A Pirra: naufragio d’amore


Orazio, Carmina, I, 5

traduzione interlineare di Carlo Zacco

 

Odi

V. Naufragio d’amore

 

Pyrrha,

quis

puer

gracilis

te urget

perfusus

liquidis odoribus

in multa rosa

Pirra,

chi è

il ragazzo

sottile

che ti stringe

cosparso

di limpidi profumi

fra molte rose

 

sub grato antro?

cui

religas

flauam comam,

simplex munditiis?

Heu,

sotto la piacevole grotta?

per chi

leghi

la tua bionda chioma,

semplice nella tua eleganza?

Ahime,

 

quotiens

flebit

fidem

mutatosque deos

et emirabitur,

insolens,

quante volte

piangerà

la fedeltà

e gli dei cambiati

e guarderà con meraviglia

non abituato,

 

aequora

aspera

nigris uentis,

qui

nunc

te fruitur

credulus

aurea,

qui

sperat

il mare

sconvolto

da venti neri,

lui che

ora

gode di te

credendoti

doro,

lui che

ti spera

 

semper uacuam,

semper amabilem,

nescius aurae fallacis.

Miseri,

sempre libera,

sempre amabile,

ignaro di quanto il vento sia ingannevole.

Sfortunati,

 

[illi] quibus

nites

intemptata.

Sacer

paries

indicat,

tabula

uotiua,

coloro ai quali

splendi

e non ti conoscono.

La sacra

parete

indica,

tramite il dipinto

votivo,

 

me

suspendisse

uestimenta

uuida

potenti

deo

maris.

che ho

appeso

gli abiti

inzuppati

al potente

dio

del mare.