La riforma di Clistene

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sintesi per programmazione semplificata di storia

di Irma Lanucara

Dopo la fine della tirannide (=dove uno solo ha il potere), gli aristocratici (cioè la classe sociale più potente) cominciarono a combattersi tra loro e in questa lotta si distinse in particolare una famiglia, quella degli Alcmeonidi, tra cui vi era Clistene. Clistene capì che era importante soddisfare i bisogni del popolo e perciò tentò di rinnovare la situazione in modo che anche il popolo potesse partecipare alla vita politica.

La riforma di Clistene si basava sul concetto di isonomia (isos in greco significa stesso; nomos significa legge): tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Per dare a tutti la possibilità di partecipare alla vita politica, Clistene doveva anzitutto togliere il potere alle famiglie aristocratiche. Per fare in modo che tutti potessero arrivare alle magistrature (cioè ai vari ruoli politici) non usò il criterio della nobiltà di nascita o della ricchezza, ma divise il territorio dell’Attica in tre zone: la città, la costa e l’interno; ognuna di queste zone era divisa in dieci parti, le cosiddette trittie; furono poi formate dieci tribù, ognuna delle quali conteneva persone che facevano parte della città, della costa e dell’interno. Mescolando in questo modo la popolazione, non c’era più il rischio che i nobili potessero prevalere sugli altri.

Clistene creò anche il Consiglio dei Cinquecento, al quale potevano partecipare tutti i cittadini, attraverso un sorteggio fatto per ciascuna tribù (per ogni tribù se ne sorteggiavano 50). Questo Consiglio prendeva delle decisioni assai importanti, che riguardavano la difesa militare, l’amministrazione, organizzavano il lavoro legislativo (stabilivano le regole che si dovevano rispettare). In realtà non tutti avevano le stesse possibilità economiche necessarie per partecipare al Consiglio, perché per un intero anno bisognava abbandonare le proprie attività.

Inoltre ogni tribù doveva provvedere in modo autonomo alla difesa militare e doveva annualmente eleggere un generale, detto stratega. Il capo degli strateghi era l’arconte polemarco. Clistene introdusse anche la pritania, formata da 50 membri del Consiglio dei Cinquecento, che facevano parte della stessa tribù e che avevano il compito di governare per un mese circa la città. In questo modo ogni tribù, a turno, governava la città.

Nel periodo in cui Clistene governava venne introdotto il cosiddetto ostracismo: se qualcuno veniva sospettato di mettere in pericolo la democrazia, avrebbe dovuto essere mandato in esilio (viene mandato via dal suo paese) per dieci anni. Questo poteva accadere nel momento in cui almeno 6000 cittadini avessero votato contro quella determinata persona, scrivendo il suo nome su un coccio (che in greco si dice òstrakon).

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