Amare e voler bene

Catullo, Carmina, 72

di Carlo Zacco

Carmina

LXXII. Ad Lesbiam

Quondam

dicebas

te nosse

solum Catullum,

Lesbia,

nec velle

prae me tenere

Una volta

dicevi

di conoscere

solo Catullo,

Lesbia,

e che non volevi

preferire a me

Iovem.

Tum

dilexi te

non tantum

ut vulgus

amicam,

sed ut pater

diligit

Giove.

Allora

ti amai

non tanto

come il volgo

lamica,

ma come il padre,

ama

gnatos et generos.

Nunc te cognovi:

quare,

etsi

uror

impensius,

i figli e i generi.

Ora so chi sei:  

poiché,

anche se

brucio d’amore

più intensamente,

es

mi

tamen

multo

vil’ior

et levior.

qui potis est,

inquis?

Quod

 

sei

per me

tuttavia

molto

spregevole

e insignificante.

come è possibile,

ti chiedi?

Perché

 

iniuria talis

cogit

amantem

amare magis,

sed bene velle

minus.

una  tale offesa

costringe

l’amante

ad amare di più,

ma a voler bene

di meno.

Audio Lezioni su Catullo del prof. Gaudio

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