Le aree metropolitane

appunti di geografia

di Carlo Zacco

Conurbation  e metropolitan area

Città.  Centro abitato di dimensioni demografiche non correttamente definibili a priori, comunque non troppo modeste, sede di attività economiche in assoluta prevalenza extra-agricole e soprattutto terziarie, e pertanto in grado di fornire servizi alla propria popolazione e a quella di un ambito più o meno vasto che ne costituisce il bacino d’utenza (o area d’influenza).

Il termine area metropolitana nasce in America nei primi del Novecento per esprimere i riflessi territoriali dell’aumento della popolazione che porta le città a varcare i propri limiti urbani e dilagare nelle campagne circostanti fondendosi con i comuni vicini e formando un continuum edificato nel quale ogni comune mantiene i propri confini amministrativi. Il termine conurbazione è invece di origine inglese ed esprime lo stesso concetto, cioè quello di un agglomerato urbano costituito da una città centrale e un insieme di comuni limitrofi, ma tra i due termini ci sono delle differenze:

 

1) Conurbation. Coniato da Patrick Geddes nel 1915, è stato usato per indicare un’area multicomunale formatasi attraverso la fusione di più comuni tra loro, e caratterizzata da continuità di tessuto urbano e da una popolazione superiore ad una data soglia. In generale si parla di agglomerazione quando un polo centrale cresce assorbendo quelli limitrofi; conurbazione quando più poli  crescono contemporaneamente fondendosi tra loro. Alcuni geografi parlano di diversi tipi di conurbazione in base al ruolo delle località centrali:

a) monocentriche: in pratica delle agglomerazioni, ovvero formatesi a seguito della crescita schiacciante della città centrale che ha assorbito i comuni limitrofi, come Londra, Mosca, Parigi;

b) bipolari: formatesi a partire da due città gemelle di stessa importanza;

c) policentriche: nel caso in cui i poli importanti siano più di due, come nel caso della Ruhr;

2) Metropolitan Area. La definizione nasce in America, dove i termini conurbazione e agglomerazione non entrano in uso e indica un complesso territoriale compatto costituito dalla città fulcro e dalle unità amministrative limitrofe che intrattengono con essa intensi rapporti economici che si manifestano attraverso un forte pendolarismo dalla periferia verso il nucleo.

 

Le aree metropolitane sul piano teorico e giuridico

La discussione sulle aree metropolitane nasce intorno ad un problema di fondo, e cioè quello dell’inadeguatezza dei limiti comunali ad esprimere le dimensioni reali della città. Per farsi un’idea sulle le reali dimensioni della città si sogliono prendere in considerazione due criteri fondamentali:

a) la continuità edilizia, associato o meno alla densità di popolazione; ma se si tiene conto solo di questo in modo molto stringente si rischia di lasciare fuori nuclei urbani strettamente collegati alla città centrale anche se separati da essa;

b) il pendolarismo, questo risolve il problema identificando una grande nebulosa urbana che non lascia fuori nulla ma, ancora, se preso come unico parametro rischia di far includere zone lontane con superficiali rapporti lavorativi ma non di vita.

 

Delimitazione delle aree metropolitane italiane

Bartaletti utilizza quattro fattori per identificare e delimitare le aree metropolitane:

1) incremento demografico  all’interno di almeno una decade intercensuaria: consistente per i comuni con pendolarismo debole (10-15%), modesto per quelli con intenso pendolarismo (5%);

2) densità di popolazione elevata, ovvero 500 ab/km2;

3) continuità dell’area edificata;

4) pendolarismo elevato;

La qualifica di area metropolitana è attribuita a complessi urbani costituiti da più comuni che hanno i seguenti requisiti:

1) numero di addetti all’industria manifatturiera uguale/superiore a quello della media nazionale;

2) numero di addetti alle funzioni terziarie «centrali» uguale/superiore alla media nazionale (commercio, credito, servizi alle imprese);

3) popolazione della corona suburbana uguale/superiore al 10% di quella della città centrale;

La città centrale  ha un numero di addetti all’industria manifatturiera, al terziario e alle funzioni centrali pari o superiore alla media italiana; possono esistere due o più città centrali, purché la più piccola abbia una popolazione di almeno 2/3 della più grande; due o più aree metropolitane limitrofe possono formare una area metropolitana consolidata.

Nell’area metropolitana si distinguono due livelli:

a) il nucleo centrale: ovvero il comune centrale e i comuni confinanti e legati ad esso da continuità edilizia;

b) i comuni esterni al nucleo. I criteri di aggregazione dei comuni esterni col nucleo centrale sono quelli già elencati sopra: incremento demografico, densità, continuità edilizia, pendolarismo.

 

Legislazione italiana

Legge 142/90. Considera aree metropolitane le zone di: Torino, Milano, Venezia; Genova Bologna; Firenze, Roma, Bari, Napoli e gli altri comuni che abbiano con essi intensi rapporti economici, sociali, culturali. Successivamente vennero aggiunti i comuni di: Trieste, Palermo, Messina, Catania, Cagliari.

