Quarta Catilinaria: Exordium e Propositio

Cicerone, IV Catilinaria, capitoli 1-6

di Carlo Zacco

IV Catilinaria

Exordium e Propositio

 

[1]

Video,

patres conscripti,

ora atque oculos

omnium vestrum

esse conversos

in me,

 

Vedo,

senatori,

che i volti e gli occhi

di voi tutti

sono rivolti

verso di me

video

vos

esse sollicitos

non solum de periculo vestro

ac rei publicae,

verum etiam,

 

vedo

che voi

siete preoccupati

non solo del pericolo vostro

e dello Stato,

ma anche,

 

si id depulsum sit,

de meo.

Vestra erga me voluntas

est mihi iucunda

 

a patto che questo male sia stato scongiurato,

del mio.

La vostra sollecitudine nei miei confronti

è per me cara

 

in malis

et grata in dolore,

sed,

per deos inmortales,

eam deponite,

atque obliti salutis meae

nelle avversità

e gradita nel dolore,

ma,

per gli dèi immortali,

lasciatela stare,

e, dimenticata la mia salvezza,

cogitate

de vobis

ac de vestris liberis.

Si mihi data est haec condicio consulatus,

ut perferrem

riflettete

su voi stessi

e sulla vostra libertà.

Se mi è data questa condizione di console

affinché sopportassi

omnis acerbitates,

omnis dolores cruciatusque,

feram

non solum fortiter,

verum etiam

tutte le amarezze

tutti i dolori e gli strazi,

le sopporterò

non solo con tanto coraggio,

ma anche

lubenter,

dum modo

meis laboribus

pariatur

vobis populoque Romano

dignitas salusque.

volentieri,

a condizione che

dalle mie sofferenze

derivi

a voi e al popolo romano

prestigio e salvezza.

[2]

Ego sum ille consul,

patres conscripti,

cui non forum,

in quo continetur omnis aequitas,

 

 

Io sono quel console,

o sonatori,

a cui non il foro,

in cui si trovaogni giustizia,

 

non campus consecratus consularibus auspiciis,

non curia,

summum auxilium omnium gentium,

non il campo [marzio] consacrato da auspici consolari,

non la curia,

massima protezione di tutti i popoli,

non domus,

commune perfugium,

non lectus

ad quietem datus,

non denique

haec sedes honoris

non la casa,

riparo di ognuno,

non il letto

destinato al riposo,

non infine

questo seggio d’onore

[sella curulis]

fuit umquam vacua periculo mortis

atque insidiis.

Ego multa tacui,

multa pertuli,

la sedia curule

fu mai sgombra dal pericolo di morte

e dalle insidie.

Ho taciuto molto, 

sopportato molto,

multa concessi,

multa sanavi

in vestro timore

quodam meo dolore.

Nunc

si di inmortales

rinunciato a molto,

sanato molte cose

nelle vostre paure

a prezzo del mio dolore.

Ora

se gli dèi

voluerunt

hunc esse

exitum consulatus mei,

ut eriperem

vos populumque Romanum

 

hanno voluto

che questo fosse

l’esito del mio consolato,

cioè che io strappassi

voi e il popolo romanop

 

ex caede miserrima,

coniuges liberosque vestros

virginesque Vestales

ex acerbissima vexatione,

 

da una terribile strage,

le vostre mogli e i vostri figli

e le vergini Vestali

da oltreggi inauditi,

 

templa atque delubra,

hanc pulcherrimam patriam omnium nostrum

ex foedissima flamma,

 

templi e santuari,

questa splendida patria che appartiene a tutti noi

da un terribile incendio,

 

totam Italiam ex bello et vastitate,

quaecumque [ea sors]

fortuna

proponetur

mihi uni,

tutta l’Italia dalle devastazioni della guerra,

qualunque [quel destino che]

la sorte

sottoporrà

a me solo,

subeatur.

Etenim,

si P. Lentulus

putavit

suum nomen,

inductus a vatibus

fore

mi venga pure incontro.

E infatti,

se P. Lentulo

ritenne

che il suo nome,

indotto dagli auspici,

sarebbe st.

fatale

ad perniciem rei publicae,

cur

ego non laeter

meum consulatum

extitisse

prope

fatale

a rovina dello Stato,

perché

non dovrei rallegrarmi

che il mio consolato

sia stato

per così dire

fatalem

ad salutem populi Romani?

 

voluto dal fato

per la salvezza del popolo romano?

