Plinio il Giovane

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Prima lezione su Plinio il giovane (video del prof. Gaudio)

Plinio il giovane di Carlo Zacco:

Vita. Caio Cecilio Secondo, nato a Como tra il 61/62 d.C., figlio della sorella di Plinio il Vecchio. Alla morte del padre fu adottato dallo zio, di cui prese il nome.

– proviene da una ricchissima famiglia del ceto equestre: le fonti ci dicono che il suo patrimonio doveva essere di circa 400 milioni di sesterzi (dove lo stipendio medio di un legionario era di circa 1000 sesterzi annui);

– studiò a Roma con vari illustri maestri, tra cui Quintiliano;

– a 19 esordisce nella carriera forense, e sarà un avvocato di successo. Intraprese il cursus honorum, che fu rapido e fortunato: dapprima comandante militare, poi: tribuno della plebe, questore, pretore, magistrato delle acque del Tevere, amministratore dell’erario militare;

– nel 100 viene nominato Console, e in quest’occasione pronuncia il Panegirico di Traiano, per ringraziarlo della carica assegnatagli;

– più tardi fu nominato governatore in Bitinia, dove probabilmente morì, intorno al 113 d.C.

Imperatori per adozione (Antonini)

Nerva: 96-98 d.C.

Traiano: 98-117 d.C.

Adriano: 117-138 d.C.

Antonino Pio: 138-161 d.C.

Marco Aurelio: 161-180 d.C.

Commodo: 180-192 d.C.

Opere. Si è conservato solo il Panegirico e la raccolta di 10 libri di Lettere.

– Sono andate perdute le trascrizioni delle  sue orazioni più famose;

– e le sue poesie, che non devono aver avuto in grande successo, come gli stesso afferma (con dispiacere);

Il Panegirico

Genere. Plinio non lo definisce panegirico, ma appunto gratiarum actio: è la trascrizione del discorso pronunciato in Senato nel 100 d.C. per ringraziare Traiano di averlo nominato console.

– La gratiarum actio, il discorso di ringraziamento, era probabilmente già in usi nell’età repubblicana, e veniva pronunciato dai consoli all’entrata in carica, per ringraziare gli dèi; in età imperiale era rivolto agli imperatori.

– La panegiristica è un genere che appartiene alla cultura romana fin dalle origini, e a partire da questa fase dell’Impero in poi sarà sempre più praticato da moltissimi autori successivi: Plinio sarà un modello:

amplificatio delle virtù, pubbliche e private;

comparatio coi predecessori;

– elenco delle qualità intellettuali e fisiche;

Struttura.  Le testimonianze ci dicono che il discorso di Plinio durò circa tre ore: l’attuale struttura suddivisa in 95 capitoli ci lascia pensare che probabilmente il discorso sarà stato rimaneggiato dall’autore prima della pubblicazione;

Meriti di Traiano. In questo discorso Plinio glorifica l’optimus Princeps per le sue azioni di guerra e di pace: Traiano viene esaltato  come garante della felicitas temporum in opposizione al predecessore, Domiziano. In particolare Traiano viene esaltato per aver ripristinato l’equilibrio col senato.

Tono adulatorio.  Il tono adulatorio del panegirico è spiccatamente adulatorio, a volte rasenta il servilismo, come nel paragrafo 66, quando dice: «Ci vuoi liberi? Lo saremo; vuoi che riveliamo ogni nostro sentimento e pensiero? Così faremo». A parte queste esagerazioni, in ogni caso, ciò che esprime Plinio doveva essere fedele alle proprie convinzioni personali, e ai suoi sentimenti per l’amico/imperatore.

Epistole

L’opera. È l’opera più importante di Plinio, suddivisa in 10 libri di Epistole.

 – I primi nove libri sono stati compilati dall’autore, e riportano le lettere 247 lettere che Plinio ha inviato ad amici e familiari;

– il Libro X invece è stato pubblicato postumo, e riporta le lettere che Plinio ha inviato all’Imperatore Traiano quando era Governatore in Bitinia, e alcune risposte dell’Imperatore.

