Nell’Europa degli anni 30, prevalsero i regimi totalitari.
Stabile continuava a rilevarsi la democrazia in Gran Bretagna, nonostante le gravi conseguenze (disoccupazione) derivate dalla crisi economica.
Il governo cercò di ristabilire la situazione attraverso l’intervento dello Stato in campo economico.
In Francia, il governo cercò di risolvere le conseguenze della crisi applicando una politica deflazionistica; ma le difficoltà economiche, unite all’aggressività delle organizzazioni dell’estrema destra, resero la situazione francese molto meno stabile di quella britannica.
NellEuropa centro- orientale, si stavano intanto affermando movimenti nazionalisti, fascisti e razzisti un po ovunque (Bulgaria, Polonia, Grecia, Ungheria).
Rimaneva democratico il regime della Cecoslovacchia; molto instabile si presentava la situazione dellAustria dove venne istituita una nuova costituzione di tipo liberale.
Anche nella Penisola Iberica ci fu l’instaurazione di regimi dittatoriali: in Portogallo con Salazar e in Spagna con Francisco Franco.
Il caso della Spagna è particolarmente importante. La vittoria elettorale dei repubblicani e delle sinistre condusse alla proclamazione della repubblica. Il governo repubblicano inaugurò una serie di riforme che vennero fortemente rifiutate dal governo di destra, che prevalse nelle successive elezioni.
Ciò spinse le sinistre a presentarsi unite in un Fronte Popolare alle elezioni del 36, determinandone la vittoria.
Il governo di destra non accettò tale risultato e da qui ebbe inizio una terribile guerra civile, che si concluse con la vittoria delle truppe di Francisco Franco.
Mussolini e Hitler intervennero in aiuto di Franco, Francia e Gran Bretagna non intervennero e l’Unione Sovietica contribuì alla formazione delle Brigate internazionali, costituite da antifascisti di tutt’Europa.
La guerra civile spagnola, condusse Mussolini ad una scelta particolarmente grave per il nostro paese e per l’Europa: allineare la politica estera d’Italia e Germania, attraverso un accordo chiamato lAsse Roma Berlino.
Lo scoppio del conflitto
A poco più di 20 anni dalla conclusione della grande guerra, l’Europa si trovò al centro di un nuovo conflitto mondiale.
I responsabili di questa tragedia furono i regimi dittatoriali, in particolar modo il dittatore tedesco Hitler e il suo alleato italiano Mussolini.
Le cause del conflitto furono:
La II Guerra Mondiale va quindi intesa come il risultato di una profonda crisi politica, economica e culturale sviluppatasi nel mondo contemporaneo.
Nel 1936, Hitler stipulò con il Giappone il patto di Anti- Kominter, il cui obbiettivo era laccerchiamento dellUrss.
Anche l’Italia vi aderì successivamente. Gli Stati Uniti e lUrss erano i due grandi ostacoli che impedivano l’espansione di Tokyo, questo spiega l’alleanza tra Italia, Germania e Giappone che coinvolsero nel conflitto anche gli Stati Uniti.
Il primo passo dell’espansione tedesca fu l’annessione dell’Austria. Hitler pretese inoltre l’annessione dei Sudati regione cecoslovacca.
La conferenza di Monaco, rappresentò un successo per Hitler, che in cambio di quest’ultima regione avrebbe garantito l’indipendenza del resto del paese.
Ma non fu così, poiche nel 1939 prendendo come scusante i conflitti etnici (boemi e slovacchi), i tedeschi invasero la Cecoslovacchia che venne divisa in due: la Slovacchia e la Boemia- Moravia.
Sempre nel 39 Germania e Italia stipularono un patto chiamato patto d’acciaio, che prevedeva l’aiuto reciproco in caso di conflitto.
L’Unione Sovietica, firmò invece con la Germania un patto di non aggressione.
Cautelatosi sul fronte Orientale Hitler, diede avvio ad una guerra lampo, che risultò essere una strategia di conquista vincente. Dopo aver conquistato la Polonia, invase Danimarca e Norvegia. Occupò Parigi, con la quale firmò l’armistizio.
Il 10 giugno 1940, Mussolini decise l’entrata in guerra dell’Italia.