Nazismo

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In Germania, finita la prima guerra mondiale, la situazione era durissima.  Le spinte rivoluzionarie dei comunisti e la paura dei partiti conservatori avevano portato attraverso una durissima fase della storia tedesca, alla nascita della repubblica di Weímar.  La repubblica godeva di sostegni economici statunitensi, varati dal piano Dawes, poiché gli Stati Uniti vedevano nella ricostruzione della Germania un campo vergine dove investire e colonizzare il mercato. Con la crisi del ’29 e il crollo della borsa di New York, gli investimenti statunitensi dovettero rientrare, creando in Germania una pesantissima crisi economica.  La precarietà economica e l’esasperazione portarono la popolazione a sostenere i movimenti estremisti a danno della neonata repubblica; in particolare, in questi anni fra il 1929 e il 1933, si assistette alla vertiginosa ascesa politica di Adolf Hitler.  Egli faceva appello a un nazionalismo esasperato, eccitava gli animi alla ricerca di nemici interni (ebrei, zingari) ed esterni (comunismo, capitalismo) e forniva in tal modo una facile spiegazione delle difficoltà tedesche.  All’ascesa del leader nazista faceva da contraltare la fragilità della repubblica di Weimar, incapace di garantire stabilità interna.  La crisi economica toccò l’apice nel ’32 e segnò la fine della repubblica; i governi socialdemocratici o conservatori che seguirono non seppero reggere l’ondata di sfiducia della società e dei gruppi imprenditoriali, così il presidente della repubblica Paul Von Hindenburg, dopo vari tentativi di compromessi fra i vari schieramenti politici, dovette chiamare al governo Hitler (1933),  l’unico in quel momento che sembrava poter contare sull’appoggio della nazione.  In verità, Hindenburg riteneva Hitler una pedina nelle sue mani; ma il leader si mosse in modo fulmineo per garantirsi poteri eccezionali e disarmare ì partiti, sia di destra che di sinistra.

 

Il 22 giugno 1933 venne messo fuori legge il partito socialdemocratico, mentre quello nazionalista e democratico, assieme e quello cattolico, decisero di sciogliersi.

In quello stesso anno venne istituita la Gestapo, che aveva il compito di controllare le opposizioni al regime ed effettuare azioni repressive, mentre i vertici delle SA, accusati di cospirazione vennero massacrati nella “notte dei lunghi coltelli”.  Il nazismo costituì il proprio sistema in meno di un anno, e fin da subito Hitler attuò quanto annunciato nel delirante progetto del Mein Kampf; sono del 1935 le leggi di Norimberga, che toglievano grandissima parte dei loro diritti ai cittadini di origine ebrea; da quel momento la violenza calò sugli ebrei tedeschi.  La notte fra il 9 e il 10 novembre 1938, passata alla storia come la “notte dei cristalli”, prese piede una mobilitazione di massa contro di loro: furono distrutti negozi, linciate persone in strada, attaccate e incendiate sinagoghe.  Il regime costituì uno stato totalitario senza opposizioni significative. Anche la chiesa non parve in grado di contrastare il fuhrer.  L’enorme capacità di coinvolgimento delle masse fu la vera arma in più di Hitler; i cittadini tedeschi erano bombardati infatti da una pesantissima propaganda, organizzata dai ministro Joseph Paul Goebbels, mentre i dissidenti subivano le violente ritorsioni delle SS, che dopo la notte dei lunghi coltelli, avevano preso il posto delle SA.  Si assistette a un processo di nazificazione della società, che generò disprezzo verso le altre culture e così il forzato esilio di personalità di spicco, quali Einstein e Freud. In politica estera, Hitler si mostrò da subito intollerante verso gli accordi del trattato di Versailles, ed anzi intraprese una linea aggressiva, finalizzata all’espansione territoriale della Germania, per cui nel 1936 riuscì ad annettere al territorio tedesco l’Austria.  Intanto la Germania andava verso una spaventosa corsa agli armamenti che lasciava presagire quali sarebbero state le scelte militari di Hitler, tese a vendicare le umiliazioni tedesche generate dai trattati di Versailles (1919) ma più in generale dalla prima guerra mondiale.

dalla tesina multidisciplinare esame di stato 2005 di Federico Sorrenti

La psicoanalisi in rapporto alla cultura del novecento

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