Autenticità/letterarietà. La prima lettera è indirizzata ad un amico, Setticio Claro, il quale avrebbe esortato appunto Plinio a pubblicare le sue lettere.

– In questa prima lettera Plinio dice all’amico di aver disposto le lettere non servato temporis ordine, sed ut quaeque in manus venerat (non seguendo un ordine cronologico, ma così come gli venivano in mano). È un’affettazione di modestia: in realtà se l’ordine non è cronologico, c’è una precisa disposizione di tipo tematico:

– c’è un’accorta alternanza tra i temi, finalizzata ad evitare la monotonia;

– le lettere sono state sicuramente rimaneggiate dall’autore a scopo artistico.

Tipologie. Nella varietà delle 247 lettere (primi 9 libri) si possono rintracciare tre tipologie:

1)      lettere legate a motivazioni pratiche (raccomandazioni ad amici, accettazione di incarichi): queste sono sicuramente lettere reali;

– oppure lettere di accompagnamento per regali, opere letterarie, biglietti d’auguri, condoglianze;

2)      lettere in cui discute con amici su temi politici o filosofici;

3)      lettere di elogio a personaggi pubblici o di luoghi (ville, giardini), basate sui  modelli delle laudes hominum, laudes locorum; oppure racconti di fatti ed eventi straordinari. Alcune  di queste potrebbero essere lettere fittizie, scritte a scopo puramente letterario.

Epistole «narrative». tra le più interessanti ci sono le epistole dal carattere narrativo, caratterizzate da forte vivacità espressiva, ad esempio:

– VI, 20: indirizzata a Tacito sulla morte di Plinio il Vecchio;

– VII, 27: sull’apparizione di un fantasma al filosofo Ateniese Artemidoro;

– IV, 11: sulla vicenda della morte di una Vestale (Massima Cornelia), sepolta viva per volontà di Domiziano;

– IX, 33: dove racconta di un  delfino particolarmente espansivo con gli uomini ;

Epistole «descrittive». Sono quelle basate sulla laus locorum, che sono quelle più retoricamente atteggiate, ed elaborate a livello letterario, ad esempio:

– II, 17 e V, 6: dove Plinio descrive le sue ville a Roma e in Toscana;

– VIII, 20: sulle isole galleggianti del lago Vadimone;

Il Libro X. Contiene 121 lettere, raccolte senza alcuna selezione o revisione dell’autore. Sono le lettere che Plinio ha scritto all’Imperatore Traiano, dapprima in qualità di Senatore, poi di Governatore di Bitinia. In queste lettere Plinio chiede soprattutto consigli su questioni anche molto minute che riguardano il suo lavoro.

– i cristiani:  le più famose sono quelle in cui i due discutono su come gestire il problema dei cristiani in Bitinia. Plinio  chiede come comportarsi nei confronti dei cristiani, Traiano dà una risposta molto diplomatica e saggia.

Stile. Per quello che riguarda lo stile, bisogna anche qui distinguere:

Libro X.  Si tratta di lettere ufficiali: lo stile è sobrio, cancelleresco, ipotattico (in modo ordinato e schematico);

Libri I-X. In questi libri prevale la paratassi. Il tono cambia notevolmente, ed è molto vario tra una lettera e l’altra:le lettere narrative e descrittive sono caratterizzate da brillantezza espressiva; quelle più brevi e di carattere pratico, sono invece caratterizzate da inserzioni di giochi verbali, a volte anche complicati, ed espressioni sentenziose.

Modelli. I modelli sono diversi:

– Cicerone: per il legame con la vita pratica, ma rispetto a Cicerone in Plinio c’è una maggiore elaborazione letteraria, e minore varietà di temi;

– Seneca: per la tendenza a concentrarsi su un solo argomento in ogni lettera; e anche per l’insistenza su temi morali (brevità della vita, desiderio di immortalità attraverso la scrittura);

– Marziale: per l’attenzione alla società contemporanea, e la presenza di sententiae finali che riassumono in una battuta un carattere o una situazione.

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