La salubrità dell’aria

di Giuseppe Parini

ANALISI DI UN TESTO DI PARINI

COMPITO DI ITALIANO DEL 15/12/2005 – ANALISI DEL TESTO – ODI DI PARINI

 LA SALUBRITÀ DELL’ARIA

DOMANDE

RISPOSTE

1) Quale strofa è usata nell’ode ?

2) Qual è lo schema delle rime?

3) Qual è in sintesi l’argomento trattato nell’ode?

4) Nella seconda strofa ( così come in alcune parti del Giorno” Parini dimostra di avere conoscenze di che tipo?

5) Quale particolarità metrica è presente, tra l’altro, tra i vv.4 e 5 e tra i vv.26 e 27?

6) Quale figura è presente nella 10 strofa?

IL MESSAGGIO

 

7) Quali versi sono usati nell’ode?

 

 

8) L’ultimo verso di ogni strofa quale particolarità ha?

 

9) Qual è l’argomento apparente dell’ode? Qual è quello reale?

 

10) Quale figura retorica è presente all’inizio della 6° strofa?

 

11) Come si spiega la presenza di riferimenti a Ebe e Alcide nei vv.47-48?

 

12) Quale figura è presente al v. 19?

Quale, invece, nella 5° strofa?

 

13) Individua le allitterazioni al v.48

 

14) Quest’ode è una delle ultime scritte da Parini (a giudizio di Foscolo è la migliore): si possono notare cambiamenti nella tematica e nello stile dell’autore?

 

 

LA SALUBRITÀ  DELL’ARIA

(Prime Strofe 1-10)

Oh beato terreno
Del vago Eupili mio,
Ecco al fin nel tuo seno
Maccogli; e del natìo
Aere mi circondi;                     5
E il petto avido inondi.

Già nel polmon capace
Urta sé stesso e scende
Questetere vivace,
Che gli egri spirti accende,    10
E le forze rintegra,
E l’animo rallegra.

Però chaustro scortese
Quì suoi vapor non mena:
E guarda il bel paese              15
Alta di monti schiena,
Cui sormontar non vale
Borea con rigidale.

Né quì giaccion paludi,
Che dallimpuro letto             20
Mandino a i capi ignudi
Nuvol di morbi infetto:
E il meriggio a bei colli
Asciuga i dorsi molli.

Pera colui che primo               25
A le triste ozïose
Acque e al fetido limo
La mia cittade espose;
E per lucro ebbe a vile
La salute civile.                      30

Certo colui del fiume
Di Stige ora simpaccia
Tra lorribil bitume,
Onde alzando la faccia
Bestemmia il fango e l’acque, 35
Che radunar gli piacque.

Mira dipinti in viso
Di mortali pallori
Entro al mal nato riso
I languenti cultori;                  40
E trema o cittadino,
Che a te il soffri vicino.

Io de miei colli ameni
Nel bel clima innocente

Passerò i dì sereni                   45
Tra la beata gente,
Che di fatiche onusta
È vegeta e robusta.

Quì con la mente sgombra,
Di pure linfe asterso,              50
Sotto ad una fresc ombra
Celebrerò col verso
I villan vispi e sciolti
Sparsi per li ricolti;

E i membri non mai stanchi    55
Dietro al crescente pane;
E i baldanzosi fianchi
De le ardite villane;
E il bel volto giocondo
Fra il bruno e il rubicondo

 

Confronta adesso l’Ode della salubrità, con le strofe 4-8 dell’Ode IL MESSAGGIO

(detta anche “Per l’inclita Nice)

Ed ecco ed ecco sorgere
Le delicate forme
Sovra il bel fianco; e mobili
Scender con lucid’orme,
Che mal può la dovizia
Dell’ondeggiante al piè veste coprir.

   Ecco spiegarsi e l’omero
E le braccia orgogliose,
Cui di rugiada nudrono
Freschi ligustri e rose,
E il bruno sottilissimo
Crine, che sovra lor volando va:

E quasi molle cumulo
Crescer di neve alpina
La man, che ne le floride
Dita lieve declina,
Cara de’ baci invidia,
Che riverenza contener poi sa.

Ben puoi ben puoi tu, rigido
Di bel pudor costume,
Che vano ami dell’avide
Luci render l’acume,
Altre involar delizie,
Immenso intorno a lor volgendo vel:

Ma non celar la grazia,
Né il vezzo che circonda
Il volto, affatto simile
A quel de la gioconda
Ebe, che nobil premio
Al magnanimo Alcide è data in ciel;

ricerca della classe 4c 2005  Sezione serale
Istituto di Istruzione Superiore
“L. Scarambone”  Lecce

Audio Lezioni su Giuseppe Parini del prof. Gaudio

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