La legge quindi non fa assolutamente riferimento a criteri scientifici di identificazione o delimitazione delle aree metropolitane, ma semplicemente fonda nuovi enti territoriali da equiparare e sostituire alle province, delle quali acquisiscono le funzioni. Ma le legge rimane tuttora inapplicata;

Legge 265/99. Questa legge ribadisce la precedente e propone la nascita delle città metropolitane.

Legge costituzionale 3/2001. Con questa legge viene riformato il titolo V della costituzione, all’articolo 114: «la Repubblica è costituita da comuni, province, regioni, e città metropolitane». La città metropolitana è ora nuovo ente territoriale a tutti gli effetti, equiparata a quelli tradizionali.

 

Aree metropolitane sul piano territoriale e demografico

L’evoluzione demografica. L’umanità tende ad addensarsi in agglomerati urbani di proporzioni gigantesche, e ciò è testimoniato dalla recente evoluzione delle aree metropolitane con oltre 10 milioni di abitanti, che attualmente nel mondo sono 17, di cui 12 nel terzo mondo. Dal 1950 ad oggi è cresciuto esponenzialmente nel mondo il numero delle città con più di un milione di abitanti; questo aumento negli ultimi 60 anni è stato di circa il 100% in Nord America ed Europa, del 600% in America Latina, del 1650% (sic) in Africa: la crescita delle agglomerazioni quindi riguarda principalmente il terzo mondo e i paesi emergenti.

Crescita metropolitana e svuotamento delle città centrali. Quindi: il numero delle città e delle aree metropolitane con più di un milione di abitanti è cresciuto negli ultimi 50 anni. D’altra parte bisogna notare un fenomeno che riguarda la distribuzione della popolazione al loro interno, ovvero il declino demografico a danno della città centrale e a favore delle città satelliti. Tale fenomeno ha visto due fasi:

a)      la prima è quella della suburbanizzazione, cioè una crescita demografica della cintura urbana che compensa il decremento demografico della città centrale, per cui il salto è comunque positivo o stagnante;

b)     la seconda è stata definita counterurbanization, ed è quella del declino demografico vero e proprio, in quanto il processo di suburbanizzazione  non compensa più le perdite, e il saldo finale è negativo.

Il processo di suburbanizzazione ha caratterizzato sia gli Stati Uniti che l’Europa occidentale, anche se in tempi diversi. Non ha riguardato la Russia. Il processo manca totalmente nelle città del terzo mondo, dove la città si espande fino a saturare lo spazio amministrativo e si accresce a dismisura.

 

1) L’area consolidata milanese

Quella di Milano il tipico esempio di area policentrica, è una grande area consolidata che include più aree metropolitane:

 – L’area di Milano, che comprende anche Pavia, Lecco, Lodi.

 – L’area di Varese;

 – L’area di BustoGallarateLegnano;

 – L’area di ComoCantù;

 – L’area di Bergamo;

 

Le città centrali

Varese. Vicino all’omonimo lago, non ancora balneabile, che si trova ai piedi del monte Campo dei Fiori. Il comune è in un palazzo settecentesco in mezzo ad un parco ispirato a quello di Schonbrunn.

Como. E situata in una conca che circonda l’estremità del ramo meridionale del Lago di Como, meta sempre più ambita dai personaggi dello spettacolo internazionali. Ha un bellissimo centro storico, ma seri problemi di inquinamento. Intorno molte ex aree industriali in via di riqualificazione.

Lecco. Situato su un conoide tra il Resegone e la Grigna. Ormai quasi privo di industrie, sta sviluppando intensa attività edilizia.

Busto Arsizio. La città italiana più interessante per testimonianze di archeologia industriale con importanti industrie dismesse e ben recuperate. Divide con Legnano e Castellanza il Parco Alto Milanese.

Gallarate. Sta acquistando importanza per la prossimità all’aeroporto di Malpensa con sedi di terziario avanzato.

Bergamo. Ormai quasi priva di industrie sta diventando sede per il terziario (Italcementi), e vanta lo splendido gioiello della città vecchia, situata sulla parte alta della città.

Milano. Città segnata dal problema dell’inquinamento atmosferico ma dalle molte attività direzionali e culturali, tempio dello shopping ma anche città d’arte.

Industria. Ospita il 35% degli addetti all’industria manifatturiera di tutte le aree metropolitane italiane. Nonostante la forte contrazione negli ultimi trent’anni vi sono ancora zone di specializzazione:

 – tessile a Busto-Gallarate;

 – chimica e metallurgia nel nord di Milano;

 – mobilio e arredamento in Brianza;

 – cemento nel bergamasco;

Terziario. Dal 1991 gli addetti al terziario di Bergamo e Milano sono raddoppiati. A Milano hanno sede tre società contenute della «Global 500»: UniCredit, Telecom, Permafin.

Comunicazioni. Buone a Milano, che vanta la rete metropolitana più grande d’Italia. I maggiori problemi sono tra Varese e Como. Bergamo è servita dalla Tangenziale ed ha realizzato una tramvia dal centro ad Albino. Si avverte la mancanza di assi autostradali longitudinali a Nord tra Gallarate e Bergamo, a sud tra Vigevano e Crema.