 

[3]

Quare,

patres conscripti,

consulite vobis,

prospicite patriae,

conservate vos,

defendite

 

Insomma,

padri coscritti,

badate a voi stessi,

provvedete alla patria,

salvate voi stessi,

difendete

coniuges, vestras

liberos

fortunasque,

nomen salutemque populi Romani;

desinite

mihi parcere

le vostre mogli,

figli

proprietà,

il buon nome e il benessere dei romani;

smettete

di risparmiarmi

ac de me cogitare.

Nam

primum debeo

sperare

omnis deos,

qui praesident

huic urbi,

 

e di pensare a me.

Infatti

in pr. luogo devo

sperare

che tutti gli dei

che presiedono

a questa città,

 

relaturos gratiam esse mihi

pro eo ac mereor;

deinde,

si quid obtigerit,

moriar

animo

mi ricompenseranno

secondo i miei meriti;

poi,

se mi capiterà qualcosa,

morirò

con animo

aequo paratoque.

Nam

mors

neque potest accidere

turpis

forti viro

neque immatura

sereno e preparato.

Infatti

la morte

non può capitare

vergongnosa

all’uomo forte

né prematura

consulari

nec misera sapienti.

Nec tamen

ego sum

ille ferreus qui

non movear

a chi è stato console

né triste per il saggio.

Né tuttavia

io sono

a tal punto ferreo da

non essere commosso

maerore

carissimi atque amantissimi fratris praesentis

horumque omnium lacrumis

a quibus

dallafflizione

del carissimo e amatissimo fratello qui presente

e dalle lacrime di tutti coloro

dai quali

me circumsessum videtis.

Neque non revocat

meam mentem

domum saepe

exanimata uxor

mi vedete circondato.

E neppure non richiama

la mia mente

spesso a casa

mia moglie mezza morta

et filia abiecta metu

et parvulus filius

quem mihi videtur

amplecti res publica

tamquam

e la figlia prostrata dal terrore

e il mio piccolo figlio

che mi sembra

che lo stato abbracci

come

obsidem consulatus mei,

neque ille gener

qui stat in conspectu meo

expectans exitum huius diei.

ostaggio del mio consolato,

né quel genero

che mi sta davanti

aspettando l’esito di questa giornata

Moveor his rebus omnibus,

sed in eam partem uti

sint salvi vobiscum omnes

etiamsi

Sono scosso da tutte queste cose,

ma solo nel senso che

essi siano salvi con tutti voi

anche se

vis aliqua oppresserit me,

potius quam

et illi et nos

pereamus rei publicae una peste.

una qualche forza orrimesse me,

piuttosto che

e loro e noi insieme

morire in un’unica rovina dello stato.

[4]

Quare,

patres conscripti,

incumbite

ad salutem rei publicae,

circumspicite omnes procellas,

 

Allora,

padri coscritti,

dedicatevi

alla salvezza dello stato,

guardatevi intorno a tutte le tempeste

                                                          osservare

quae inpendent,

nisi providetis.

Non adducitur

in aliquod discrimen

atque in iudicium

che si abbattono su voi,

se non provvedete.

Non è sottoposto

a qualche decisione

o al giudizio

vestrae severitatis

Ti. Gracchus,

quod voluit

fieri

iterum tribunus plebis,

della vostra severità

T. Gracco,

per il fatto che volle

essere creato

due volte tribuno della plebe,

non C. Gracchus,

quod est conatus

agrarios concitare,

non L. Saturninus

non C. Gracco

per il fatto che ha tentato

di sollevare gli agricoltori

non L. Saturnius

quod C. Memmium occidit.

Tenentur ii qui

Romae restiterunt

ad urbis incendium,

per il fatto che ha ucciso Memmio.

Sono in mano vostra coloro che

sono rimasti a Roma

per incendiare la città

ad vestram omnium caedem,

ad Catilinam accipiendum;

tenentur

litterae,

signa,

 

per uccidere tutti voi,

per accogliere Catilina;

sono in mano vostra

le lettere,

i sigilli,

 

manus,

denique

confessio

unius cuiusque;

sollicitantur Allobroges,

 

la scrittura autografa,

e infine

la confessione

di ciascuno di loro;

si sollecitano gli Allobrogi,

servitia excitantur,

Catilina accersitur;

id est initum consilium ut,

interfectis omnibus,

nemo relinquatur

si sobilla la servitù,

si chiama Catilina;

si prende la decisione che,

uccisi tutti voi,

nessuno sia lasciato

ne quidem ad deplorandum

nomen populi Romani

atque ad lamentandam calamitatem tanti imperii.

neppure a piangere

il nome dei romani

e a lamentarsi della rovina di un dominio tanto grande.

