Le Bucoliche

Le Bucoliche non sono una novità, in quanto anche Teocrito aveva scritto canti bovari”. Infatti le bucoliche sono, appunto, canti bovari che Virgiglio riprende dal poeta prima citato, dato che si rispecchia molto in questi canti, poiché rappresenta il mondo in cui è cresciuto. Non per altro c’è da ricordare che Virgiglio apparteneva ad una famiglia di proprietari terrieri. Tuttavia non bisogna pensare che Virgiglio si sia solo limitato a copiare ciò che aveva precedentemente scritto Teocrito, ma lo studia approfonditamente.

La prima bucolica è quella nella quale Virgiglio rilegge al meglio il mondo rurale in cui era cresciuto, ma non solo: ritrova nella vicenda narrata situazioni che aveva vissuto in prima persona. Infatti nella prima bucolica è descritta la storia di due pastori che hanno destini diversi in seguito alle espropriazioni delle terre: uno dovrà abbandonare le proprie terre, mentre all’altro sarà concessa la possibilità di conservarle. Purtroppo il passato di Virgiglio si ritrova nel pastore che deve lasciare le terre, in quanto anche a lui è toccata la stessa sorte, quindi partecipa molto al dolore del pastore che deve rinunciare ai terreni e anche ai suoi animali.

 

Negli idilli di Teocrito è coinvolto anche il mondo della città, con i suoi conflitti. Virgilio, invece, scrive esclusivamente sul mondo dei pastori; è proprio con le Bucoliche che si diffonde il mito dell’Arcadia, cioè la terra beata dei pastori. In questa terra beata i problemi della città appaiono lontani e infondono anche molto timore.

Dopo la composizione delle Bucoliche, Virgilio entra a far parte del circolo di Mecenate, dove successivamente incontrerà il suo contemporaneo Orazio.

Inizia a comporre Le Georgiche”, poema che richiede molto tempo per la scrittura e la rielaborazione.

di Sara Pedrazzi