Argomentazione della Quarta Catilinaria

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Cicerone, IV Catilinaria, capitoli 7-13

di Carlo Zacco

IV Catilinaria

Argumentatio

 

[7]

Video adhuc

duas esse sententias,

unam D. Silani,

qui censet

eos, qui

 

 

Finora vedo

che le opinioni sono due,

una di D. Silano,

che ritiene

che coloro che

 

 

conati sunt

delere haec

morte esse multandos;

alteram

C. Caesaris,

hanno tentato

di eliminare questo stato di cose

siano da condannare a morte;

l’altra

di Cesare

 

qui removet

poenam mortis,

amplectitur

omnis acerbitates

ceterorum suppliciorum.

Uterque

che esclude

la pena di morte,

sostiene

tutte le asprezze

degli altri supplizi.

Luno e l’altro

 

et pro sua dignitate

et pro magnitudine rerum

versatur

in summa severitate.

secondo la propria carica

e secondo l’enormità dei fatti

propendono

per la massima severità.

 

Alter

non putat oportere

frui vita

punctum temporis

et hoc communi spiritu

Luno

non ritiene opportuno

che godano della vita

nemmeno per un attimo

e respirino la  stessa nostra aria

 

eos, qui

conati sunt

privare vita nos omnis

qui populum Romanum,

qui delere imperium,

quelli che

hanno cercato

di privare della vita tutti noi

e il popolo romano,

di cancellare l’impero

 

qui extinguere nomen populi Romani,

atque recordatur hoc genus poenae

saepe usurpatum esse

di estinguere il nome del popolo romano,

e  ricorda che questo genere di pena

è stato spesso usato

 

in inprobos civis

in hac re publica.

Alter

intellegit

mortem

non esse constitutam

contro i cittadini colpevoli

in questo Stato.

L’altro

comprende

che la morte

non è stata posta

 

ab dis inmortalibus

causa supplicii,

sed

aut necessitatem naturae

aut quietem

laborum

dagli dei immortali

come pena,

ma

o come necessità di natura

o come cessazione

di travagli

 

ac miseriarum.

Itaque

numquam inviti sapientes,

etiam saepe fortes lubenter

eam oppetiverunt.

e mieserie.

E perciò

giammai malvolentieri i sapienti,

e spesso i forti volentieri

l’anno affrontata. 

 

Vincula vero,

et ea sempiterna,

inventa sunt

certe

ad singularem poenam

La prigione invece,

specialmente quella perpetua,

è stata introdotta

certamente

come pena speciale

 

nefarii sceleris

Iubet

municipiis

dispertiri.

Videtur

ista res

di un crimine scellerato.

[Cesare] suggerisce

[che siano collocati] in municipi

differenti.

Pare che

qst fatto

 

habere

iniquitatem,

si imperare velis,

difficultatem,

si rogare.

comporti

uningiustizia,

se si vuole imporlo [ai municipi],

una difficoltà,

se [si vuole] chiederglielo.

 

Decernatur tamen,

si placet.

Si decida [in favore di ciò] tuttavia

se vi convince.

 

[8]

Ego enim

suscipiam

et, ut spero,

reperiam,

qui

non putent

esse suae dignitatis

 

Da parte mia

cercherò

e, come spero,

troverò

chi

non ritenga

che sia proprio della sua dignità

 

recusare

id quod

statueritis

causa salutis omnium.

Adiungit

gravem poenam

municipiis,

respingere

ciò che

deciderete

per il bene di tutti.

[Cesare] aggiunge

gravi sanzioni

per i municipi

 

si quis eorum

ruperit vincula;

circumdat

horribiles custodias

et dignas scelere

hominum

se qualcuno di loro

dovesse fuggire;

li circonda

di guardie terribili

e degne del delitto

di uomini

 

perditorum;

sancit ne quis

levare possit

eorum poenam

quos condemnat,

aut per senatum

depravati;

stabilisce che nessuno

possa mitigare

la loro pena

che li condanna,

o a ttraverso il senato

 

aut per populum;

eripit etiam spem

quae sola

consolari solet

homines in miseriis.

o attraverso il popolo;

elimina anche la speranza

che sola

è solita confortare

gli uomini nelle sventure.

 

 

Praeterea

iubet

bona publicari,

vitam solam relinquit

nefariis hominibus;

Inoltre

ordina

che vengano confiscati i beni,

solo la vita lascia

a quegli uomini scellerati;

 

si eripuisset quam,

ademisset

una

multos dolores,

animi atque corporis

se gliela avesse tolta,

avrebbe portato via

in una volta

molte sofferenze

dell’animo e del corpo

 

et omnis scelerum poenas.

Itaque

illi antiqui

voluerunt esse constituta

apud inferos

e tutti i castighi per il loro delitti.

