Schema su VITTORIO  ALFIERI

           Nacque ad Asti da famiglia nobile di grandi proprietari terrieri

           Cresce in ambiente severo con  un educazione chiusa ed angusta

           Entrò in Accademia militare di Torino dove non cera  spazio a questioni letterarie, storiche, ma offriva una formazione di burocrati obbedienti ( considerata da lui stesso Ineducazione)

           Uscito dallaccademia, trascorse alcuni anni nellozio e nel lusso, forte di una rilevante rendita personale

           Non ader’ a nessuna corrente letteraria; assunse una posizione contro l’illuminismo

           Comp’ molti viaggi in Europa: Parigi, Londra, Olanda, Austria, ecc.

           Si dimostrò insofferente verso regime  Sabaudo,

–        disprezzando le monarchie europee e denunciandone di vizi peggiori

           Trovò agio nei luoghi aridi e disabitati dell’Europa settentrionale

           Leggeva e studiava i grandi illuministi Francesi condividendo l’analisi di Rosseau

           Visse nella ricerca di nuove esperienze tipiche di un temperamento romantico, lontano dalla vita pubblica e politica

           Nel 1775 scopr’ la sua passione per la tragedia: scrisse e fece rappresentare a Torino la sua prima opera: Cleopatra

           Da quel momento si interessò a comporre tragedie e a studiare letteratura classica e lingua italiana

           Divenne famoso per 19 tragedie scritte e fatte stampare

–        Tragedie ispirate alla storia medievale, antica moderna e alla bibbia

–        Filippo (Filippo II re di Spagna), Polinice, Agamennone Saul (ispirato alla Bibbia), Don Garzia ( personaggio della famiglia dei Medici), Mirra (eroina tratta dalla mitologia) ecc.

           La sua vita fu caratterizzata dall’odio per i tiranni  (principi) e dal disprezzo anarchico e totale per le forme di governo ritenute tiranniche

           Infatti alla base delle sue tragedie vi è lo scontro tra il tiranno, che impone, e l’eroe che è disposto anche a morire pur di non rinunciare alla propria libertà 

–        TRAGEDIA DELLA LIBERTA

           Le tragedie di Alfieri eliminano il coro

–         cioè la presenza di coloro che hanno la funzione di commentare ciò che stava accadendo

           Le sue opere sono autobiografiche,

–        non si preoccupa di farle rappresentare in teatro ma in dimore private, a poche persone che potevano capire il suo genio

           Nel  MISOGALLO  (odiatore dei francesi) condanna gli eccessi della rivoluzione francese con un disprezzo per la plebe che vuole tutto senza far niente

           Chiamava la classe peggiore plebe (non il popolo)

           La formazione di Alfieri è illuministica

–        Amore per la libertà , attenzione all’uomo,. Odio verso la tirannide, ecc.

           Però dellIllum. contesta l’eccessiva fiducia nella ragione

–        Rimprovera ai filosofi di essere gelidi pensatori, ignorando il sentimento e la capacità  di fantasticare

della classe 4c 2005  Sezione serale
Istituto di Istruzione Superiore
“L. Scarambone”  Lecce