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Le stirpi canore - Portale Scolastico | Atuttascuola

Le stirpi canore

di Gabriele D’Annunzio

di Carlo Zacco

I miei carmi son prole

delle foreste,

altri dell’onde,

altri delle arene,

altri del Sole,

altri del vento Argeste.

Le mie parole

sono profonde

come le radici

terrene,

altre serene

come i firmamenti,

fervide come le vene

degli adolescenti,

ispide come i dumi,

confuse come i fumi

confusi,

nette come i cristalli

del monte,

tremule come le fronde

del pioppo,

tumide come la narici

dei cavalli

a galoppo,

labili come i profumi

diffusi,

vergini come i calici

appena schiusi,

notturne come le rugiade

dei cieli,

funebri come gli asfodèli

dell’Ade,

pieghevoli come i salici

dello stagno,

tenui come i teli

che fra due steli

tesse il ragno.

Il titolo. Significa letteralmente «le radici del canto»: il poeta vuole indicare da dove ha origine la sua poesia.

 

Dichiarazione di poetica.  È una dichiarazione di poetica espressa in immagini:

 – D’Annunzio afferma che i suoi carmi nascono dalle foreste, dalle spiagge, dal mare, dal sole, dal vento;

 – ed esprimono un’infinità di aspetti del mondo;

Il potere della parola. La poesia, nella sua ricchezza inesauribile di forme, colori, sonorità, riproduce la corrispondente ricchezza del reale;

  – questa lunga enumerazione di oggetti diversi dà l’idea di un elenco che potrebbe continuare potenzialmente all’infinito: non c’è nulla che non possa essere espresso dalla parola del  poeta;

 – il potere della parola è infinito: il poeta è in grado di cogliere la profonda essenza delle cose, e di esprimerla con le proprie parole;

 – le parole sono così cariche di forza vitale e di energia da potersi sostituire alla realtà stessa:

 > creare un mondo, non semplicemente riprodurlo.

Potere demiurgico. Dietro la dichiarazione di poetica si nasconde dunque una dichiarazione ideologica:

 – esaltando la virtù creativa della parola, d’Annunzio implicitamente il proprio potere demiurgico, cioè potere di creare il reale;

 – il poeta Vate possiede questo privilegio (della parola poetica), che lo innalza al di sopra degli uomini;

 – la parola è per lui un formidabile strumento di potere, che gli consente di esercitare il proprio dominio sugli uomini.

Lessico e musicalità. A parte il latinismo dumi (cespugli), il lessico è semplice e quotidiano;

 – il verso breve conferisce alla poesia un andamento rapido, fluido, e molto cantabile, anche per il gran numero di assonanze e rime, e anche allitterazioni e anafore;

 – i versi brevi, in realtà, potrebbero essere ricomposti in versi più lunghi, venendo a formare endecasillabi o decasillabi;

 

Audio Lezioni su Gabriele D’Annunzio del prof. Gaudio

Ascolta “Gabriele D’Annunzio” su Spreaker.

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