Etsuro Sotoo incontra gli studenti

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MARTEDI’ 3  MARZO 2009 – BARCELLONA – SAGRADA FAMIGLIA

FACCIATA DELLA NATIVITA’

 ETSURO SOTOO INCONTRA GLI STUDENTI

ETSURO SOTOO:

Magari voi avete una domanda.

Siamo davanti alla facciata della Natività che Gaudì ha cominciato a costruire nel 1892, 1893. La prima cosa che ha fatto sono le tartarughe. E’ importante  costruire come fanno le tartarughe, piano piano  ma senza pausa.

Gaudì non fa le sculture per una cosa, ma per tre cose: struttura, funzione e simbolismo

La simbologia delle tartaruga è piano piano, ma senza pausa. La funzione è quella di sostenere tutta la colonna, strutturalmente tutte le colonne hanno la funzione di far uscire l’acqua, di farla scendere  dalle grondaie alla bocca.

In tutta la facciata ci sono sempre queste tre cose, cioè funzionalità, struttura, simbolismo.

Adesso nel secolo XXI pensiamo di essere andati avanti, invece no. 

Gaudì è stato il primo uomo che è entrato nel secolo XXI. Noi non ce l’abbiamo fatta ad arrivare a Gaudì. Lui con una sola risposta rispondeva a tre domande o ancora più. Noi facciamo fatica a rispondere ad una cosa. Noi abbiamo in mente sempre di specializzarci in un campo soltanto. Tutti pensiamo che siano cose diverse, a me piace la letteratura, a te la matematica, a te il computer. Ognuno ha i suoi interessi che non c’entrano nulla gli uni con gli altri. La musica e la matematica non c’entrano niente l’una con l’altra. Non è così! Il fondatore della matematica ha cominciato dalla musica. Gaudì la prima cosa che ha fatto è fare una scuola per i ragazzi, una scuola per studiare: lo scopo era che i ragazzi potevano giocare con il fango, ballare, cantare e nello stesso tempo fare la  matematica insieme alla musica e alla ginnastica.

Non dovete guardare le cose solo in profondo, ma  vedere anche come stanno di traverso.

Spero che la vostra visita oggi non sia solo per vedere la struttura o l’architettura, ma qualsiasi cosa che riguardi la vita.

Gaudì non è solo un genio dell’architettura, ma un genio del futuro.

Gaudì ha cominciato a venir qui nel 1892 a fare questa facciata che è stata finita da un giapponese nel 2000.

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L’angelo che vedete con l’arpa è tre metri di altezza. Quella che vedete è un’arpa senza corde, un’arpa senza corde non suona. La scultura è finita per me, non è finita per gli scultori. Quando voi vedete un Giotto, un Caravaggio voi pensate che sia già finito quello che è lì? Quel quadro o quella scultura pensate che sia finita?  No, chi finisce quel quadro o quella scultura? Noi! Senza noi l’arte, la scultura, la musica, qualsiasi cosa non esiste, non ha senso. L’arte è quello che nasce dentro il cuore di colui che la guarda. Questa è l’arte. Siete voi stessi a mettere le corde in quell’arpa, le corde del vostro cuore. L’unica cosa che io faccio è mettere la mano in modo che sembrino esserci delle corde. Ma siete  voi a sentire la musica uscire da quell’arpa quando la vedete. Gaudì fa tutto questo perché ogni mattina che veniamo qui capiamo una cosa nuova

Per questo diciamo che questo tempio è vivo, che è un catechismo vivo.  

Se noi ci guardiamo intorno vediamo tutte le cose, vediamo gli uccelli, gli  alberi, la frutta, gli uomini, voi. Ma noi non ce la facciamo a vedere tutto, c’è sempre qualcosa che non riusciamo a vedere.

Anche voi ascoltate le stesse cose dalla mia bocca, ma non tutti ascoltate tutto ciò che io dico nella stessa forma.

Questa imperfezione è buona. Per questo portiamo avanti le cose, per questo stiamo in piedi. Ma se non guardi bene, non è che non vedi la cosa che vede l’altro, se non  guardi bene peggio.  

Uno si deve impegnare. Come possiamo impegnarci? Con l’amore.  Senza amore non nasce niente. Questa opera è molto importante ma senza il vostro cuore non serve a nulla.  

Siete voi più importanti. Questo tempio lo facciamo per costruire voi.

Gaudì costruiva il tempio ma in verità era il tempio a costruire lui. Aspettiamo che in qualche giorno del futuro voi diventiate ancora più grandi grazie a questo tempio.

La solita domanda: quando sarà finita l’opera? Quando voi sarete perfetti nel guardare.  

DOMANDA: perché si è fatto cristiano?

ETSURO SOTOO: Il mio lavoro è fare lo scultore. Io guardavo Gaudì per imparare ad essere uno scultore, perchè la virtù di un giapponese è terminare il proprio lavoro. Ma guardando Gaudì non trovavo ciò che stavo cercando. Mi sentivo sempre più lontano, decisi allora di non guardare Gaudì. Dove guardare allora? La cosa che ho fatto è stata allora non guardare Gaudì, ma guardare dove guardava Gaudì. Questo è il mio lavoro, tentare di guardare dove guardava Gaudì. Se hai degli amici, dei genitori, delle persone che ami non basta guardare a loro, devi guardare dove guardano loro

L’amore non consiste nel guardare l’altro, ma nel guardare dove guarda l’altro.

DOMANDA: lei ogni mattina viene qui?

ETSURO SOTOO: sì alle sette e mezza.

DOMANDA: Che cosa vuol dire per lei ogni mattina venire alla Sagrada?

ETSURO SOTOO: Entrare in casa mia. Prima di essere battezzato sentivo di entrare in casa d’altri, ora sono in casa mia.

DOMANDA: La ringraziamo tanto, ci metteremo il nostro cuore a guardare la Sagrada.

ETSURO  SOTOO: Questa è casa vostra.

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