Società. Brescia e Milano sono le due città con il tasso maggiore di immigrazione in Italia. Milano ha il quartiere più agiato nel centro e il livello sociale degrada via via che ci si sposta verso le periferie; ci sono seri problemi in quartieri come Gratosoglio, Quarto Oggiaro, Corvetto; mentre in periferia vi sono delle isole felici come Basiglio, Milano due, Milanofiori.

Vivibilità. Il punto dolente è la scarsità di parchi in centro città: a Milano il più grande è il Sempione, mentre Lambro, Parco delle Cave, Parco nord sono periferici e pericolosi.

Realizzazioni urbanistiche. Le più importanti sono state:

 – il centro direzionale ad Assago Milano Fiori, e le new towns di Milano Due, Milano San Felice (Segrate) e Milano Tre (Basiglio) della Edilnord.

Altre derivano dalla dismissione di vecchie aree industriali.

 – la Fiera di Rho;

 – la Bicocca: Università Statale, Teatro degli Arcimboldi, sede della Pirelli, Deutsche Bank ecc.

 – nella ex-Falck a Sesto San Giovanni sta per essere realizzato un progetto di Renzo piano per abitazioni, parchi un museo, uffici.

Turismo. A Milano è importante il turismo culturale per mostre, fiere, congressi grazie a eventi come il BIT (Borsa Internazionale del Turismo), il Salone del mobile, il Design, Milano moda Donna ecc.

 

2) Torino

Localizzazione. Una visione panoramica ci consente di notare come Torino sia più bella di altre aree metropolitane d’Europa:

 – O: Alpi Cozie e Graie;

 – N: la Vauda, le colline del Canavese, e in lontananza le Prealpi e il Rosa;

 – E: colline che digradano fino al Monferrato;

 – S: colline urbanizzate che digradano fino a Chieri.

Spiccano per il loro fascino piazza Vittorio Veneto, il Castello, la Mole Antonelliana e un gran numero di edifici barocchi. Pianta a scacchiera, molto più verde delle sue sorelle italiane.

Demografia. Crescita fino agli anni cinquanta e sessanta, calo fino al 2001 per la deindustrializzazione, inversione di tendenza in anni recenti per l’immigrazione: tipico modello di controurbanizzazione con decremento del nucleo centrale e aumento delle periferie con bilancio complessivo negativo.

Struttura urbana e sociale. Molto popolosi i comuni di prima fascia; contrasti tra le zone agiate del centro, della collina e del quartiere Crocetta (sud), e le periferie, specialmente quelle a nord e a sud dove sorgono infrastrutture e industrie. Molto vitale è il cosiddetto «quadrilatero romano», zona di locali che spezza il tono serioso della città. La croce di Torino è la criminalità dovuta all’immigrazione.

Industria. Il passaggio da città industriale a moderno polo di servizi è già in avanzato stato di completamento. Il terziario avanzato è più sviluppato rispetto a Roma, ma non ancora ai livelli di Milano. Direzionale: vi si trovano Fiat e San Paolo, comprese tra le «Global 500».

Turismo. Promosso con  ogni mezzo negli ultimi anni: si è fatto leva su eventi come l’ostensione della Sindone e le olimpiadi invernali. Inoltre: pedonalizzazione del centro storico, restauro del museo egizio e della Mole Antonelliana.

Posizione geografica. Ai margini dei grandi assi di comunicazione: questo giustifica l’aspirazione al collegamento con Lione e Milano (in costruzione). L’aeroporto di Caselle ha uno scarso traffico, sotto la media nazionale. Nel 2006 è stata inaugurata una linea della metropolitana. Il fiore all’occhiello è il verde cittadino.

 

3) Genova

Configurazione lineare. Si estende per circa 70 Km lungo una sottile striscia di terra sul mare.

Popolazione. Ha carattere monocentrico. La città centrale ospita il 75% della popolazione totale. Inizia a perdere popolazione a partire dagli anni 70 e il declino demografico continua fino al 2001, quando si arresta.

Economia. Finita l’epoca industriale Genova diventa città iperterziaria, con specializzazione nei trasporti. Il porto di Genova è il primo porto italiano. Ha ancora un discreto numero di addetti all’industria manifatturiera per la presenza di grandi industrie come Ansaldo ed Erg.

Struttura urbana. A est (levante) vi sono i quartieri più residenziali affacciati sul mare fruibile; a ovest (ponente) invece i quartieri industriali e l’aeroporto.

Problemi. Tra i principali problemi vi sono:

a) invecchiamento della popolazione;

b) la scarsità di spazi per ospitare infrastrutture, parcheggi, servizi;

c) viabilità interna ed esterna: malgrado la posizione centrale Genova ha vie di comunicazione obsolete con Milano e Torino;

Vivibilità. A partire da 2000 il centro storico è stato oggetto di seri interventi di restauro e riqualificazione e gode oggi di una certa vivibilità, contrariamente al passato. Restano tuttora ampie zone degradate infestate dallo spaccio e problemi di sicurezza. La città vecchia, in compenso, disposta come un presepe attorno al porto, è di notevole bellezza, accresciuta dopo il G8.

