Avvenimenti in Oriente


Tacito – Annales – XIV, 22-26

traduzione interlineare di Carlo Zacco

Tacito – Annales – XIV

 

22 – 26. Avvenimenti in Oriente

 

[22]

Inter quae

effulsit

sidus cometes,

de quo

est opinio vulgi

portendat

tamquam

Frattanto

brillò

una stella cometa,

della qual cosa

è credenza popolare

annunci

come

 

mutationem regis.

Igitur

quasi

Nerone

iam depulso,

anquirebant

quisnam

un mutamento di regno.

Quindi

come

se Nerone

fosse già st. scacciato,

ci si chiedeva

chi mai

 

deligeretur,

et ore omnium

celebrabatur

Rubellius Plautus,

cui nobilitas [erat]

ex familia

potesse essere scelto,

e sulla bocca di tutti

ricorreva

il nome di R. Plauto,

che discendeva

dalla fam.

 

Iulia

per matrem.

Ipse

colebat

placita

maiorum;

habitu severo;

domo

Giulia

per parte di madre.

Questi

osservava

i precetti

degli antichi;

di condotta austera;

di v.privata

 

casta et secreta;

quantoque

occultior

metu,

tanto plus

adeptus

famae.

Interpretatio

limpida e appartata;

quanto

più appartato

per timore,

tanto più

otteneva

di fama.

L’interpretaz.

 

fulguris

auxit

rumorem

orta

pari

vanitate.

Nam,

quia

ictae [erant]

di un fulmine

accrebbe

la diceria

nata

con pari

inconsistenza.

Infatti,

poiché

erano st. colpite

 

dapes,

que erat

disiecta,

mensa

Neronis discumbentis

apud stagna

Simbruina,

in villa

le vivande,

ed era

st. travolta,

la tavola

di N. che banchettava

presso il lago

Siburnio,

in una villa

 

cui est nomen

Sublaqueum,

idque

acciderat

finibus Tiburtum,

unde

Plauto [erat] origo

che si chiama

Subiaco,

e ciò

era accaduto

entro i conf. di Tivoli,

dove

Plauto aveva origine

 

paterna,

hunc

credebant

illum

destinari

numine

deum,

fovebantque

multi,

di padre,

da ciò

si credeva

che egli

fosse destinato

per volontà

degli dei,

e sostenevano [ciò]

molti,

 

quibus

ambitio est

avida et plerumque fallax

praecolere

nova

et ancipitia.

che

hanno ambizione

avida e per lo più fallace

di prevedere

fatti nuovi

e dubbi.

 

 

Ergo

permotus his

Nero

componit

litteras

ad Plautum [dicens]

consuleret

Quindi

turbato da queste cose

Nerone

scrisse

una lettera

a Plauto [chiedendo]

che si occupasse

 

quieti

urbis,

seque subtraheret

diffamantibus

prava:

[memorans] esse illi

agros

della pace

di  Roma,

e che si sottraesse

ai divulgatori

di malignità:

[ricord.] che possedeva

dei terreni

 

avitos

per Asiam

in quibus

frueretur

iuventa

tuta

et inturbida.

Ita

di famiglia

in Asia

nei quali

poter godere

di una giovinezza

protetta

e immacolata.

E così

 

concessit

illuc

cum

coniuge

Antistia

et

paucis

familiarium.

Isdem diebus

se ne andò

là

insieme

allamoglie

Anista

e

poichi

tra i familiari.

In quegli stessi giorni

 

nimia

cupido

luxus

tulit

Neroni

infamiam

et

periculum,

quia

nando

una smodata

smania

dipiacere

portò

a Nerone

disonore

e

pericolo,

poiché

nuotando

 

incesserat

fontem

aquae

Marciae

deductae

ad

urbem;

videbaturque,

potus

era entrato

nella fonte

dell’acqua

Marcia

incanalata

verso

la città;

sembrava che,

bevendo

 

sacros

et

loto

corpore

polluisse

caerimoniam

loci.

que valitudo

le acque sacre

e

avendovi lavato

il corpo

avesse inquinato

la sacralità

del luogo.

e la salute

 

anceps

secuta

adfirmavit

iram

deum.

incerta

che ne seguì

confermò

lira

degli dei.

 

[23]

At Corbulo,

post deleta Artaxata,

ratus

utendum [esse]

terrore

recenti

Allora Corbulone,

dopo la distruzione di Art.,

pensando

di sfruttare

il timore

ancor vivo

 

ad

occupanda

Tigranocerta,

quibus excisis

intenderet

metum hostium

per

occupare

Tigranocerta,

con la distruzione della quale

sarebbe accresciuto

il timore dei nemici

 

vel,

si pepercisset[iis],

adipisceretur

famam

clementiae,

pergit illuc,

exercitu

mentre,

se l’avesse risparmiata,

avrebbe ottenuto

reputazione

di clemenza,

puntò là,

con l’esercito

 

non infenso,

ne auferret

spem

veniae,

neque

tamen