Rivoluzione francese

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Le cause della rivoluzione francese sono da attribuire alle condizioni difficili in cui la Francia si trovava alla fine del ‘700. L’Antico regime si comportava in maniera molto ingiusta nei confronti del popolo, che doveva pagare delle tasse molto onerose, di cui solo una minima parte raggiungeva le casse dello stato, perché c’era molta corruzione.

L’assolutismo implicava che il sovrano fosse padrone di tutti i beni dello stato, senza che potesse esserci alcun controllo del denaro pubblico. Inoltre il re era circondato da una corte fastosa, composta da nobili e rappresentanti dell’alto clero, che ambivano alle cariche pubbliche più importanti e meglio remunerate.

La popolazione francese si divideva in tre classi sociali, chiamate “Stati”:

–          Il Primo Stato era costituito dalla Nobiltà, una minoranza di poco più di 100.000 persone che conservava numerosi privilegi feudali (non doveva pagare tasse, costringeva i contadini a prestazioni di lavoro gratuite e ad altre forme di sfruttamento);

–          Il Secondo Stato era costituito dal Clero, una minoranza che, come nel caso della Nobiltà, godeva di numerosi privilegi, come il diritto alla decima, cioè il diritto a percepire la decima parte del raccolto dei fedeli. Inoltre provvedeva all’istruzione e aveva tribunali propri. Il Clero però si distingueva in alto clero, composto da nobili, e basso clero, i cui interessi si avvicinavano di più a quelli del Terzo Stato.

–          Il Terzo Stato era l’assoluta maggioranza della popolazione (circa 25 milioni), che comprendeva contadini, operai, artigiani, ma anche esponenti della classe borghese (commercianti, medici, insegnanti, avvocati, ecc.). Questi ultimi rappresentarono una guida sicura per la rivoluzione e furono appoggiati dalla massa dei contadini e degli operai.

Nel 1789 vennero convocati gli Stati Generali, dove i deputati del Terzo Stato fecero il cosiddetto giuramento della Pallacorda: giurarono che non si sarebbero divisi prima di aver dato alla Francia una nuova costituzione. Intanto, sempre nel 1789, avvenne l’assalto alla Bastiglia, che era una fortezza in cui venivano incarcerati i prigionieri politici senza alcun processo, solo per ordine del re, e perciò rappresentava il simbolo dell’oppressione dell’assolutismo monarchico. Fu la massa popolare, che fino ad allora non aveva partecipato direttamente alla rivoluzione, ad essere protagonista della presa della Bastiglia. Nacque a Parigi una nuova organizzazione municipale, che fu difesa da una Guardia Nazionale, costituita da volontari, perché ormai non veniva più accettata l’autorità del re.

I deputati del Terzo Stato si costituirono in un’Assemblea Nazionale, costituita da destra, centro e sinistra, della quale facevano parte i Giacobini e Girondini. L’Assemblea ottenne una nuova costituzione nel 1791 ed emanò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, fondata su principi illuministici di uguaglianza e libertà. Di tale Assemblea facevano parte anche Robespierre e Danton, che furono tra i principali fautori della rivoluzione. Intanto si prospettava la possibilità di muovere guerra all’Austria, perché soprattutto i Girondini speravano di diffondere i principi rivoluzionari anche nel resto dell’Europa, mentre i giacobini si opponevano perché ritenevano che fosse più utile diffondere tali principi solo all’interno della nazione. Alla fine la guerra fu dichiarata e si concluse con la vittoria della Francia che riuscì così a diffondere i principi rivoluzionari in varie zone d’Europa, tra le quali il Belgio.

In seguito venne eletta una nuova Assemblea che emanò una Convenzione, nel 1791 proclamò la Repubblica e istituì un Comitato di Salute Pubblica con il fine di difendere le conquiste dai controrivoluzionari. Tale convenzione si basava sulla Legge dei sospetti (condannava chiunque sembrasse avere tendenze controrivoluzionarie) e attraverso la politica del cosiddetto Terrore avviò un processo di scristianizzazione della Francia (nacque un il culto dell’Essere Supremo e il calendario tradizionale venne sostituito dal calendario rivoluzionario). All’interno della Convenzione c’era una fascia di estrema sinistra, i Montagnardi (Marat, Robespierre, Danton), che sostenevano i Sanculotti. Questi ultimi catturarono il re di Francia Luigi XVI mentre tentò di fuggire e sia lui che la regina Maria Antonietta vennero processati e condannati alla ghigliottina.

In seguito ci fu una reazione contro il regime del Terrore da parte della borghesia (reazione termidoriana), per la quale lo stesso Robespierre fu condannato alla ghigliottina. Tale reazione segnò la fine della rivoluzione, attraverso il governo moderato del Direttorio, che prevedeva che il potere legislativo fosse affidato al Consiglio dei Cinquecento e al Consiglio degli Anziani.

 

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