Orazio

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Nasce nel 65 a C. a Venosa, una colonia romana. Suo padre era un liberto (schiavo liberato) quindi una posizione sociale bassa. Egli fa compiere gli studi a Roma al figlio, il quale intorno ai vent’anni si trasferì in Grecia per approfondire ulteriormente la sua cultura. Si reca in Grecia intorno al 44 a. C., anno in cui a Roma viene ucciso Cesare e le truppe dei repubblicani cesaricidi si rifugiano in Grecia. Orazio, ancora giovane, si schiera dalla parte dei cesaricidi, i quali però verranno poi sconfitti nella battagli di Filippi. Quando torna non possiede più la casa a Venosa, così per vivere si impegna come scrivano di un magistrato. E’ proprio in questo periodo che inizia la sua attività poetica.

Inizia a scrivere gli Epodi e, successivamente, notato da Mecenate, entra nel circolo ed è in questo periodo che compone le Satire e le Odi.

E’ importante ricorda re che Orazio rivendicherà sempre la sua libertà artistica e rifiuterà, per questo, di diventare segretario di Augusto. Tuttavia difenderà anche il circolo, ricordando il clima di amicizia che c’era, ma soprattutto resterà in relazioni abbastanza strette con Augusto.

Mecenate regala ad Orazio una villa (casa di campagna9 nella quale il poeta si ritirerà per coltivare il suo otium letterario. E’ durante questo ritiro che inizierà a scrivere le Epistole in due volumi. In fine comporrà il Carmen Seculare un inno commissionatogli da Augusto per annunciare una nuova era.

 

Gli Epodi

Orazio li chiama anche Iambi, facendo riferimento al ritmo e al tono aggressivo. Per comporre gli Epodi si ispira ad Archiloco (poeta vissuto nel VII secolo), ed è proprio da questo che riprende il tono violento. tuttavia Orazio sottolinea che i metri e l’ispirazione aggressiva è ben diversa da quella di Archiloco, anche se i contenuti rimangono sempre uguali.   Quindi gli Epodi si presentano come una poesia aspra e con un linguaggio violento.

Data la posizione sociale di Orazio, egli non può, con questa composizione, rivolgere la sua arroganza a personaggi aristocratici; perciò fa riferimento a personaggi scoloriti, anonimi o persino fittizi.

Orazio riprende i temi dalla realtà romana, ma non mancano componimenti scherzosi ed amorosi.

 

Perché il termine Epodi? Richiamo alla forma metrica: epodo è il verso più corto che segue un verso più lungo andando a formare un distico.

 

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Le Satire

Caratteristiche:

–          mobilità e varietà dello stile.

–          Molta varietà dei toni

–          Non è presente un tema unico; nelle Satire Orazio parla maggiormente della sua vita privata e delle proprie disavventure.

–          Il suo maestro per le Satire è Lucillo; tuttavia Orazio si prospetta anche di migliorare quel modello, in quanto riteneva che non avesse abbastanza il senso dell’elaborazione formale. Infatti sebbene le satire presentino dell’ironia, le Satire orazione sono ben attente a mantenere un livello di conversazione colta.

In questa opera, Orazio si scaglia contro i difetti delle persone altrui, tuttavia non si accanisce nei confronti del colpevole. Questa operazione assume un carattere quasi pedagogico: individuare la giusta strada da seguire attraverso i difetti degli altri, proprio come gli aveva insegnato suo padre.

 

La filosofia greca entra a Roma e spesso i romani attingono le loro i deea più correnti filosofiche; è anche il caso di Orazio, il quale fa propri l’autàrkeia (autosufficienza interiore) e la metriotes( la moderazione, il giusto mezzo).

 

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Le Odi

La lirica oraziana si rivolge sempre a qualcuno ed è proprio il caso delle Odi, le quali hanno una struttura dialogica, anche se “questo qualcuno” sarà per lo più un pretesto, un oggetto, una figura stilizzata.Orazio si rivolge ad un pubblico aristocratico, tuttavia all’inizio di ogni carme riprende elementi che si riferiscono chiaramente ad un altro modello, per vedere se coloro che leggevano erano talmente colti da riconoscere a chi si era rifatto; ma poi il componimento prosegue dimenticando il modello, con riflessioni morali.

 

È da ricordare che Orazio era contro i poete novi, che avevano formato una nuova poesia rifacendosi a quella alessandrina, e li accusava di superficialità. Tuttavia non può fare a meno di risentre l’influsso; quindi prima di scrivere le Odi compie uno studio approfondito sui poeti greci aracaici.

 

 

I TEMI DI ORAZIO:

      –  senso della brevità della vita (carpe diem). Se ci è data la possibilità di vivere la vita, dobbiamo viverla in modo consapevole dato che è breve. il valore della poesia, in questo senso, è che è considerato un mezzo per combattere la brevità della vita, dato che è eterna e non muore.

–     banchetto: ripreso da Alceo (la musica, i fiori, il vino). C’è anche la presenza dell’amore, che è vissuto con ironia, distaccato dalle passioni

–     viaggio

–     Il paesaggio: descritto come locus amoenus (luogo di pace, di quiete, di riposo). È proprio in questo ambito che si evidenzia l’Angolus, ovvero un riparo dalle preoccupazioni della vita; per quanto riguarda Orazio stesso, l’Angolus è rappresentato dalla villa donatagli da Mecenate.

–     Aspetto personale: in Orazio gli elementi personale, offrono uno spunto/ occasione per trattare temi di carattere generale. Orazio criticò molto Cicerone, sostenendo che aveva dato troppo spazio ai temi intimi e personali.

–          Odi di carattere civile: sono presenti temi sulla politica augustea, ma non li affronta in modo retorico, bensì con grande convinzione.

 

LO STILE DI ORAZIO:

–          Il latino con Orazio raggiunge i vertici maggiori (un opera per essere pubblicata deve avere minimo nove anni per poter raggiungere la perfezione formale).

–          No arcaismi.

–          No neologismi.

–          Semplicità nella scelta delle parole; la collocazione di linguaggi di uso comune rende soave lo stile d’Orazio.

–          Cautela nella scelta di metafore e similitudini

–          Sintassi semplice.

–          Usati molto enjambement e iperbati.

 

La perfezione della stile d’Orazio è data soprattutto dalla scelta delle parole e dalla loro collocazione all’interno della frase.

 

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Le Epistole

Le Epistole non sono lettere reali, ma di carattere letterario, destinato alla lettura. Si affrontano problemi di carattere generale ed emerge un Orazio con grande paura della morte e dell’inerzia, perfino quasi instabile fisicamente. Oltre a narrare le sue paure ed angosce, Orazio tenta anche di dare insegnamenti, ma alla fine egli stesso si definisce come un cieco che vuole impartire insegnamenti.

 

Le epistole sono formate da due libri, di cui l’ultimo è stato allegato successivamente quasi in modo sforzati di amici e potenti.

Nel secondo libro si discute di arte e letteratura e Augusto è proprio l’interlocutore primario; infatti egli non possiede ancora una legittimazione per il suo principato, quindi attraverso una cultura rivolta al più ampio strato della popolazione cerca l’appoggio del popolo. Augusto vuole una poesia nazional-popolare e ricerca questa forma artistica nel teatro. Orazio tratta questa questione, sostenendo una importanza maggiore della poesia rispetto al teatro, per il quale pensa anche sia difficile una rinascita

Arte: raffinata, paziente, colta ed attenta.

di Sara Pedrazzi

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