Levommi il mio penser in parte ov’era

Sharing is caring!

Levommi il mio penser in parte ov’era

sonetto 302 del Canzoniere di Francesco Petrarca

di Carlo Zacco

I sonetti 279 e 302 sono strettamente legati a livello tematico: in essi vengono raffigurate due epifanie di Laura, o meglio, due fantasie del poeta che si immagina di incontrarla e parlare con lei.

302 – Levommi il mio penser in parte ov’era

 

Struttura. In questo caso la struttura è circolare:

1)      I quartina. Questa volta è il poeta a recarsi là dove si trova Laura, cioè in cielo, e in particolare nel III cielo, quello degli spiriti amanti, governato da Venere.

2)      Parte centrale. Parla Laura: con fare affettuoso (lo prende per mano), lo rassicura sul fatto che un giorno saranno entrambi in cielo, e non solo, dichiara anche di attendere pazientemente e fedelmente il poeta soltanto (amore esclusivo).

3)      II terzina. Sempre con un gesto della mano Laura si congeda, e parla di nuovo il poeta: lamentandosi del distacco, e dichiarando la forza sconvolgente di quella visione.

   Levommi il mio penser in parte ov’era

quella ch’io cerco, et non ritrovo in terra:

ivi, fra lor che ‘l terzo cerchio serra,

la rividi più bella et meno altera.

   Per man mi prese, et disse: – In questa spera

sarai anchor meco, se ‘l desir non erra:

i’ so’ colei che ti die’ tanta guerra,

et compie’ mia giornata inanzi sera.

   Mio ben non cape in intelletto humano:

te solo aspetto, et quel che tanto amasti

e la giuso è rimaso, il mio bel velo. –

   Deh perché tacque, et allargò la mano?

Ch’al suon de’ detti sì pietosi et casti

poco mancò ch’io non rimasi in cielo.

levommi: mi sollevo, in visione;

quella: Laura; ivi..rividi: ivi, in paradiso, la rivide;

fra lor..serra: fra le anime (lor: coloro) che il cielo di Venere

racchiude; e il cielo dantesco degli spiriti amanti, ma anche

quello in cui san Paolo dice di essere stato rapito;

cerchio: cielo; altera: distante, superba;

per..prese: emistichio tipicamente narrativo (e dunque

riservato, nel duecento, a op. comiche o elegiache);

spera: cielo;

anchor .. meco: un’altra volta, come in terra;

i’ so’ colei che: modulo dantesco;  guerra: pena, affanno;

compie’..sera: morii prematuramente; la vita umana e

paragonata al giorno in cui “sera’ sarebbe la vecchiaia;

mio ben .. humano: la mia beatitudine non e comprensibile da un intelletto umano;

et quel..velo: “(e aspetto) quello, cioè di ricongiungermi (nella risurrezione della carne) con quello che tu hai tanto amato e che e rimasto giù a terra: il mio bel corpo’;

detti: parole; rimasi: indicativo di asseverazione;

 

Analisi. Siamo solo all’inizio del percorso di ricomposizione, a questo livello il poeta è ancora attaccato al ricordo di Laura, e queste visioni, benché fonte di grande consolazione, non gli servono a distaccarsi totalmente da lei. Il percorso di rielaborazione del lutto è appena iniziato.

 

Levommi il mio pensier. Anche in questo caso ci sono segnali che il poeta può raggiungere la felicità in cielo solo se sa che si ricongiungerà con laura:

 – De Sanctis: «non basta dire: “Anchor sarai tu in questa spera’, ma ci aggiunge un “meco’, piccolo particolare ma dal valore infinito: che cosa è infatti il Paradiso senza Laura?»

Non c’è beatitudine senza Laura. In entrambi i testi P. non sa concepire la beatitudine senza Laura, ed è alla ricerca ostinata di un contatto con lei.

Rimpianto e insufficienza espressiva

Un’ opportunità sprecata. Prima di giungere a rinnegare la passione terrena, ed abbracciare definitivamente la via cristiana, Petrarca tocca un tema intermedio: quello del rimpianto di non aver potuto stringere con Laura un rapporto casto, cioè non peccaminoso.

 – Alla fine del canzoniere Petrarca inserisce alcuni sonetti in cui immagina se stesso e Laura ormai vecchi, ancora innamorati, ma senza tensione erotica.

Dolore diverso. È un dolore diverso: quello dei due sonetti precedenti ha ancora dentro di sé il desiderio di una vicinanza reale, questo no: è il rimpianto di non aver potuto godere di un rapporto casto con lei. Come dire: ora che sono vecchio e non ho più i “bollenti spiriti’ che tenevano lontana Laura, lei è morta, e questa possibilità è venuta meno.

Audio Lezioni su Francesco Petrarca del prof. Gaudio

Ascolta “Francesco Petrarca” su Spreaker.

shares