La riforma protestante

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dalla Storia moderna

di Carlo Zacco

La riforma protestante

Lutero contro la corruzione della Chiesa

 

La corruzione della Chiesa. All’inizio del Cinquecento i papi si comportavano come sovrani: si occupavano di questioni militari; favorivano i mecenati; spendevano enormi cifre per abbellire le chiese, e le loro case.  Uno dei metodi per raccogliere denaro era la vendita delle indulgenze. Nel primi anni del XVI secolo papa Leone X lanciò una grande vendita delle indulgenze per finanziare la cupola di San Pietro.

 

Lutero contro le indulgenze. Contro questa pratica nel 1517 Lutero scrisse le 95 Tesi, tra la quali si affermava che  la chiesa non poteva cancellare i peccati, e quindi le indulgenze non avevano alcun valore. La chiesa condannò tali dichiarazioni come eretiche e nel 1521 scomunicò Lutero.

 

Lutero a Worms. Nel 1521 fu convocato a Worms un concilio in cui l’Imperatore Carlo V avrebbe dovuto risolvere la questione. I rappresentanti del papa chiesero a Lutero di ritrattare tutto;  Lutero chiese qualche giorno di tempo per riflettere: la posta in gioco era alta, nel frattempo, infatti, i principi tedeschi e anche il popolo avevano appoggiato la causa di Lutero per prendere le distanze dell’Imperatore e dal Papa. Lutero sapeva che confermando le proprie tesi avrebbe dato avvio ad una divisione sia religiosa che politica.

 

La parola di Dio e la coscienza. L’indomani Lutero si ripresentò davanti all’imperatore e ribadì di non voler ritrattare, poiché le sue idee erano coerenti sia con la scrittura che con la propria coscienza. Era l’inizio della Riforma. Lutero fondò inoltre il principio secondo il quale il cristiano deve seguire la propria coscienza, senza intermediari, nell’interpretazione della parola di Dio.

 

La riforma luterana

 

La salvezza per fede. Uno dei risultati fondamentali della ricerca di Lutero era quello della salvezza per fede: le opere non contribuiscono in alcun modo alla salvezza, che avviene solo per fede. Ogni cosa fatta dall’uomo è imperfetta di fronte alla grazia di Dio, quindi qualunque cosa l’uomo possa fare, non può minimamente valergli la salvezza.

 

Le altre novità di Lutero. Da questo postulato di base Lutero trasse alcune conseguenze che facevano scaturire una dottrina radicalmente diversa da quella tradizionale:

1)     Sacramenti: ridusse i sacramenti da sette a due: battesimo ed eucarestia;

2)     Sacerdozio universale: l’interpretazione autentica delle scritture non spetta ad un gruppo di specialisti estraneo alla società, ma a tutti: il papa non avrebbe avuto nessun ruolo; i sacerdoti sarebbero stati semplici pastori: uomini tra gli uomini che guidavano i fedeli meno preparati.

3)     Separazione Stato-Chiesa: Lutero ribadì la necessità di una separazione tra potere politico e potere spirituale, secondo il detto date a Cesare quel che è di Cesare.


 

 

Le altre chiese riformate

 

Calvino. Nel XVI secolo si svilupparono altre chiese riformate. La più importante era quella istituita a Ginevra da Giovanni Calvino. Egli partì come Lutero dal problema della salvezza e introdusse il principio della predestinazione: secondo tale principio Dio avrebbe stabilito già nella notte dei tempi chi si sarebbe salvato e chi dannato. Un comportamento retto, dunque, non fa in modo che un uomo si salvi, ma è semplicemente un segno attraverso il quale si scorge la predestinazione. Una vita laboriosa e il successo nel lavoro, quindi, sono il segno della benevolenza di Dio. Per Calvino è possibile dunque riconoscere i Santi ( i futuri salvati) e distinguerli da quelli che sono destinati alla dannazione.

 

Il rapporto tra Chiesa e Stato secondo Calvino. Questa concezione aveva conseguenze sul piano politico:

1)     Teocrazia: i “Santi” hanno il diritto di disobbedire ad un potere che ritengono iniquo, e dar vita ad uno stato nuovo. Calvino poneva le premesse per una nuova concezione teocratica del potere politico.

2)     Gerarchia ecclesiastica: Calvino non concepiva la chiesa come una struttura gerarchica, ma come una comunità guidata da un gruppo di anziani col compito di controllare che tutti i fedeli mantengano un comportamento corretto.

Non c’è dubbio del fatto che la chiesa Calvinista è stata una delle più crudeli nella repressione dei comportamenti eterodossi.

 

Gli anabattisti. Un altro gruppo che estremizzava alcuni principi di Lutero erano gli Anabattisti: essi si chiamavano così per la loro pratica di battezzare gli adulti: i soli a poter avere una  piena coscienza della dottrina e della fede. Inoltre gli anabattisti professavano la piena tolleranza di ogni forma di culto. Vivevano in comunità senza separazione dei beni, senza alcuna gerarchia, rifiutavano la violenza.

 – Le persecuzioni. Gli anabattisti furono i più perseguitati sia dai cattolici che dai calvinisti: nel 1534 presero il controllo della città di  Munster, e vi instaurarono una comunità religiosa, mettendo in atto, in realtà, un governo di tipo intollerante e violento.

 

La Chiesa anglicana. In Inghilterra venne fondata la Chiesa Anglicana. L’artefice fu Enrico VIII: il papa rifiutò di approvare l’annullamento del suo matrimonio con la moglie di allora, e per risposta Carlo si fece proclamare capo della chiesa d’Inghilterra, la Chiesa Anglicana appunto. All’inizio, dal punto di vista dottrinale, la chiesa anglicana era assolutamente identica alla cattolica, con la sola differenza che questa faceva capo al papa, la prima al Re d’Inghilterra. Col tempo però si aprì a numerose novità introdotte dalla riforma,

 

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