Uscita didattica in Val d’Ossola

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relazione di geografia e scienze

di Miriam Gaudio

Il 12 Ottobre siamo andati in Val d’Ossola a visitare gli orridi e la chiesa di San Gaudenzio. Abbiamo intrapreso questa gita per approfondire le nostre conoscenze scientifiche e geologiche. Scesi dal pullman abbiamo iniziato il nostro cammino verso gli Orridi e verso l’apprendimento delle caratteristiche di quel territorio, abbiamo iniziato introducendo l’argomento della formazione delle rocce nell’età paleolitica. Le rocce sono degli aggregati di uno o più minerali (durante il viaggio siamo passati vicino a cave di granito bianco, verde e rosa il quale è molto raro e pregiato come il granito verde, che si trova il Val d’Ossola e in altre poche parti del mondo). Esistono tre tipi di rocce:

      sedimentarie (paragnise) cioè formate dalla compattazione di rocce disgregate,

      metamorfiche (gnise) derivate da una metamorfosi interna della roccia originaria cioè che hanno cambiato le loro caratteristiche grazie ad eventi naturali (come il marmo composto di calcite, che è un minerale che riflette la luce solare creando un effetto di “luccicamento”).

      ignee (ortognise), o magmatiche,  che sono il frutto dell’attività vulcanica. (la lava si trasforma in magma quando è in contatto con l’aria sulla crosta terrestre perché perde alcuni gas e poi si raffredda formando appunto questa categoria di rocce).

Questa parte dell’uscita didattica mi è piaciuta molto perché abbiamo potuto toccare e osservare i vari tipi di rocce e quindi capirne maggiormente la distinzione, infatti le guide ci hanno mostrato per esempio il marmo bianco, roccia metamorfica molto affascinante grazie al  “luccichio” prodotto dalla calcite che è un minerale. Il minerale è una sostanza formata da uno o più elementi chimici allo stato solido.

Nella prima tappa abbiamo parlato della formazione delle Alpi, che sono nate nel Paloelitico da uno scontro (orogenesi) di due placche continentali. Le Alpi sono formate da sedimenti marini che 150 milioni di anni fa formavano i fondali dell’oceano Ligure-Piemontese e quindi le rocce sono molto particolari. Inoltre la nostra guida ci ha spiegato che le Alpi hanno subito cambiamenti compresi nei periodi Cretaceo, Terziario e Quaternario passando dalla fase eo-alpina a quella meso-alpina  e infine alla neo-alpina (cioè da 142 milioni di anni fa ad 0,01 quando sono iniziate le glaciazioni e formando i ghiacciai presenti su queste montagne e di cui la guida ci ha mostrato la sezione schematica).

A metà del percorso la nostra guida ci ha portati su di un ponte dal quale si potevano vedere da ambo i lati le Marmitte dei Giganti, ovvero rocce modellate dal corso di un torrente. È stato affascinante osservare la potenza dell’acqua che riesce a corrodere persino un materiale duro come la pietra scavando il suo corso sinuoso e meraviglioso da vedere.

Mentre la guida spiegava ciò nelle varie tappe, ci avvicinavamo sempre di più alla nostra meta, gli Orridi, che sono delle profonde incisioni scavate nella roccia dal corso del torrente di origine glaciale che un tempo scorreva sul fondo del ghiacciaio che occupava la zona e che, in seguito, si è ritirato rendendo praticabile il letto che il torrente ha scavato. È stato molto emozionante entrare negli Orridi perché abbiamo potuto osservare l’ecosistema degli orridi che, grazie all’umidità che le pareti di roccia trattengono e alla scarsa luce solare, è composto da muschi, licheni e felci.

Dopo il pranzo e un momento di riposo abbiamo ricominciato il percorso verso la chiesa di san Gaudenzio, costruita in cima ad una roccia, lontana dalla sua città per proteggerla dai nazisti. Si può notare sulla facciata un rosone in marmo bianco. Successivamente ne abbiamo visitato l’interno, completamente decorato da affreschi di Santi e al suo interno due cappelle una delle quali dedicata a Maria Vergine, un punto di riferimento che in quel luogo avevano da sempre. Dopo aver scoperto le caratteristiche, il perché di essere raffigurati in quella maniera e la storia di qualche Santo raffigurato ma soprattutto di san Gaudenzio siamo usciti dalla chiesa per tornare al pullman e quindi a casa.

COMMENTO:

Il viaggio che abbiamo fatto in Val d’Ossola e verso l’arricchimento delle nostre conoscenze è stato infinitamente interessante perché è sempre affascinante scoprire qualcosa di nuovo soprattutto nell’ambito scientifico dove le novità sono sempre moltissime e dove scopriamo come è fatto il mondo che ci circonda, quindi dove sudiamo le nostre origini.

Oltre ad arricchire la nostra esperienza scolastica questa gita è servita anche per socializzare con le altre due prime dello scientifico e rafforzare le nostre amicizie ed era anche questo uno degli scopi di questa gita, al quale abbiamo pienamente adempito.

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