[5]

Haec omnia

indices

detulerunt,

rei confessi sunt,

vos iam iudicavistis

multis

 

Tutte queste cose

giudici

hanno riferito,

sono rei confessi,

voi avete già giudicato

con molte

iudiciis,

primum

quod

mihi gratias egistis

singularibus verbis

et decrevistis

deliberazioni,

in primo luogo

per il fatto che

mi avete ringraziato

con parole straordinarie

e avete dichiarato che

coniurationem perditorum hominum

patefactam esse

mea virtute atque diligentia;

deinde

la congiura di questi uomini depravati

è stata scoperta

grazie alla mia virtù e diligenza;

e poi

quod coegistis

P. Lentulum

se abdicare praetura,

tum quod

censuistis

 

per il ft che avete costretto

P. Lentulo

a ritirarsi dalla pretura,

quindi per il ft che

avete deciso

 

eum et ceteros

de quibus iudicastis

in custodiam dandos [esse],

maximeque

quod

che lui e gli altri

dei quali avevate deliberato

dovevano essere arrestati,

e massimamente

per il fatto che

decrevistis

supplicationem

meo nomine,

honos qui

ante me

habitus est

avete indett

una cerimonia

in mio onore,

onore che

prima di me

non era stato conferito

nemini togato;

postremo

hesterno die dedistis praemia amplissima

legatis Allobrogum

 

a nessun magistrato;

infine

ieri avete conferito premi grandissimi

ai delegati degli Allobrogi

 

Titoque Volturcio.

Quae omnia

sunt

eius modi

ut ii, qui

dati sunt

in custodiam

e a Tito Volturcio.

Tutte queste misure

sono

di tale portata

che coloro che

sono stati

arrestati

nominatim,

videantur

esse

damnati

a vobis

sine ulla dubitatione.

nominalmente,

sembra

che siano stati

condannati

da voi

senza alcuna esitazione.

[6]

Sed ego

institui

referre ad vos,

patres conscripti,

tamquam integrum,

 

 

Ma io

ho deciso

di riferire a voi,

padri coscritti,

come [la questione fosse] impregiudicata,

 

et quid iudicetis

de facto,

et quid censeatis

de poena.

Illa praedicam,

 

e [chiedere] che cosa giudicate

del fatto,

e che cosa stabilite

della pena.

Premetterò solo quelle cose

 

e chiedervi di giudicare il fatto                       e stabilire la pena

quae sunt consulis.

Ego videbam

iam pridem

magnum furorem

versari

in re publica

 

che pertengono a un console.

Io vedevo

già da un  pezzo

grandi fermenti

agitarsi

nello stato

 

et misceri et concitari

quaedam nova mala

sed numquam putavi

a civibus haberi

 

e prepararsi e sollevarsi

nuove sciagure,

ma non ho mai creduto

che da pt dei cittadini si potesse ordire

 

hanc tantam coniurationem

tam exitiosam.

Nunc quicquid est,

quocumque

inclinant

questa congiura così grande

e tanto scellerata.

Ora, qualunque cosa sia,

da qualunque parte

pendano

vestrae mentes

atque sententiae,

vobis est statuendum

ante noctem.

Quantum facinus

i vostri animi

e opinioni,

dovete decidere

prima di notte.

Quale grande misfatto

ad vos delatum sit,

videtis.

Si putatis

adfines huic

paucos esse,

vehementer erratis.

vi sia stato riferito,

lo vedrete.

Se pensate

che i suoi complici

siano pochi,

vi sbagliate di grosso.

Malum hoc

disseminatum est latius

opinione;

manavit

non solum per Italiam,

Questo malanno

si è diffuso più ampiamente

dellimmaginabile;

si è propagato

non solo per l’Italia

verum etiam transcendit Alpes

et serpens obscure

occupavit

iam multas provincias.

ma ha anche travalicato le Alpi

e serpeggiando di nascosto

ha occupato

già molte province.

Id opprimi nullo pacto potest sustentando aut prolatando;

quacumque ratione placet, celeriter vobis vindicandum est.

Non può essere schiacciato in nessun modo con palliativi o rinvii;

qualunque cosa decidiate, dovete far giustizia presto.

Audio Lezioni su Cicerone del prof. Gaudio

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