Lo scenario politico del Cinquecento

 

dalla Storia moderna

di Carlo Zacco

Lo Stato moderno

 

Stato moderno e Stato feudale. Già alla fine del Medioevo alcune grandi monarchie avevano avviato un processo di unificazione territoriale che ha dato vita ai primi Stati. Ma tra Stato moderno e Stato feudale ci sono delle grandi differenze di tipo politico:

1)                 Stato feudale. Il Re esercita il suo potere solo su alcuni territori di  sua proprietà personale. Negli altri territori che facevano parte dello Stato a comandare realmente erano:

 – Feudi > feudatari;

 – Diocesi > Vescovi;

 – città > corporazioni

2)                 Stato moderno. La caratteristica principale dello Stato moderno era la piena sovranità: la capacità, cioè, del Re di imporre una sola legge su tutto il territorio. Il Re non ammette altri poteri superiori o paralleli.

 

I caratteri dello Stato Moderno. Oltre alla piena sovranità in tutto il territorio, lo Stato Moderno si caratterizza anche per altri elementi, introdotti solo in età moderna:

1)      Apparato burocratico. Per governare un vasto territorio occorre un oceano di funzionari statali, adeguatamente formati: esattori, amministratori, giudici, eccetera. L’insieme di questi funzionari e degli uffici è detto burocrazia.

2)      Esercito stabile. L’unica legge va anche imposta, e il territorio difeso. Per questo serve un esercito. Nel Medioevo, al momento della guerra, il Re chiamava a raccolta i nobili coi quali portava avanti una campagna militare. In epoca moderna le armi diventano più sofisticate (armi da  fuoco), le campagne più lunghe e costose, le tecniche di combattimento più complesse: occorreva personale specializzato. In una prima fase i sovrani ricorsero a truppe mercenarie, ma col tempo ci si rese conto che  la soluzione migliore era l’esercito Stabile: un corpo specializzato, esperto, fedele al suo Re. L’esercito interno costava meno, e funzionava meglio.

3)      Sistema fiscale. Apparato burocratico ed esercito stabile comportavano costi enormi. Si rese necessario creare un sistema di esazione fiscale efficiente e capillare. Nel medioevo le tasse avevano carattere straordinario, un «aiuto» che i vassalli versavano al Re in tempi difficili. In età moderna si rese necessario un sistema di prelievo fiscale costante, con due tipi di prelievo:

 – imposte dirette: calcolate sulla base del patrimonio;

 – imposta indirette: che si applica sulla compravendita dei beni (sale), un po’ come l’IVA.

4)      Assemblee rappresentative. L’obiettivo dei sovrani è sempre stato quello di concentrare tutto il potere nelle proprie mani e di affidare incarichi amministrativi e di governo a ministri da loro scelti. Tuttavia i vari ceti sociali (nobili, sacerdoti, mercanti, operai, contadini) hanno sempre richiesto di far sentire la loro voce. Hanno potuto farlo attraverso assemblee rappresentative:

 – Il Parlamento in Inghilterra;

 – Gli Stati Generali in Francia;

 – Le Cortes in Spagna;

 – Le Diete in Germania;

La storia moderna è caratterizzata da una tensione continua tra Re e assemblee rappresentative, che darà luogo a due modelli di Stato: la monarchia assoluta (dove il Re domina indisturbato), e la monarchia parlamentare (dove il potere del Re è limitato dalle assemblee), e terminerà con l’affermazione del secondo tipo di monarchia.