Perciò

quei famosi antichi

sostennero l’esistenza

nell’aldilà

 

quaedam supplicia

impiis,

eius modi ut

aliqua formido

esset posita inprobis

di certi supplizi

nei confronti degli empi,

di tal fatta che

una qualche paura

fosse messa ai colpevoli

 

in vita,

quod videlicet

intellegebant,

his remotis,

mortem ipsam

finché fossero in vita,

poiché evidentemente

comprendevano che,

eliminati questi,

la morte di per sé

 

non esse pertimescendam.

non fosse da temere.

 

[9]

Nunc, patres conscripti,

ego video

quid

mea intersit.

Si eritis secuti sententiam C. Caesaris,

 

Ora, padri coscritti,

io vedo bene

che cosa

mi convenga.

Se seguirete il parere di Cesare,

 

quoniam

is secutus est

hanc viam

in re publica

quae popularis habetur,

fortasse

mihi

poiché

egli ha seguito

una politica

nello Stato

che è ritenuta democratica,

forse

da parte mia

 

populares impetus

minus erunt pertimescendi

hoc auctore et cognitore

 

gli attacchi [dei] democratici

saranno meno da temere

poiché è lui l’autore e il patrocinatore

 

 

huiusce sententiae;

sin

illam alteram,

nescio an

mihi contrahatur

amplius negotii.

di questa proposta;

ma se

sceglierete quell’altra,

non so se

mi verranno addosso

guai maggiori.

 

Sed tamen

utilitas rei publicae

vincat

rationes

meorum periculorum.

Habemus enim

 

Tuttavia

l’interesse dello Stato

vinca

le ragioni

dei miei pericoli.

Abbiamo infatti

 

 

a Caesare,

sicut postulabat

ipsius dignitas

et maiorum eius amplitudo,

sententiam

da parte di Cesare,

come richiedeva

la sua stessa carica

e la grandezza dei suoi antenati,

una proposta

 

tamquam obsidem

perpetuae voluntatis

in rem publicam.

Intellectum est,

quid interesset

che è come un pegnop

del suo costante impegno

verso lo Stato.

Abbiamo capito

quale sia la differenza

 

inter

levitatem contionatorum

et animum

vere popularem

consulentem saluti populi.

tra

la superficialità dei demagoghi

e uno spirito

veramente democratico

teso alla salvezza del popolo.

 

[10]

Video

non neminem

de istis, qui

se populares haberi vol’unt

abesse,

videlicet

 

Vedo che

non pochi

tra costoro che

si spacciano per democratici

sono assenti,

evidentemente

 

ne ferat sententiam de capite

civium Romanorum.

Is et [non neminem]

affinché [da pt loro] non si emetta la condanna a morte

di cittadini romani.

Eppure questi «democratici»

 

nudius tertius

dedit in custodiam

cives Romanos

et mihi decrevit supplicationem

l’altro ieri

hanno fatto arrestare

cittadini romani

e mi hanno attribuito una festa solenne di ringraziamento

 

et hesterno die

adfecit maximis praemiis

indices.

Iam

hoc nemini dubium est

quid

e ieri

ornato di massimi onori

gli informatori.

Già

per nessuno è dubbio

che cosa

 

de tota re et causa

iudicarit

qui

decrerit

reo custodiam,

praemium

su tutta la vicenda e la causa

ha giudicato

colui che

ha decretato

larresto del colpevole,

la ricompensa

 

indici,

quaesitori gratulationem.

At vero C. Caesar intellegit

legem Semproniam

per il delatore,

il  ringraziamento per il magistrato istruttore.

Eppure Cesare sa che

la legge Sempronia

 

esse constitutam

de civibus Romanis;

autem eum qui

sit hostis

rei publicae,

nullo modo

è stata promulgata

riguardo ai cittadini romani;

e [sa] inoltre che chi

è nemico

dello Stato

in ness. modo

 

posse esse

civem;

denique

ipsum latorem

Semproniae legis

dependisse

può essere

suo cittadino;

infine [sa che]

lo stesso promotore

della legge Sempronia

ha pagato

 

poenas rei publicae

iniussu populi.

Idem

non putat

ipsum Lentulum,

per reati politici

senza lautorizzazione del popolo.

Ugualmente

non ritiene

che lo stesso Lentulo,

 

largitorem et prodigum,

etiam appellari posse popularem

cum cogitarit

generoso e prodigo,

possa ancora essere chiamato «democratico»

dal momento che ha meditato

 

tam acerbe

tam crudeliter

de pernicie populi Romani,

exitio huius urbis

 

con tanta ferocia

e tanta crudeltà

la rovina del popolo romano

e la distruzione di questa città.

