Saluto a don Savino di don Silvano Colombo

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Cormano 10 giugno 2002

Credo capiti raramente che il parroco successore partecipi alla festa di saluto e di congedo del suo predecessore.

Anche questo tuttavia ha un significato grande. È un dono che la Trinità oggi fa a questo nostro popolo.
Chi è il prete, in modo particolare il prete parroco di una comunità? Il segno che rende presente Cristo portare tra noi.
Tu lasci questa Comunità per testimoniare a Dergano l’amore di Cristo per quella Comunità. Io ho lasciato Segrate / Redecesio per testimoniare il perenne amore di Cristo per questa Comunità.
Il cambio dei parroci ha un insegnamento molto importante: i segni vanno e vengono. Solo Cristo resta, solo Lui è il Signore di ieri, di oggi, di sempre.
 In fin dei conti questo cambiamento è un invito per tutti a guardare attraverso la filigrana dei “segni” che cambiano, all’unico che resta, a Cristo Gesù il vivente.
Forti di questa convinzione viviamo questo passaggio.

Tu però, caro don Savino, al di là del dolore umano che ogni distacco comporta, devi andare via sereno.
C’è un popolo che rende testimonianza del lavoro che in questi tredici anni hai compiuto.
Io questo popolo l’ ho visto in questi mesi e soprattutto in questa prima settimana come nuovo Parroco.
Hai costruito un popolo, hai costruito, in questo quartiere che fa da cerniera tra la grande metropoli e il suo hinterland, un luogo dove bambini, ragazzi, adolescenti, giovani, adulti, anziani, famiglie hanno la possibilità di incontrarsi con il Signore Gesù e di lasciarsi abbracciare da Lui.
Il popolo della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù è il tuo grande testimone; sono certo che anche la grande Comunità di S. Nicola in Dergano, che io tra l’altro ho frequentato per molti anni, sarà segnata dalla tua presenza e dal tuo lavoro.

Grazie carissimo don Savino del testimone che mi passi, grazie soprattutto perché la nostra compagnia ci permetterà di camminare insieme.

Chiudo citando un’espressione bellissima del Beato Giovanni XXIII, chi ha in mente questo Papa non fa fatica a immaginare con quale serenità abbia potuto pronunciarla. Dice Giovanni XXIII: “Se lo Spirito santo ha scelto noi, significa che ha deciso di fare tutto da solo”.

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