Turismo. E inspiegabilmente scarso malgrado la presenza del principale salone nautico d’Europa; il più grande acquario d’Italia; alcuni splendidi borghi sul mare.

 

4) Le aree metropolitane del Veneto

Le relazioni tra le aree di Vicenza, Verona e Padova-Venezia-Treviso si infittiscono sempre di più, ed è realistico pensare ad una prossima loro aggregazione.

• Padova-Venezia-Treviso

Territorio. Il territorio su cui si stende quest’area consolidata è quasi totalmente pianeggiante, ed eccezione dei Colli Euganei (Padova).

Economia. Padova è la più importante per l’industria, circa 70.000 addetti; Venezia un po meno, circa 48.000, e quasi tutti nel capoluogo; In fondo sta Treviso, l’area più piccola, ma con importanti industrie (Acque San Benedetto).

 – Padova supera di gran lunga le altre due per i servizi alle imprese e il credito: di fatto costituisce il fulcro dell’area consolidata per economia, confermato dal polo universitario.

 – Venezia, con l’aeroporto, una piccola università, ma un enorme patrimonio artistico, ambientale e culturale. I disagi di Venezia sono laltissimo costo della vita, che ha espulso dalla città persone dal reddito medio-basso, e ospita ora solo le agiate famiglie del resto d’Italia e dell’estero; il fenomeno dell’acqua alta; il dualismo tra il centro storico insulare (con solo 61.000 residenti) e della terraferma, con i poli industriali di Mestre e Marghera, e con seri problemi di inquinamento.

Comunicazioni. Sono il vero punto dolente dell’area consolidata: un’autostrada di recente inaugurazione e una linea ferroviaria collegano Padova-Venezia; mancano tuttavia ferrovie e strade provinciali che colleghino Padova e Treviso.

Urbanistica. Le opere più importanti sono:

 – Padova: la già efficiente linea tranviaria è in fase di ulteriore espansione;

 – Venezia: è in corso la realizzazione del costosissimo Mose (4.300 milioni di Euro); ed è appena stato costruito lo scivoloso ponte di Calatrava;

Problemi. Bisognerebbe provvedere ai seri problemi di inquinamento di Marghera dai veleni dell’industria chimica e di criminalità, per risolvere la quale il sindaco ha fatto erigere un muro per impedire agli spacciatori di invadere spazi condominiali. Bisognerebbe inoltre promuovere il turismo al di fuori di Venezia, ad esempio nelle zone termali dei Colli Euganei.

• Verona

L’area di Verona giunge ad ovest fino alle coste del Lago di Garda, dove si situa Gardaland, il più grande parco divertimenti italiano; vi sono comuni specializzati nell’industria alimentare (prodotti da forno) e nella lavorazione del marmo. Nel nord-est è seconda solo a Venezia per quello che riguarda il numero di alberghi presenti. Ha un centro storico suggestivo che attira molto per le sue fiere (Vinitaly, agricoltura) e per la lirica (Arena).

Problemi. A sud della ferrovia ci sono quartieri da riqualificare.

• Vicenza

Forma compatta ma con problemi di traffico nella circolazione stradale. Il centro storico è ricco di opere palladiane, e insieme ai comuni limitrofi costituisce un polo internazionale per l’oreficeria.

 

5) Bologna e il «sistema centro-emiliano»

L’area consolidata di recente formazione Modena-Parma-Reggio e quella di Bologna sono ancora separate, ma sei prevede una  loro imminente aggregazione al sistema centro-emiliano.

• Bologna

 – Popolazione. La popolazione ha ricominciato a crescere a partire dal 2001, dopo la flessione registrata negli anni 80, ed è ora di circa 370.000 abitanti. Gli incrementi più elevati sono nei popolosi comuni adiacenti alla città come San Lazzaro di Savena, e Casalecchio di Reno.

 – Industria. Bologna ha 92.000 addetti all’industria manifatturiera: si tratta di uno dei migliori indici di industrializzazione in Italia (13,4). Ha rilevanza mondiale per la produzione di macchinari agricoli, e per l’imballaggio di prodotti alimentari, cosmetici, farmaceutici.

 – Terziario. Bologna è centro fieristico importante (Motorshow), e centro di terziario avanzato; centro logistico e del commercio all’ingrosso.

 – Centro storico. È una città molto affascinante per i portici che percorrono il centro storico, per i caratteristici edifici coloro mattone, per le torri sghembe; è lambita ad ovest dal Reno, e a sud da morbide colline poco urbanizzate.

•  Reggio Emilia

Economia. L’economia è integrata tra agricoltura, e industria agro-alimentare e meccanica con produzione di macchinari agricoli. Ci sono importanti aziende alimentari (Barilla, Parmalat Ferrarini) e meccaniche. Si distingue per il ruolo delle cooperative nella gestione del lavoro.

 – Turismo. Tra il 2000 e il 2006 si è registrato un picco del turismo per ne numerose stazioni termali presenti sul territorio.