 

 

Itaque,

homo mitissimus atque lenissimus,

non dubitat

mandare

P. Lentulum

aeternis tenebris

E perciò,

da uomo mite e indulgente qual è,

non esiterà

a gettare

P. Lentulo

nelle tenebre eterne

 

vinculisque

et sancit

in posterum

ne quis

possit

se iactare

levando huius supplicio

di una prigione

e sancisce

per il futuro

che nessuno

possa

vantarsi

mitigandogli la pena

 

et posthac popularis esse

in pernicie populi Romani.

 

ed in seguito essere [chiamato] «democratico»

quando si tratta della rovina del popolo romano.

 

 

Adiungit etiam

publicationem bonorum,

ut

omnis animi cruciatus et corporis

consequatur

aggiunge anche

la confisca dei beni,

affinché

alle afflizioni di corpo e spirito

consegua

 

etiam

egestas ac mendicitas.

 

anche

la miseria [spinta fino alla] mendicità.

 

 

[11]

Quam ob rem,

sive statueritis hoc,

mihi dederitis

ad contionem

comitem

 

Perciò

se accoglierete questa proposta,

mi darete come

in assemblea

un alleato

 

carum

atque iucundum

populo,

sive

malueritis

sententiam sequi Silani,

populus Romanus

 

caro

e gradito

al popolo,

se invece

preferirete

seguire il parere di Silano

il popolo romano

 

 

liberabit

facile

me atque vos

a crudelitatis vituperatione

atque obtinebo

eam fuisse

libererà

facilmente

me e voi

dall’accusa di crudeltà

e riuscirò a dimostrare

che è stata la decisione

 

multo leniorem.

Quamquam,

patres conscripti,

quae potest crudelitas esse

in punienda

inmanitate

assai più mite.

D’altronde

padri coscritti

che crudeltà vi può essere

nel punire

la mostruosità

 

tanti sceleris?

Ego enim

iudico

de meo sensu.

Nam

ita mihi liceat

di un crimine tanto tremendo?

Io infatti

giudico

secondo il mio intendimento.

infatti

così mi sia consentito

 

perfrui

vobiscum

salva re publica,

ut ego,

quod in hac causa

sum

di compiacermi

con voi

della salvezza dello stato

se è vero che io

poiché in questa vicenda

sono

 

vehementior,

non moveor

atrocitate animi

(quis enim est me mitior?),

sed quadam singulari

piuttosto intransigente,

non sono mosso

da spietatezza

(chi infatti è più mite di me?),

ma da un particolare

 

humanitate et misericordia.

Videor enim mihi videre

hanc urbem,

lucem orbis terrarum

senso di umanità e misericordia.

Mi immagino per così dire di vedere

questa città,

luce del globo terrestre

 

atque arcem omnium gentium,

subito concidentem

uno incendio,

cerno animo

acervos civium

e rocca di tutti i popoli,

crollare di colpo

sotto le fiamme,

prevedo

cumuli di cittadini

 

miseros atque insepultos

in patria sepulta,

versatur mihi ante oculos

aspectus Cethegi

miseri e insepolti

in una patria sepolta,

mi si presenta davanti agli occhi

l’immagine di Cetego

 

et furor

bacchantis

in vestra caede.

e il furore

di lui forsennato

sui vostri corpi uccisi.

 

[12]

Cum vero

mihi proposui

Lentulum

[esse] regnantem,

sicut ipse

confessus est

 

Ma quando

mi immagino

che Lentulo

[sia] signore assoluto,

come egli stesso

ha confessato

 

se sperasse

ex fatis,

Glabinium esse purpuratum huic,

Catilinam

venisse

cum exercitu,

di averlo sperato

dal destino,

che Glabinio sia suo alto dignitario,

che Catilina

sia giunto

col suo esercito,

 

tum perhorresco

lamentationem matrum familias,

tum fugam virginum atque puerorum

ac vexationem

allora rabbrividisco per

i lamenti delle madri di famiglia,

per la fuga delle fanciulle e dei ragazzi

e le violenze

 

virginum Vestalium

et,

quia

haec mihi videntur

vehementer misera atque miseranda,

 

delle Vestali

e,

poiché

queste cose mi sembrano

infelici e degne di compassione,

 

 

idcirco

me praebeo

severum vehementemque.

in eos, qui

ea voluerunt perlicere.

perciò

mostro

particolarmente severo

verso coloro che

hanno voluto realizzarle.

 

Etenim quaero:

si quis pater familias,

liberis suis interfectis,

uxore occisa,

incensa domo

Del resto mi chiedo:

se un padre di famiglia,

essendogli stati uccisi i figli,

la moglie,

bruciata la casa

 

a servo,

non sumpserit

de servo

supplicium

quam acerbissumum,

utrum videatur is esse

da un servo,

non scegliesse

per il servo

la condanna

più aspra,

se questi sembrerebbe

 

clemens ac misericors

an inhumanissimus et crudelissimus.

Mihi vero

inportunus

clemente e misericordioso

oppure inumano e crudelissimo.

