Libri di testo.


di A. Lalomia

L’adozione dei libri di testo da tempo immemorabile rappresenta un tema di vivace dibattito e talvolta rischia di condizionare i buoni rapporti che dovrebbero sempre esistere tra docenti da una parte e allievi e genitori, dall’altra. Oggi, comunque, come tutti sanno (o dovrebbero sapere), sono in vigore regole molto restrittive, per cui i manuali scolastici si possono sostituire soltanto attraverso una procedura piuttosto complessa, volta ad impedire soprattutto cambiamenti troppo frequenti.

A questo si aggiunga che quasi tutte le case editrici scolastiche -o che operano anche per il segmento educativo- si sono impegnate a mantenere invariato il prezzo dei manuali per un periodo di tempo abbastanza lungo (1).

Per il prossimo a.s. (2010-11) la procedura indicata sopra è fissata dalla C.M. n. 23 del 4 marzo 2010 (2). Purtroppo, questo documento, pur fornendo preziose indicazioni operative, non spiega in che modo ci si debba comportare con i libri consigliati. E d’altra parte non è tenuta a farlo, visto che si riferisce, appunto, alle ad’ozioni.

A rigore, i libri consigliati non dovrebbero essere inclusi nel computo generale e quindi non si rischierebbe, scegliendone anche diversi, di oltrepassare la somma fissata per ogni classe, spingendo cos’ la segreteria didattica a cancellare le proposte del docente (3).

Una precisazione di questo tipo è particolarmente importante per quegli istituti -ad esempio gli IPSIA- dove le materie professionali a volte spingono ad adottare manuali senz’altro validi, ma molto costosi (70-80 à¢â€š¬ ciascuno), lasciando un margine minimo alle altre discipline, soprattutto a quelle umanistiche.

In più occasioni io mi sono chiesto se l’insegnamento dell’Italiano e della Storia, in questo segmento educativo tutto particolare che è rappresentato appunto dagli IPSIA, sia davvero utile – nell’economia generale del curriculum dell’allievo – o non rischi invece di privarlo di quegli approfondimenti nelle discipline tecniche che sarebbe molto importante  possedesse (4). Allo stato attuale, comunque, queste due materie sono ancora presenti e siccome diverse case editrici non sembrano particolarmente interessate a dedicare a queste due discipline l’impegno che riservano ad altri ordini di scuola, è inevitabile che il docente di Italiano e Storia punti su una serie di testi integrativi -consigliati- del manuale, spesso modesto. Per inciso, alcuni di questi testi integrativi -ripeto: consigliati- accompagnano lo studente per l’intero percorso scolastico (e forse anche oltre), partendo dalle medie. Volumi come lo “Zingarelli”, o l’ “Atlante Storico”, entrambi della Zanichelli, rappresentano esempi concreti di quanto intendo dire.
———————————–

Note

(1) Il problema del prezzo dei manuali scolastici, comunque, si potrebbe superare accettando inserti pubblicitari a pagamento da parte di aziende che operano per il comparto scuola. Trovo singolare che chi protesta contro il rincaro dei libri sia contrario a questa soluzione, bollandola aprioristicamente come frutto degli interessi della Confindustria. Sull’argomento, cfr. il mio “Pubblicità nei libri di testo. Brevi riflessioni.”, pubblicato il 12-09-08 su www.orizzontescuola.it/ .

(2)

(3) Senza magari neanche informarlo prima, il che non mi sembra un grande esempio di correttezza.

(4) V. ad esempio “Istruzione professionale. A chi affidarla “, presente nella mia pagina all’interno di questo portale

—————————————