William Butler Yeats

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di Carlo Zacco

William Butler Yeats (1865 – 1939)

yeats.jpgPremio Nobel nel 1923. Nasce Sandymount, un paesino nei pressi di Dublino nel 1865. Compie i primi studi a Londra,dove il padre cerca di affermarsi come pittore e il giovanissimo William trascorrerà anni difficili. A 18 anni torna a Dublino dove si iscriverà allaccademia d’Arte, che abbandonerà per dedicarsi agli studi letterari.

Nella giovinezza si dedica anch’egli alla pittura, come il padre, e dipinge alla maniera dei pre-raffaelliti, secondo un gusto tardo romantico di recupero di un contatto più schietto con la natura, che secondo gli artisti dell’epoca era tipico dei pittori italiani precedenti a Raffaello.

A circa vent’anni inizia a dedicarsi allesoterismo e alle arti magiche, che sarà un interesse per tutta la sua vita; nell1917 sposa Georgina Hyde-Lees, una nota medium, e poco dopo scriverà un trattato su questo argomento intitolato A vision.

Importante nella sua vita e nella sua poetica sarà l’amore non corrisposto per Maud Gonne, attivista impegnata nella causa irlandese.

• Yeats si può collocare nel filone dei simbolisti che fanno riferimento a Mallarmé, ma mentre il simbolismo francese tende al soggettivismo, in Yeats è forte la presenza della mitologia celtica; nella sua poesia è sempre presente un sostrato mitologico condiviso, la sua simbologia farà sempre riferimento a immagini prese da questo sostrato, e sarà dunque oggettivo e condiviso, contrariamente a quello di Mallarmè e dei simbolisti francesi che tendono al soggettivismo .

 

La rosa del mondo

 

E contenuta nella raccolta The Countess Cathleen del 1892, periodo giovanile in cui sono presenti caratteri di estetismo che si risolve in immagini languide e languidi musicalismi.

• Il tema di questa poesia è la ‘bellezza, concepita come una sorta di forza superiore, eterna, incomprensibile, cui tutte le creature debbono inchinarsi.

Il tono è elevato, e la bellezza viene associata immediatamente all’idea del sacro: è una specie di creatura privilegiata di Dio: per lei si compiono tutti i prodigi (1); lei sopravvive al trascorrere degli uomini e delle cose (2); a lei persino gli Arcangeli devono inchinarsi (3). 

E utile sapere che in quegli anni per Yates la bellezza era fisicamente incarnata per Maud Gonne, a cui è dedicata anche la prossima poesia.

 

Quando tu sarai vecchia

 

WHEN you are old and gray and full of sleep  

And nodding by the fire, take down this book,  

And slowly read, and dream of the soft look  

Your eyes had once, and of their shadows deep;  

How many loved your moments of glad grace,

And loved your beauty with love false or true;  

But one man loved the pilgrim soul in you,  

And loved the sorrows of your changing face.  

And bending down beside the glowing bars,  

Murmur, a little sadly, how love fled   10

And paced upon the mountains overhead,  

And hid his face amid a crowd of stars.

Quand vous serez bien vieille, au soir, à la chandelle,
Assise aupres du feu, devidant et filant,
Direz, chantant mes vers, en vous esmerveillant :
Ronsard me celebroit du temps que j’estois belle.
Lors, vous n’aurez servante oyant telle nouvelle,
Desja sous le labeur à demy sommeillant,
Qui au bruit de mon nom ne s’aille resveillant,
Benissant vostre nom de louange immortelle.
Je seray sous la terre et fantaume sans os :
Par les ombres myrteux je prendray mon repos :
Vous serez au fouyer une vieille accroupie,
Regrettant mon amour et vostre fier desdain.
Vivez, si m’en croyez, n’attendez à demain :
Cueillez dés aujourd’huy les roses de la vie.

• La donna amata viene immaginata nel tempo della vecchiaia, quando avrà perso la sua bellezza e si ricorderà che, fra tanti, uno solo ne ha amato l’anima, e non solo l’apparenza.