 – Problemi. La bassa disoccupazione ha reso Parma una meta per l’immigrazione sia interna che esterna, creando non pochi problemi di carattere sociale.

 .- Comunicazioni. Acquisterà importanza dopo il completamento della linea ad alta velocità, poiché sarà l’unica fermata tra Bologna e Milano.

• Modena.

 – Industria. Altra realtà industriale importante nel panorama italiano con aziende in campo alimentare, meccanico (Ferrari, Maserati), tessile e della ceramica.

 

 6) Firenze-Prato-Pistoia

Popolazione. Circa 1.150.000 cittadini, di cui più della metà solo nell’area Fiorentina. Le zone in crescita sono quelle di Prato e delle zone collinari e montane; diminuiscono invece i popolosi comuni della prima fascia fiorentina.

 – Società. La grande area consolidata si divide nettamente in due dal punto di vista socioeconomico: da un lato Firenze, polo terziario, centro culturale e turistico; dall’altro Prato, una delle capitali italiane del tessile. Pistoia invece ha  una tradizione nel floro-vivaismo, e ospita molti impianti termali, e zone agricole.

 – Firenze. Firenze è un crocevia importante tra Roma e Milano; nonché tra Genova e Pisa. È la quarta meta turistica di Italia, seconda solo a Venezia

 

7) Roma

Popolazione. Fino agli anni 70 Roma non aveva prodotto significativi fenomeni di conurbazione: l’area metropolitana coincideva coi confini amministrativi della città; i maggiori addensamenti di popolazione erano costituiti dalle «borgate», new towns da terzo mondo sviluppatesi negli anni 20-30. Solo negli ultimi trent’anni Roma si è densamente popolata riempiendo tutto lo spazio all’interno del grande raccordo anulare, e strabordando fin su nei Colli Albani. Oggi il territorio dell’area metropolitana è molto vasto e popoloso: più di 4mln di abitanti, con notevole densità media.

Economia. Le principali attività sono i servizi alle imprese, l’amministrazione, il commercio. L’industria è limitata, ed ha scarso peso nell’economia dell’area.

Turismo. Roma è la principale meta turistica d’Italia, e le sue grandi attrattive tolgono visibilità alle splendide zone limitrofe come i Colli Albani e i Castelli Romani.

Trasporti. L’aeroporto di Fiumicino è il primo d’Italia, collegato al centro con treni a cadenza di mezzora, non molto puliti. La metropolitana si articola in due linee, e una terza è in costruzione.

Quartieri. Contrariamente alle altre città europee, i quartieri più agiati sono a Nord della città (non in centro), mentre le zone di maggior disagio sono a oriente

Progetti. Il progetto più importante è quello di riqualificazione di 13 «centralità», ovvero zone molto degradate in prossimità di snodi stradali, ferroviari o metropolitani. Al riqualificazione prevede la creazione d i aree verdi, edilizia residenziale. L’iniziativa è importante: le zone saranno più vivibili e forse le violenze sessuali saranno meno frequenti.

 

8) Napoli

Urbanizzazione. L’area metropolitana di Napoli, come quella d i Roma, non è frutto di sviluppo industriale, ma di un lungo processo di urbanizzazione delle campagne iniziato già nel XVIII secolo, dovuto ad un naturale aumento della popolazione. L’area metropolitana è costituita da Napoli-Caserta e Salerno-Cava-Battipaglia.

Paesaggio. L’emblema geografico di Napoli è costituito dal Golfo, chiuso a sud dalla penisola sorrentina, e dal cono vulcanico del Vesuvio, con lintensa urbanizzazione alla sua base.

Popolazione. Il carattere principale di Napoli è l’altissima densità di popolazione, quasi 4mln di persone in poco meno di 2.000 Km2, mezzo milione di abitanti in meno rispetto all’area di Milano, ma in un territorio molto meno esteso. Molti piccoli comuni superano la soglia di 50.000.

Altri caratteri peculiari. Oltre all’altissima densità di popolazione (fino a 10.000 per km2!!), che è anche in crescita in alcuni comuni per l’immigrazione dall’africa nera, altri caratteri sono:

 – alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile;

 – misere condizioni dei quartieri popolari della periferia nord;

 – alto tasso di criminalità, specialmente organizzata;

 – altissimo disagio di comuni come Castel Volturno, vera terra di nessuno e teatro di una recente strage di immigrati; o Torre Annunziata, dove è stata uccisa una coppia di turisti tedeschi;

 – cronica scarsità di posti di lavoro nell’industria e nel terziario avanzato;

 – agricoltura assediata dalla città, dai gas di scarico, e dai rifiuti tossici.

Turismo. Lo sviluppo del turismo non è proporzionale alle potenzialità, date dall’immenso patrimonio culturale della città. La zona più battuta è Sorrento.

Trasporti. L’aeroporto è il sesto d’Italia; le linee metropolitane sono due.

Industria. Il tasso di industrializzazione è irrisorio. Solo in alcune zone ci sono dei poli industriali, come Pomigliano, con l’industria aeronautica e automobilistica.

