Versione latino maturità: traduzione e commento di Giovanni Ghiselli

Quintiliano; Institutio Oratoria X, 1, 45-49 
Testo tratto dal Thesaurus della Letteratura Latina da
usare con Musaios

 Sed 
nunc genera ipsa lectionum, quae praecipue conuenire in
tendentibus ut oratores fiant existimem,
persequor.
          Igitur, ut Aratus ab Ioue
incipiendum putat, ita nos rite 
coepturi
ab Homero uidemur. Hic enim, quem ad modum 
ex
Oceano dicit ipse amnium fontiumque cursus initium 
capere,
omnibus eloquentiae partibus exemplum et ortum 
dedit.
Hunc nemo in magnis rebus sublimitate, in paruis 
proprietate
superauerit. Idem laetus ac pressus, iucundus 
et
grauis, tum copia tum breuitate mirabilis, nec poetica 
modo
sed oratoria uirtute eminentissimus.
Nam ut de laudibus exhortationibus consolationibus taceam,
nonne uel nonus 
liber,
quo missa ad Achillem legatio continetur, uel in primo 
inter
duces illa contentio uel dictae in secundo sententiae
omnis litium atque consiliorum explicant artes?
Adfectus 
quidem uel illos mites uel hos concitatos nemo
erit tam 
indoctus
qui non in sua potestate hunc auctorem habuisse 
fateatur.
Age uero, non utriusque operis ingressu in paucis
simis uersibus legem prohoemiorum non dico
seruauit 
sed constituit? Nam et beniuolum auditorem
inuocatione 
dearum quas praesidere uatibus creditum est et intentum proposita rerum magnitudine et docilem summa
celeriter 
comprensa facit. Narrare uero quis
breuius quam qui mortem 
nuntiat
Patrocli, quis significantius potest quam qui Cure
tum
Aetolorumque proelium exponit? I
Traduzione di Giovanni
Ghiselli
Ma ora esporrò proprio i
generi di letture che considero siano particolarmente utili  a quelli che aspirano a diventare oratori.
Dunque, come Arato ritiene
che si debba cominciare da Giove, cos’ ci sembra che inizieremo, secondo norma,
da Omero.
Questo infatti, come lui
stesso dice che i corsi di tutti i fiumi e delle fonti prendono il loro inizio
dall’Oceano, confer’ la nascita e l’esempio a tutte le parti dell’eloquenza. Questo
nessuno potrebbe superare per sublimità negli argomenti grandi, per appropriatezza
nei piccoli. Il medesimo è abbondante e conciso, piacevole e serio, degno di
ammirazione sia per la ricchezza espressiva, sia per la brevità, ed è
eccellente non solo per  capacità poetica
ma anche oratoria.
Infatti, per non dire degli
elogi, delle esortazioni, delle consolazioni, forse che il nono libro, nel
quale è contenuta l’ambasceria mandata ad Achille, oppure nel primo la famosa
contesa tra i duci, o i pensieri espressi nel secondo, non sviluppano tutte le
abilità delle contese e delle deliberazioni?
Certamente nessuno sarà tanto
incolto da non ammettere che questo autore abbia avuto in suo potere i
sentimenti sia quieti sia agitati.
Ma avanti, non è vero che
all’inizio di entrambi i suoi poemi, in pochissimi versi, non dico rispettò ma
stabilì la legge dei proemi?
Infatti  rende benevolo chi  ascolta con l’invocazione delle dèe, delle
quali si è creduto che proteggessero i poeti, e lo rende attento con il
presentare la grandezza della materia, e lo rende disposto a imparare con
l’esprimere subito l’essenziale.
In effetti chi potrebbe
esprimersi più in breve di chi annunzia la morte di Patroclo, chi farlo con
maggiore chiarezza di chi racconta la battaglia dei Curati e degli Etoli?
Breve commento
Il brano proposto presenta
Omero come il primo maestro dell’arte oratoria.
In effetti ancora prima di
arrivare al maturo Odisseo che è un vero e proprio artista della parola
parlata, già il giovane Achille che è insigne e famoso soprattutto per il
coraggio e per la forza, viene educato a eccellere  nell’arte del parlare. A  proposito dell’ambasceria del IX libro dell’Iliade opportunamente menzionata da
Quintiliano, questa è
formata da Fenice, Aiace e Odisseo che pregano Achille di tornare a combattere.
Il primo è l’educatore del ragazzo cui parla affettuosamente e gli ricorda che
suo padre Peleo lo ha mandato a Troia con il figliolo
 perché gli
insegnasse a essere dicitore di parole ed esecutore di opere[1]. Si vede bene 
la priorità della parola.
Forse il brano è stato scelto
come monito per i tanti ragazzi che trascurano la lettura dei testi senza la
quale si atrofizza la capacità di parlare lasciando spazio a varie forme di
afasia che nei casi peggiori possono preludere alla violenza. Parlare male fa
male all’anima, ha scritto Platone[2] , e già Omero,
poeta sovrano, ha voluto che i suoi eroi primeggiassero innanzitutto nell’arte
della parola. Dopo Achille, faccio solo un cenno a Odisseo cui Alcinoo, il re
dei Feaci,  dice con ammirazione che ha  bellezza di parole[3] e saggi pensieri[4] e che il suo racconto è fatto con
arte, come quello di un aedo
[5].
Sono certo
che tante violenze barbaramente perpetrate su donne e su uomini verrebbero
messe fuori luogo dalla capacità di esprimere idee e sentimenti, magari con
eleganza.
Giovanni Ghiselli 20 giugno
2013

[1]muvqwn te rJhth’r j e[menai prhkth’rav te e[rgwn Iliade , IX, 443.
[2] Fedone, 115
e
[3] morfh; ejpevwn
[4] kai; frevne~ ejsqlaiv
[5] Odissea XI,
367-368.