A me in verità

[sembrerebbe] inclemente

 

ac ferreus,

qui

non lenierit

suum dolorem cruciatumque

dolore et cruciatu

 

e duro come il ferro,

chi

non cercasse di lenire

il suo dolore e tormento

col dolore e il tormento

 

 

nocentis.

Sic

nos,

si vehementissimi fuerimus,

in his hominibus,

di chi lo ha provocato.

Allo stesso modo

noi,

se saremo stati implacabili,

contro questi uomini,

 

qui trucidare voluerunt

nos,

qui coniuges,

qui liberos nostros,

qui conati sunt

delere

che hanno voluto trucidare

noi,

le nostre mogli,

i nostri figli,

che hanno tentato

di abbattere

 

singulas domos unius cuiusque nostrum

et hoc universum domicilium rei publicae,

qui egerunt id ut,

ogni singola casa di ciascuno di noi

e tutta la sede dello Stato,

che hanno fatto in modo di,

 

collocarent gentem Allobrogum

in vestigiis huius urbis

atque in cinere deflagrati imperii,

stanziare il popolo degli allobrogi

sui resti della nostra città

e sulle ceneri di un impero annientato,

 

misericordes habebimur;

sin

voluerimus esse remissiores,

fama nobis subeunda est

 

sembreremo misericordiosi;

se invece

vorremo essere indulgenti,

saremo inevitabilmente tacciati

 

 

summae crudelitatis

in pernicie patriae civiumque.

 

di massima crudeltà

volta alla rovina della patria e della cittadinanza.

 

 

[13]

Nisi vero

nudius tertius

cuipiam

visus est

crudelior

L. Caesar,

vir fortissimus

 

A meno che

l’altro ieri

a qualcuno

non sia sembrato

troppo crudele

L. Cesare,

uomo forte

 

et amantissimus rei publicae,

cum dixit

vita privandum esse,

virum

sororis suae,

e amante dello Stato,

quando disse

che dovevaessere privato della vita,

il marito

di sua sorella

 

feminae lectissimae,

praesentem

et audientem,

cum dixit

iure

esse interfectum

donna sceltissima,

[con lui] presente

e audiente,

quando  disse che

a giusto titolo

era st. ucciso

 

avum suum

iussu consulis,

necatum

in carcere

filiumque inpuberem eius

missum

un suo avo

per ordine  del console,

[nonché] ucciso

in carcere

il figlio giovanissimo di lui

mandato

 

a patre

legatum.

Quod

factum

quorum

simile,

quod

consilium initum

dal padre

come delegato.

Quale

fatto

di costoro

[è] simile,

quale

proposito incominciato

 

delendae rei publicae?

Tum

versata est

voluntas

largitionis in re publica

 

di distruggere lo Stato?

Tum

si trattò

dell’intenzione

[di fare] una distribuzione politica di grano

 

 

et quaedam contentio

partium.

Atque illo tempore

avus huius Lentuli,

vir clarissimus,

e di una contesa

tra partiti.

E in quel tempo

lantenato di Lentulo,

uomo illustrissimo,

 

est persecutus armatus

Gracchum.

Ille etiam tum

grave vulnus accepit,

ne quid

combatté armato

Gracco

Egli allora

ricevette una grave ferita,

affinché

 

de summa re publica

deminueretur;

hic

Gallos accersit

ad evertenda

i sommi interessi dello Stato 

non fossero lesi;

questi invece [Lentulo]

fece venire i Galli

per eliminare

 

rei publicae fundamenta,

concitat servitia,

Catilinam vocat,

adtribuit

Cethego

nos trucidandos

le fondamenta dello Stato,

sobilla gli schiavi

chiama Catilina,

ordina

a Cetego

di trucidare noi

 

et Gabinio

interficiendos ceteros civis,

Cassio

urbem inflammandam,

Catilinae

vastandam

e a Gabinio

di uccidere gli altri cittadini,

a Cassio

di incendiare la città,

a Catilina

di devastare

 

diripiendamque

totam Italiam.

Censeo

vereamini

ne

in hoc scelere tam immani

 

e depredare

tutta l’Italia.

Ritengo

che dobbiate temere

che

contro a questo delitto così infame

 

 

ac nefando

videamini

statuisse

aliquid

nimis severe;

multo magis

e indicibile

sembri che voi

abbiate deciso deciso

qualcosa

troppo severamente;

molto più

 

est verendum

ne videamur

fuisse crudeles

in patriam

remissione poenas

 

è da temere

che sembri che  noi

siamo stati crudeli

nei confronti della patria

con una remissione della pena

 

 

quam ne

nimis vehementes

in acerbissimos hostis

severitate animadversionis

 

piuttosto che

troppo spietati

nei confronti di cittadini violenti

con la severità di una pena

 

 

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