Urbanistica. La più importante trasformazione urbanistica di questi anni è la creazione del Centro Direzionale nel quartiere Poggioreale, vicino alla stazione. Alla sua costruzione hanno contribuito i progetti dell’architetto giapponese Kenzo Tange, e dell’Italiano Renzo Piano. Una vera croce urbanistica è costituita dalla necessità di riqualificare l’area dismessa della ex Italsider, da smantellare e sostituire con aree verdi, case private, spiagge, porti turistici.

 

9) Altre aree metropolitane

• Bolzano-Merano

Collocazione. Unica area metropolitana presente nelle Alpi italiane, si estende sul corridoio urbanizzato del fondovalle dellAdige includendo comuni schiettamente montani collegati da strade o funivia.

 – Bolzano. Possiede alcune industrie ma è soprattutto un polo commerciale e di terziario avanzato;

 – Merano. Città climatico-termale, l’attività principale è il turismo.

• Trieste-Monfalcone

Il problema principale è il confine politico angusto e irrealistico: la popolazione è in continuo calo, e questa tendenza potrebbe invertirsi se venissero incrementate le possibilità di scambio con la Slovenia e la Croazia, e l’annullamento dell’effetto frontiera.

Trieste. Città terziaria, sede di Assicurazioni Generali, Fincantieri, Telit;

 – Monfalcone. Ha i più importanti cantieri navali d’Europa;

• Aree metropolitane costiere interregionali

Sono le aree metropolitane ‘gemelle di Massa-Carrara-Spezia e Rimini-Cesena-Pesaro: hanno caratteri simili per lo sviluppo lineare, la pianta a scacchiera, la marcata specializzazione nel turismo e nel commercio. Si distinguono per i seguenti fattori:

 – Massa-Carrara-Spezia: per il paesaggio montuoso e impervio alle spalle; per l’industria bellica; per l’attività estrattiva di Carrara;

 – Rimini-Cesena-Pesaro: attività commerciali, agricole, industriali; forti legami col paradiso fiscale di San Marino.

• Bari

Il complesso del Baricentro nel comune di Casamassima è un centro direzionale e uno dei più grandi centri commerciali d’Europa; Modugno è uno dei centri industriali più attivi del Sud, soprattutto nel settore della meccanica e dei componenti auto.

 – Bari. Bari è città fortemente terziaria; la Fiera del Levante è la più grande del Mediterraneo. Nel 2008 è stata inaugurata la metropolitana.

• Palermo e Catania

Sono aree metropolitane molto diverse tra loro: concentrazione di popolazione a Palermo, dispersione a Catania; pochi grandi comuni (Monreale, Bagheria) a Palermo, tanti comuni dispersi a Catania. In ogni caso la formazione di queste due aree metropolitane non è legata all’incremento dell’occupazione o all’industria manifatturiera.

Catania. Da qualche anno è sede di numerose industrie High-tech (telefonia, automazione) tanto che in gergo si parla di Etna Valley. Catania è inoltre specializzata nel commercio.

 – Palermo. Palermo è dominata da Monte Pellegrino, il «promontorio più bello del mondo» (Goethe); ha  un centro meraviglioso, e nel comune di Monreale vi è il celebre Duomo; Mondello è una stazione balneare tranquilla e signorile.

Problemi. Palermo e Catania potrebbero acquisire maggiore valenza turistica se si risolvessero alcuni annosi problemi:

 – restauro delle aree centrali degradate;

 – riqualificazione di quartieri-problema come lo Zen;

 – miglioramento della viabilità interna;

 – sganciamento dai condizionamenti della criminalità organizzata.

 

Le aree metropolitane mondiali

Con l’espressione «area metropolitana mondiale» si fa riferimento a grandi metropoli che per dimensioni demografiche e ruolo economico esercitano un’influenza determinante sulle vicende del pianeta.

1) Londra

Nel 1938 venne approvato il Green Belt Act, una legge che blocca lo sviluppo dei comuni esterni a Londra, finalizzata alla salvaguardia della cintura verde. La zona interna alla cintura verde venne definita Greater London, la Grande Londra, e da allora sia a livello statistico che nell’immaginario comune coincide con l’area metropolitana. Tuttavia, al di là della cintura verde, in una fascia tra i 30 e i 40 km da Londra, ci sono numerosi comuni, anche molto popolosi, che intrattengono legami strettissimi con la Greater London, formando una Londra più estesa che occupa una superficie di 65 km di raggio.

Sito. Londra si situa in un bacino limitato dal morbide ondulazioni collinari che raggiungono un’altezza massima di 250 mt circa. Attraversata dal Tamigi, ampio fiume navigabile.

Molti angoli di Londra sono talmente noti da risultare familiari anche a chi non c’è mai stato: Hyde Park, Tower Bridge, Tower of London, il palazzo di Westminster, Piccadilly Circus, Soho, tutti quartieri situati nella West End. I quartieri meno attraenti sono invece nella East End, nella parte orientale, quella che una volta era più sfavorita dai fumi industriali, e che oggi sono ad alto tasso di criminalità e disoccupazione.

