Settimio Severo: 193-211 d.C.

dalla Storia romana

di Carlo Zacco

Settimio Severo: 193-211 d.C.

La monarchia Militare. Settimio Severo era sempre stato un militare, e continuò ad esserlo anche dopo essere diventato imperatore. La sua politica fu prevalentemente rivolta a rafforzare l’esercito a scapito del Senato, che venne indebolito.

 – Rafforzamento dell’esercito. Come prima cosa Settimio Severo rafforzò l’esercito:

1)     Congedò tutti i pretoriani, e li sostituì con soldati delle province in cui aveva lavorato (forse per non fare la fine di Commodo e Pertinace!);

2)     Portò il numero delle legioni da 30 a 33, e aumentò in generale il numero dei soldati, in tutti i settori (coorti, vigili);

3)     Favorì l’esercito con forti donativi;

 – Indebolimento del Senato. Indebolì la classe senatoria, costituita dall’antica aristocrazia romana, favorendo la classe emergente dei cavalieri:

1)     Permise che anche cavalieri e provinciali facessero parte del Senato, che prima di allora era in mano alla antica aristocrazia romana;

2)     Assegnò il comando delle tre nuove legioni ai cavalieri anziché ai senatori;

3)     Inasprì la pressione fiscale sui ceti alti e operò confische ai senatori;

Politica estera. Con un esercito così forte e numeroso la politica estera fu molto fortunata:

1)     Difese con efficacia i confini Settentrionali;

2)     Domò un ennesimo sconfinamento dei parti nel confine orientale, distruggendo la capitare dell’Impero Persiano, Ctesifonte.

Per un attimo sembrava che fossero tornati i tempi doro delle conquiste di Traiano, anche perché le campagne militari di Settimio Severo portarono a Roma molto denaro.

Politica economica. Tuttavia la politica dei donativi all’esercito era troppo onerosa, e aggravò ulteriormente la situazione finanziaria dell’Impero, già gravemente compromessa.  – Inflazione. La cura che Settimio Severo decise di adottare aggravò ulteriormente la situazione: l’Imperatore ebbe infatti la felice idea di far coniare nuova moneta, riducendo del 25 e anche del 50% la quantità di oro e argento che vi era contenuto, alimentando l’inflazione.

Cambiamenti culturali. Ancora più importanti furono i cambiamenti culturali che avvennero nell’epoca dei severi:

 prima dei Severi: fino ad allora gli imperatori erano nei nobili romani, imbevuti della raffinata e razionalistica cultura greca, appartenenti all’aristocrazia liberale cittadina;

 – dopo i Severi: Settimio Severo era nato in Tripolitania (Libia), veniva quindi da un ambiente provinciale; era dedito al culto di divinità solari e all’astrologia, di cui

appassionato, ed era molto superstizioso. Fu favorita la cultura orientale a scapito di quella tradizionale romana.

Le donne della dinastia dei severi. Mentre Settimio Severo si trovava in missione militare in Siria, sposò in seconde nozze Giulia Domna, figlia di un Re locale, appartenente ad una famiglia di sacerdoti del dio-Sole El-Gabal. Giulia era una donna molto colta e carismatica, ed ebbe una grande influenza su Settimio Severo.

Fu chiamata «Giulia la filosofa», e raccolse intorno a sé un cenacolo di intellettuali di altissimo livello, tra cui il celebre medico Galeno. Fu lei a portare a Roma il culto del dio-Sole, e lo studio dell’astrologia. Da lei Settimio Severo ebbe due figli: Geta e Caracalla.

Ancora più potente era la sorella, Giulia Mesa: le sue figlie furono madri dei due imperatori successivi: Eliogabalo e Alessandro Severo.

Morte e successione. Morì nel 211, durante una campagna militare in Britannia. Vennero proclamati imperatori i due figli che aveva avuto con Giulia Domna: Geta e Caracalla. La Volontà di Settimio era che governassero insieme, ma presto Caracalla uccise il fratello per governare da solo.

Audio Lezioni di Storia Romana del prof. Gaudio

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