Dalla famiglia alla coppia

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Tema svolto

Traccia:

Con la crisi dell’idea di famiglia si è fatta avanti nella società occidentale l’idea di coppia che sembra però infinitamente più instabile dal punto di vista sociale perché non ancorata saldamente alla tradizione robusta di legami oggettivamente determinati ma unicamente orientata dalla sfera dei sentimenti.

Svolgimento:

. . .Nell’ultimo secolo la famiglia ha subito una trasformazione visibile anche a occhi chiusi. Dal novecento la famiglia era di tipo patriarcale dove i ruoli erano divisi e i figli si facevano in grande quantità per poter mandare avanti “la baracca”, come ci si poteva ricordare e i nonni ancora oggi lo fanno presente, il capofamiglia cioè l’uomo pensava a lavorare e a mantenere la famiglia, mentre la donna si preoccupava della casa e dei figli. Inoltre i rapporti con i parenti erano diversi, si viveva tutti a stretto contatto e si era quindi uniti non solo di fatto. Verso gli anni cinquanta la famiglia si è evoluta; la donna ad esempio ha ottenuto grandi progressi che l’hanno resa indipendente e in grado di poter fare lavori anche maschili, cosa che prima non le era consentito fare. Anche se nel film di “Caterina và in città” si può notare che la madre di Caterina non è una donna in carriera e si prende cura della casa vivendo con lo stipendio del marito, è infatti una donna ingenua, vittima e sprovveduta.
La famiglia di oggi è quindi in crisi dovuta alla perdita dei valori morali e del rispetto che man mano vanno a dissolversi ma il lavoro e gli impegni che ne reca condiziona la vita sia della coppia che della famiglia. Molti infatti sono i figli unici nati fuori o dentro il matrimonio ma sono anche molte le coppie senza figli.
Nel film i genitori scelgono di avere una sola figlia, Caterina, nonostante la madre non abbia un impiego lavorativo. Quindi la famiglia da patriarcale diventa di tipo nucleare cioè occidentale, in cui non si hanno certezze e i rapporti non essendo ben saldi tendono a spezzarsi molto facilmente. Probabilmente è anche per questo motivo che il matrimonio non ha più il significato serio in cui l’unione e il rispetto reciproco era a vita. Le coppie di oggi le coppie tendono a non sposarsi per restare forse più liberi oppure nel momento in cui fanno il grande passo al minimo problema o altro si ricorre al divorzio.
Muccino nel suo film ci mostra come quella famiglia si disgrega perché le persone che la compongono pensano solo a se stesse e tra loro non c’è un vero e proprio dialogo. In un quadro del genere c’è poco spazio per gli affetti. Si dà più spazio ai propri progetti senza pensare alle conseguenze e alla famiglia. Carlo sognava di scrivere ma lavora in una finanziaria, mentre la moglie Giulia voleva fare teatro ed è diventata insegnante. I loro figli non sono da meno ovviamente, Paolo cerca il suo talento e si chiede e realmente ne abbia uno, Valentina invece a differenza del fratello ha le idea ben chiare, vuole sfondare ad ogni costo nel mondo dello spettacolo. Ogni personaggio incontra così le proprie debolezze. Dopo però aver raggiunto i propri scopi, la loro vita famigliare si trasforma in un inferno.
Gli standard educativi che ci sono oggi si sono mutati nel narcisismo, nell’immagine (come ad esempio Valentina che è proprio disposta a tutto pur di apparire), dominano ovunque. Capita sempre più spesso che bambini rimbalzino da un corso all’altro, nell’arco di una stessa giornata, come palline da flipper, senza aver tempo per il gioco, l’ozio, senza conoscere il bello di poter trascorrere lente ore e giornate.
Per concludere basterebbe dare più spazio al dialogo anche con i figli; una soluzione a questa crisi è nei giovani perché saremmo noi il futuro ed è giusto che vengano riscoperti l’importanze di questo valori e del ruolo della famiglia nella società, che un tempo era di primaria importanza.

Bisogna coinvolgere le coppie del terzo millennio a far sì che la famiglia sia il punto di partenza per lo sviluppo e l’evoluzione della società futura.

di Elena

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