Economia. La rilevanza mondiale di Lontra è dimostrata dal fatto che qui hanno sede legale 21 società della «Global 500», e in questo si colloca subito dopo New York. La base economia è spiccatamente terziaria; il ruolo dell’industria manifatturiera è molto scarso mentre decisamente rilevante è quello del turismo.

Trasporti. A Londra è presente la metropolitana più antica del mondo, attiva dal 1863, con 11 linee che percorrono 465 km. Ha quattro aeroporti, di cui quello di Heathrow è il primo d’Europa; gli altri sono Stansted, Luton, Gatwick.

2) Parigi

Situazione. Parigi è situata in un territorio piccolo e sovraffollato. Forma un agglomerato compatto e ad altissima densità di popolazione (6,5 mln) con i dipartimenti circostanti. I comuni circostanti sono completamente saldati all’area urbana di Parigi e non hanno un’identità urbana propria, ad eccezione, forse, di Versailles.

Area urbana e Banlieue. La Parigi intra muros, delimitata dalla cinta muraria del 1844 è ora separata dalla banlieue dalla frontiera del boulevard périférique, un’autostrada urbana che circonda la città ad anello e con un tracciato spesso in trincea. Al di fuori di questo confine Parigi include grandi parchi molto estesi, che però ne fanno aumentare la densità di popolazione.

Popolazione. Le classi più agiate della popolazione si collocano nell’area sud-ovest, quelle popolari a nord-est, dove si trovano i grands ensebles popolari costruiti negli anni 60. Molte delle banlieue parigine sono sconvolte da gravi disordini sociali. Quasi il 20% della popolazione parigina non è nato in Francia, e il 14% è di religione musulmana.

Economia. Il turismo è molto importante sia a Parigi che appena fuori, si pensi a Eurodisney. IL ruolo di città mondiale è confermato dalla presenza di 25 società comprese nella «Global 500». Le sedi legali delle aziende sono collocante in centro, nel quartiere dellOpéra e della Défence, quest’ultimo caratterizzato da una selva di grattacieli, il cui simbolo è la Grand Arche, che ospita il ministero dei trasporti.

Come Londra, Parigi ospita alcuni dei luoghi più famosi del mondo: Louvre, Tour Eiffel, Notre Dame, Champs Elysées, più quartieri leggendari come Monmartre e Monparnasse.

 

3) La Ruhr-Renania

Ex-area industriale. Fino agli anni 70 la Ruhr era una regione fitta di ciminiere, coperta di fumo e di mucchi di carbone; l’economia era basata sull’estrazione d i carbone, produzione di energia, industria pesante. Tra il 60 e il 95 la maggior parte di queste industrie è stata chiusa, con forti ripercussioni sulla disoccupazione, che ha raggiunto percentuali molto alte. Nel frattempo il territorio è stato riqualificato: verde pubblico, corsi d’acqua, piste ciclabili, strutture sportive, musei, teatri, centri commerciali li hanno resi dei posti più vivibili. Le città di cui è costituita sono Essen, Dortmund, Duisburg, Colonia, Dusseldorf.

 

4) Mosca

La caratteristica ambientale di Mosca è la presenza di un gran numero di parchi pubblici, anche di grandi dimensioni: circa un quarto del territorio è coperto da parchi pubblici, ed ha una cintura verde costituita da una fascia spessa una trentina di kilometri.

Ha una metropolitana di 12 linee caratterizzata dalle ricche decorazioni di epoca staliniana. Le linee corrono dal centro alla periferia, tranne una che le collega tutte in senso circolare. Ha tre aeroporti.

Dal punto di vista amministrativo Mosca è il capoluogo dell’omonima provincia, che contiene 39 distretti, ognuno col suo capoluogo; la stessa Mosca è divisa in dieci distretti amministrativi.

L’area metropolitana si estende fino a 70 km dal centro.

Mosca dà lavoro a circa 5mln di persone, e produce da sola circa il 20% del pil della nazione, ma ha un altissimo tasso di omicidi. La base economica è terziaria, anche se rimangono ancora delle industrie: meccanica, elettronica, informatica.

Turismo. Mosca contiene, come tutte le città mondiali, dei luoghi simbolo che la rendono immediatamente riconoscibile: il teatro Bolshoi, il Cremlino, la Piazza Rossa, la cattedrale di San Basilio. Anche le città satelliti sono mete turistiche per la presenza di antichi monasteri.

 

5) New York

I luoghi simbolo di New York sono la Statua della Libertà, la Borsa di Wall Street, l’Empire State Building, il Ponte di Brooklyn, Central Park, Time Square, ed altri ancora. Al di fuori del centro di Manhattan, mito e chimera dei turisti europei, la città è meno attraente.

Harlem è in via di Gentrification; il quartiere di Barrio oggi è più sicuro, ma fino a pochi anni fa era off limits; il South Bronx è ancora degradato, ma molto meno di quanto possano farci immaginare film come Il giustiziere della notte o Fort Apache.

