Poste Italiane. Che sta succedendo ? (1)


di A. Lalomia

Stando ai comunicati ufficiali, le Poste Italiane conseguono successi su successi, classificandosi tra le imprese del comparto più dinamiche e produttive a livello planetario.

Non ho motivo per non crederci e, anzi, me ne rallegro.

Solo che bisognerebbe comprendere alcuni punti che ho ragione di ritenere fondamentali per il comune cittadino e che cercherò di sintetizzare brevemente.

Per esempio: per quale motivo, da mesi ormai, è quasi impossibile, dettare un telegramma per telefono (2) ?

Oltre ad aspettare per intere ore, quando si riesce finalmente a trovare la linea libera e a mettersi in contatto con l’operatore, può capitare di rimanere in inutile attesa per altre ore, malgrado le assicurazioni dell’addetto (“Metta giù che la richiamo subito.”); ma è più facile che dall’altra parte non risponda nessuno. Se si è così fortunati da iniziare a dettare il messaggio, ecco pronti altri inconvenienti: l’operatore che non riesce a capire quello che si cerca di comunicare a causa dei rumori dell’ambiente in cui lavora; il suo PC che impazzisce di fronte a nomi troppo lunghi; la linea che cade improvvisamente. E via di seguito. Alla fine, esausti, non si può fare altro che rinunciare e ricorrere ad un’agenzia privata.

E si badi: questo può accadere a qualunque ora del giorno e della notte, feriali, semi-feriali, festivi, semi-festivi e via dicendo.

Insomma: che sta succedendo ai servizi tradizionali di Poste Italiane ? Sono stati cancellati ?

Questi servizi non dovrebbero rappresentare l’ elemento centrale dell’ attività dell’azienda, il suo asset principale, la sua stessa ragion d’essere ?

Purtroppo, si ha l’impressione di no, visto che ormai tutti gli sforzi sembrano puntati sui servizi finanziari e su quelli di telefonia mobile.

E così, il fatto che dettare un telegramma per telefono sia diventato più difficile che vincere alla lotteria; che gli uffici postali (tranne che in rarissimi casi) non rimangano mai aperti il pomeriggio (3) ; che, a quanto pare, la posta non verrà più distribuita il sabato; che a volte il postino rimanda al mittente una lettera solo perché un dato relativo all’indirizzo non è scritto in modo esteso (4), o compare in numeri romani (5) ; che sia quasi impossibile, anche per chi ha sottoscritto un contratto di operatività on line, mettersi in contatto tramite e-mail con la società; che il servizio antispam di Postemail sia sovente fuori uso; tutto questo -ed altro ancora- non sembra preoccupare più di tanto alcuni settori dell’azienda.

L’importante è che gli altri servizi funzionino a dovere (6) .

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Note

(1) Questo testo può sembrare polemico nei confronti di Poste Italiane. Non è nelle mie intenzioni. A parte quanto è già presente nel mio spazio riservato che si trova all’interno di questo portale, vorrei osservare che la pagina iniziale del mio PC
è impostata proprio sulla Home Page del sito di Poste Italiane. Le mie sono critiche costruttive e mi auguro che i vertici dell’azienda ne tengano conto, per migliorare un’immagine che vorrei ancora più brillante. Anch’io uso i servizi finanziari
e di telefonia mobile della società; però vorrei che si ristabilisse un equilibrio con i ‘vecchi’ servizi, a partire proprio dalla possibilità di dettare un telegramma per telefono e di entrare in qualunque ufficio postale anche alle quattro del pomeriggio.

(2) Tramite il servizio 186.

(3) Nonostante le solenni e reiterate assicurazioni di migliorare il servizio allungando gli orari di apertura. Oltre a questo,
bisogna aggiungere che anche i pochissimi uffici che rimanevano aperti il sabato pomeriggio (in genere, quelli della stazione ferroviaria centrale) ormai sono stati chiusi.

(4) Per esempio: “Pal.na”, anziché “Palazzina”;

(5) Ad esempio: “I”, anziché “1”.

(6) Forse perché rendono di più ?

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