Organizzazione nella scuola

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L’organizzazione nella scuola è una componente strategica per realizzare sinergie con le istituzioni e con il territorio (es. enti locali).
Il modello tayloristico ha configurato un modello di scuola centralistico, burocratico.
Negli anni settanta, con l’introduzione della rappresentanza dei genitori, la scuola ha incominciato ad interfacciarsi con l’esterno. La scuola gentiliana, chiusa al mondo esterno, si è aperta ad una componente esterna, creando le premesse per una nuova organizzazione, non verticistica.
Con l’articolo 21 della legge 57 del 1997 ha preso l’avvio il decentramento amministrativo anche nella scuola.
Le riforme (o i tentativi di riforme) di Berlinguer-De Mauro e di Moratti, hanno declinato il concetto di sussidiarietà.

Ma prima di proseguire nell’analisi occorre chiedersi che cos’è un’organizzazione scolastica.

L’organizzazione scolastica è una struttura di persone, caratterizzata dalla partecipazione di alcuni soggetti.
Si può osservare l’organizzazione dal punto di vista empirico, cioè puntando l’attenzione sui comportamenti.

1. Secondo il sistema razionale (Taylor, Weber) le organizzazioni sono costituite come collettività concepite con obiettivi. In questo caso le organizzazioni si impongono, e sono basate su aspetti economici.

2. Il sistema naturale (Dalton, Parson, Mayo) , invece, sottolinea il fatto che le organizzazioni sono in grado di automantenersi. In questo caso le organizzazioni si adattano all’ambiente, e sono basate su valori.

3. Il sistema aperto (Argyris, Pfeiffer e Weick), prediletto nell’ambito della scuola dell’autonomia, concepisce l’organizzazione come coalizione di gruppi di interesse. In questo caso l’ambiente diventa strettamente interdipendente con l’organizzazione.

(Per approfondire, varrebbe la pena di leggere il testo “Le metafore dell’organizzazione” di Garett- Morgan).

Come si sono declinati questi sistemi nella scuola italiana?

1. La scuola tradizionale è stata legata al modello del sistema razionale, quindi è stata centralistica e burocratica (attraverso il ministero, il provveditorato, il preside, il direttore didattico). In questo caso l’attenzione era sulla norma, più che sui risultati.

2. SI diceva che già con i decreti-delegati si era operato un cambiamento nell’impianto dell’organizzazione scolastica. (sistema naturale).

3. Con la scuola dell’autonomia sta prendendo piede nella scuola il sistema aperto.

Per formalizzare l’organizzazione di una istituzione scolastica, vale la pena di stilare l’organigramma, per capire quali sono i soggetti.

Nel mondo organizzativo bisogna tenere conto della funzione, che riguarda le capacità e conoscenze connesse e bisogna tener conto anche del contesto di riferimento.

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