen ipsum, si flagitiis careat, an flagitia cohaerentia nomini puniantur. Interim, in iis qui ad me tamquam Christiani deferebantur, hunc sum secutus modum.

 

Nec mediocriter haesitavi,

sitne aliquod discrimen aetatum,

an

quamlibet teneri

Non poco sono stato in dubbio,

se si debba considerare qualche  differenza d’età,

o se

anche i giovani

 

differant[6] nihil

a robustioribus[7];

detur venia

paenitentiae,

an ei[8], qui

omnino[9]

non differiscano

dagli adulti;

se si deve perdonare

a chi si pente,

oppure a quelli che

dichiarat.

 

Christianus fuit,

desisse[10] non prosit;

puniantur

nomen[11] ipsum,

furono cristiani,

non giovi nulla lavervi rinunciato;

se si debba punire

anche il solo nome [di cristiano]

 

si flagitiis[12] careat,

an flagitia cohaerentia[13] nomini.

 

 

anche  in assenza di crimini,

oppure se i crimini sono connessi al nome.

 

 

 

Interim,

in iis qui ad me tamquam Christiani deferebantur,

hunc modum sum secutus.

 

Provvisoriamente,

contro quelli che mi sono stati portati come crist.

mi sono comportato così.

 

 

 

Comportamento. Qui Plinio dice come si comporta, in attesa di istruzioni:

 – quelli che confessano, li interroga una seconda e una terza volta prima di condannarli a morte;

 – se tra costoro ci sono cittadini romani, li manda a Roma, come previsto dalla legge;

 

3 Interrogavi ipsos an essent Christiani. Confitentes iterum ac tertio interrogavi supplicium minatus; perseverantes duci iussi. Neque enim dubitabam, qualecumque esset quod faterentur, pertinaciam certe et inflexibilem obstinationem debere puniri. 4 Fuerunt alii similis amentiae, quos, quia cives Romani erant, adnotavi in urbem remittendos.  Mox ipso tractatu, ut fieri solet, diffundente se crimine plures species inciderunt.

 

Interrogavi ipsos an essent Christiani.

Confitentes [14]

iterum ac tertio interrogavi

Ho chiesto a costoro se fossero cristiani.

Quelli che confessavano

li ho interrogati una seconda e una terza volta

 

supplicium minatus;

perseverantes

duci iussi.

minacciando la pena capitale;

se perseveravano

ordinavo che fossero condotti [a morte].

 

Neque enim dubitabam,

qualecumque esset quod faterentur,

pertinaciam [15] certe

 

Non dubitavo infatti,

qualunque fosse logg. della loro confessione,

certamente la loro caparbietà

 

 

et inflexibilem obstinationem[16]

debere puniri.

 

 

 

 

e linflessibile ostinazione

dovevano essere punite.

 

 

 

 

 

4

Fuerunt alii similis amentiae,

quos,

quia cives Romani erant,

adnotavi[17]

 

 

Ce n’erano altri [presi] da simile follia,

che,

in quanto cittadini romani,

ho stabilito

 

 

in urbem remittendos [esse]. 

Mox

ipso tractatu,

ut fieri solet,

che dovessero essere rinviati a Roma.

Presto,

in conseguenza di tale inchiesta,

come succede di solito

 

diffundente se crimine[18]

plures species [criminum] inciderunt[19].

 

 

moltiplicandosi le denunce

mi sono trovato davanti molti casi di questo genere.

 

 

 

Delazioni. Qui parla delle denunce, e sono di due tipi: quelle anonime, e quelle aperte: in entrambi i casi Plinio rimanda in libertà quelli che:

 – rinnegano la fede cristiana;

 – maledicono Cristo; 

 – sacrificano all’imperatore e agli dèi.

 

5 Propositus est libellus sine auctore multorum nomina continens. Qui negabant esse se Christianos aut fuisse, cum praeeunte me deos appellarent et imagini tuae, quam propter hoc iusseram cum simulacris numinum afferri, ture ac vino supplicarent, praeterea male dicerent Christo, quorum nihil cogi posse dicuntur qui sunt re vera Christiani, dimittendos putavi. 6 Alii ab indice nominati esse se Christianos dixerunt et mox negaverunt; fuisse quidem sed desisse, quidam ante triennium, quidam ante plures annos, non nemo etiam ante viginti. <Hi> quoque omnes et imaginem tuam deorumque simulacra venerati sunt et Christo male dixerunt.

                                                                                                                                                                     Principale in fondo: dimittendos putavi:

 

5

Propositus est

libellus sine auctore

multorum nomina continens.

Qui negabant esse se

 

È stato pubblicato

un libello anonimo

contenente molti nomi.

Quelli che negavano di essere

 

Christianos

aut fuisse,

cum,

praeeunte me,

deos appellarent et imagini tuae[20],

 

cristiani

o di esserlo stati,

quando,

seguendo il mio esempio,

invocavano gli dèi e la tua immagine,

 

 

quam

propter hoc

iusseram cum simulacris numinum afferri,

supplicarent[21],

 

che

a questo scopo

avevo ordinate che fosse portata insieme a statue di dèi,

facessero sacrifici

 

 

ture ac vino,

praeterea male dicerent Christo[22]:

dicuntur quorum

cogi posse

 

di incenso o vino,

e che inoltre imprecavano contro Cristo:  

[infatti] si dice che a ciò

non possa essere indotto

 

 

nihil

qui

sunt

re vera

Christiani

dimittendos putavi.

nessuno

che

sia

realmente

Cristiano,

ho ritenuto di rimandarli in libertà.

 

6

Alii,

ab indice[23] nominati,

esse se Christianos dixerunt

et mox negaverunt:

 

 

Altri,

denunciati da un delatore,

si dicevano Cristiani,

ma subito dopo le negavano:

 

 

fuisse quidem

sed desisse,

quidam ante triennium

quidam ante plures annos,

certamente lo erano stati,

ma avevano smesso,

qualcuno tre anni prima,

qualcuno anche in anni precedenti,

 

non nemo etiam ante viginti[24].

Hi quoque omnes

venerati sunt[25]

et imaginem tuam

alcuni anche vent’anni prima.

Anche tutti costoro

hanno venerato

la tua immagine

 

deorumque simulacra

et Christo male dixerunt.