Liberi libri


festival itinerante delleditoria per l’infanzia

Si parla molto, ultimamente, di scuola. E se ne parla purtroppo quasi sempre all’ombra pericolosa del segno meno: meno fondi, meno tempo, meno insegnanti, meno integrazione.
Meno scuola significa meno futuro: unequazione che non può non suscitare indignazione, la sensazione che ci sia «qualcosa di sbagliato», che si debba cercare di invertire la rotta.
È proprio qui, nella contraddizione aperta che sentiamo tra la realtà da un lato e i nostri desideri e bisogni dall’altro, che nasce la sfida di entrare nelle scuole per portare cambiamento, per convertire il meno delle politiche istituzionali nel più delle pratiche collettive.
Nell’esigenza della formalizzazione burocratica indispensabile per «essere visti» dalle istituzioni, la pratica collettiva assume la forma di una cooperativa di promozione e produzione culturale, la cooperativa Libero Stile, nata con il progetto di diffondere il concetto di criticità come chiave di accesso al consumo, al sapere, alle relazioni.
E da Libero Stile nasce come primo amatissimo progetto Liberi libri: festival itinerante delleditoria per l’infanzia

In un momento in cui mostre del libro per l’infanzia stanno conoscendo una diffusione sempre più significativa – anche se ancora quasi esclusivamente limitata alle maggiori città – e sempre più spesso le scuole si vedono proporre iniziative dedicate al libro e alla promozione della lettura, Liberi libri nasce come tentativo di andare oltre, di portare un approccio diverso e critico nell’ambito della promozione e produzione culturale.
L’immagine che associamo a Liberi libri è quella di una grande mongolfiera carica di persone, idee, colori e parole che nel suo viaggio intorno al mondo chiede il permesso di poter atterrare per rifornimenti nei più diversi luoghi e in cambio dell’ospitalità offre un meraviglioso campionario di libri e spettacoli.
Consideriamo e pratichiamo la relazione come primo e fondamentale strumento del nostro lavoro: per questo l’obiettivo che ci poniamo è quello di costruire una storia collettiva, creando una rete che metta in contatto persone che non si sono mai conosciute e luoghi distanti tra loro.
Questa rete vorremmo che partisse dalle scuole, potenziando la loro capacità di essere centri aggregativi e punti di riferimento importanti per le comunità.
Convertire il meno delle politiche istituzionali nel più delle pratiche collettive, significa allora anche fare in modo che il sapere finanzi il sapere, che la cultura finanzi la cultura: ecco perché – consapevoli delle reali difficoltà economiche delle scuole – abbiamo fatto in modo che Liberi Libri fosse un progetto totalmente auto-finanziato e dunque «zero-spese» per le scuole ospitanti.
Il senso complesso di questo progetto può essere condensato in due parole che dicono molto: sapere-attivo. Questo significa che nel rapporto con il libro, che deve essere prima di tutto un rapporto di esplorazione e di piacere, viene valorizzata una dimensione di relazione, di scambio, di multidirezionalità: letture animate e laboratori hanno infatti proprio lo scopo di far comprendere ai bambini – e agli adulti – che il libro non è «solo» da leggere, ma anche da vivere nel senso più pieno del termine, con tutti e cinque i sensi e con la mente ben allerta.