 

Chiaramente ispirata ad un famoso sonetto di Pierre de Ronsard (1524 – 1585), il quale è bel presente anche nella mente del traduttore, Montale, il quale traspone liberamente l’ultima quartina dalla terza alla seconda persona (‘tu fuggi).

Loriginale inglese ha la forma del sonetto Elisabettiano, ma manca del distico finale. La prima quartina è la traduzione esatta dal francese.

 

I cigni selvaggi di Coole

 

E una poesia tratta dallomonima raccolta del 1917. Già nel 1914 Yates aveva composto la raccolta Responsabilities, in cui affronta temi sociali d’attualità, come era immancabile nellIrlanda di quel periodo, marcando uno stacco con la poesia postromantica precedente.

Questo componimento è ispirato ad una delle tante visite di Yates a Lady Augusta Gregory, donna attiva nelle questioni politiche irlandesi e co-fondatrice, insieme al poeta, del teatro nazionale irlandese. Lady Gregory abitava proprio a Cole, e i cigni sono quelli che l’autore vedeva quando andava a trovarla.

• Si allude ad una natura sottoposta ad un ritmo sempre uguale a se stesso che in passato rasserenava il poeta, ma che ora, proprio perché quello è rimasto uguale, mette ancor più in risalto il suo animo profondamente mutato.

 

Il 1916, anno di composizione di questa poesia, è l’anno della sanguinosa Domenica, in cui la rivolta irlandese è stata soffocata nel sangue, e l’anno dell’ultimo definitivo rifiuto di Maud Gonne alla proposta di matrimonio del poeta.

I cigni fanno parte di un consolidato immaginario, che trova anche riscontro nella mitologia irlandese, in cui sono simbolo dell’amore e della passione.


 

 

Verso Bisanzio

 

I

That is no country for old men.  The young

In one anothers arms, birds in the trees

-Those dying generations-at their song,

The salmon-falls, the mackerel-crowded seas,

Fish, flesh, or fowl, commend all summer long

Whatever is begotten, born, and dies.

Caught in that sensual music all neglect

Monuments of unageing intellect.

 II

An aged man is but a paltry thing,

A tattered coat upon a stick, unless

Soul clap its hands and sing, and louder sing

For every tatter in its mortal dress,

Nor is there singing school but studying

Monuments of its own magnificence;

And therefore I have sailed the seas and come

To the holy city of Byzantium.

 III

O sages standing in Gods holy fire

As in the gold mosaic of a wall,

Come from the holy fire, perne in a gyre,

And be the singing-masters of my soul.

Consume my heart away; sick with desire

And fastened to a dying animal

It knows not what it is; and gather me

Into the artifice of eternity.

 IV

Once out of nature I shall never take

My bodily form from any natural thing,

But such a form as Grecian goldsmiths make

Of hammered gold and gold enamelling

To keep a drowsy Emperor awake;

Or set upon a golden bough to sing

To lords and ladies of Byzantium

Of what is past, or passing, or to come.

E tratta dalla raccolta The Tower, del 1928, ed è considerata l’espressione della piena maturità del poeta.

Bisanzio: l’antico impero, un tema tipicamente decadente. Nellimmaginario inglese Bisanzio è considerata un luogo mitico, in cui gli artisti operavano in maniera prolifica e in perfetta sintonia con le società e le istituzioni e tra di loro.

 

1) Viene presentato tutto ciò che viene abbandonato andando verso Bisanzio. A Bisanzio tutto canta la vita, è luogo fatto per la vita e per chi può goderne a pieno. A Bisanzio l’arte ha saputo superare la natura, e in questa città conta l’arte

v.7/8: i vecchi devono andarsene in luoghi a loro dedicati.

2) Si riflette su cosa sia il vecchio. E povera cosa, non può prendere parte alle sensazioni della natura e dell’arte,

 

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