 – Brooklyn ha una sua caratteristica skyline di palazzi in mattoni tardo ottocenteschi, e per la sua vicinanza con Manhattan è interessato da fenomeni di gentrification;

 – Queens : ha due aeroporti ed è simboleggiato dal globo metallico dell’Unisphere. Vi hanno sede molte aziende e un centro d’arte contemporanea. Il rione Ozone Park è considerato centro di attività mafiose.

 – Levittown: nel cuore di Long Island si trova Levittown, una new town progettata dall’architetto William Levitt, costituita da sole villette monofamiliari con giardinetto, poste in fila una vicina all’altra, a formare un monotono e labirintico paesaggio, caratterizzato da forte omogeneità sociale.

Sicurezza. Dopo la politica di tolleranza zero dei sindaci Giuliani e Bloomberg il tasso di criminalità generale a New York è sceso considerevolmente: 7, 4 omicidi per ogni 100.000 abitanti, niente in confronto al 47 di Detroit o 43 di Baltimora.

Economia. Il terziario occupa quasi il 90% dei lavoratori, il resto costruzioni e industria. Ci sono 21 società della Global 500, e per fatturato si colloca al terzo posto dopo Tokyo e Parigi.

 

6) Città del Messico

Inquinamento. La città è situata nella Valle del Messico, una conca pianeggiante situata a circa 2.000 mt di altezza, circondata da diverse catene montuose. Questa situazione geografica, aggiunta ai più di 700.000 mila addetti all’industria e 4 mln di veicoli fanno di Città del Messico una della metropoli più inquinate del mondo.

Carattere. Fondata nel 1325 dagli Aztechi, è stata distrutta dal Joaquin Cortez nel XVI secolo e poi ricostruita con una pianta a scacchiera. A nord-est si ergono le rovine con le piramidi del Sole e della Luna. I punti di riferimento obbligati della città sono la vasta piazza della Costituzione con cattedrale; il Palacio Nacional, le rovine di un antico tempio azteco; il pullulare di turisti, venditori ambulanti, lustrascarpe, danzatori in costume azteco.

 – Primati. La città vanta anche alcuni primati rispetto a tutta l’America Latina: 160 musei e 30 sale da concerto; la metropolitana più lunga del sud America e la meno cara del mondo; il maggior aeroporto; il più grande e antico ateneo; il più grande parco pubblico.

Economia. Il quartiere Santa Fe a ovest è il più grande centro finanziario del sud America, con la Torre WTC, la più alta del mondo iberico. Tuttavia Città del Messico è costellata di mercati di quartiere specializzati in medicina alternativa, religioni afro-americane, artigianato messicano, carne di coccodrillo e di serpente. In tutta l’area metropolitana l’industria vanta circa 700 mila addetti.

 

7) San Paolo

E la città più grande dell’emisfero australe, e la più italiana, con 6mln di cittadini di origine italiana. L’aspetto che più colpisce della città è la contiguità spaziale di estese e dense favelas, come Paraisòpolis, dai moderni e agiati palazzi dotati di piscine e campi da tennis.

San Paolo è dotata di una metropolitana a 5 linee, alla quale si aggiungono 261 km di linee ferroviarie. Malgrado ciò, il congestionamento del traffico obbliga i manager a spostarsi in elicottero: con 400 velivoli San Paolo è la città con la flotta di velivoli più numerosa al mondo.

San Paolo ha un indice di sviluppo umano (ISU) alto, e non ha alcun distretto al suo interno con indice basso, mentre nell’area centrale è elevatissimo.

A San Paolo c’è la più grande borsa valori dell’America latina. Dal 96 è sede di uno dei più importanti eventi mondiali della moda (la Sao Paulo Fashion Week), dal 1971 della biennale dell’arte, e dal 1990 del gran premio di formula uno.

I luoghi simbolo sono la Catedral da Sé, neogotica; il Banespa Building, simile allEmpire State Building; il parco urbano di Ibirapuera; il ponte di Estaiada.

La criminalità è alta ma è in diminuzione, e il tasso di omicidi è 23,7 per 100 mila abitanti.

 

8) Mumbai

Fino al 95 si chiamava Bombay. Città leader di un paese emergente e con sempre maggior influenza a livello mondiale. È la città più popolosa del mondo, con quasi 12 mln di abitanti e una densità record di 25 mila abitanti per km2. Il 50% della popolazione vive nelle baraccopoli (slums o bidonvilles).

Ha il primo porto e il primo aeroporto del paese; la prima e più antica borsa dAsia; vi hanno sede numerose holdings indiane. È anche il primo centro cinematografico del mondo, con una produzione annua di 250 film, il doppio di Hollywood. Nella spiaggia di Juhu risiedono le ricchissime star del cinema indiano, in ville sulla spiaggia che emulano quelle di Malibu o Bel Air.

A 30 km circa dal centro si trova il grande parco naturale di Sanjay Gandhi, con numerosissime specie di animali esotici, tra i leopardi che nel 2004 hanno sbranato e ucciso venti persone, di cui la metà fuori dal parco.

Audio Lezioni di Geografia del prof. Gaudio

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