Pace

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tema svolto

Traccia:

Che cos’è per te la pace?

Svolgimento:

Le piazze e le bocche della gente si riempiono di questa parola: pace. Ma, come effettivamente realizzarla davvero? La pace può esistere se ci sono ancora disuguaglianze e dittature? Certamente no! Per realizzare la pace occorre garantire libertà e giustizia sociale a tutti i popoli della terra. Le due cose sono complementari e non ci può essere l’una senza l’altra. Cibo, casa, lavoro, assistenza sanitaria per tutti devono coniugarsi con democrazia, liberta e rispetto dei diritti fondamentali. Penso che il metodo sia stato segnato dal Papa Giovanni Paolo II, che ha parlato di unità del genere umano dopo la caduta delle ideologie. È importante, quindi, favorire il dialogo tra tutti gli uomini, per superare ogni forma di conflitto e di tensione, in nome di una rinnovata fratellanza. Tutti sono chiamati a realizzare una società pacifica, per vincere la tentazione di scontrarsi tra le culture, le etnie e mondi differenti. Ma questo non significa dimenticare se stessi e la radice della propria cultura. Occorre anzi che ognuno trovi nel suo patrimonio spirituale e culturale i migliori valori di cui è portatore, per andare senza paura incontro agli altri, accettando di dividere le sue ricchezze spirituali e materiali a beneficio di tutti. La pace, insomma, la si può realizzare solo con un incontro di popoli, in cui ciascuno apporta il suo contributo. A questo punto sorge la domanda se la vera pace è perseguita dai movimenti pacifisti. Io penso che il vero pacifismo non ha bisogno di manifestarsi in modi eclatanti e spesso contraddittori. Che senso ha, per esempio, manifestare per la pace e poi bruciare le bandiere USA o rompere le vetrine? La pace è un frutto che ha bisogno di un grande impegno per essere coltivato. È fatta di incontri fra identità che si rispettano, di rispetto per i diritti umani fondamentali. Per questo chi vuole la pace deve lottare contro il terrorismo. Si diceva che le ideologie erano finite, ma cosa spinge quegli uomini a seminare morte non solo per gli altri, ma anche per se stessi, se non una nuova devastante ideologia, che non ha in sé nulla di religioso? Ecco il motivo per cui pace diventa sinonimo più di fermezza che di lassismo, più di un’identità chiara, che non di chi rinnega se stesso e il proprio passato. Vorrei concludere, come fosse un auspicio per il futuro, con le parole di Tony Blair, pronunciate il 28 luglio 2005, dopo l’annuncio del ritiro dalla lotta armata dell’IRA: “Oggi la pace sostituisce la guerra; la politica sostituisce il terrore”

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