Geordie

Homo Faber – Omaggio a Fabrizio De André

Recital didattico di Luigi Gaudio

 Geordie (1966)

A testimonianza del legame di Fabrizio con la cultura popolare, c’è la versione italiana di “Geordie” una ballata popolare inglese del settecento, che racconta la storia vera di un uomo accusato di furto e condannato all’ impiccagione, di cui forse conoscerete la versione “house” di Gabry Ponte. “Geordie”

Abbiamo detto chi sono quelli che stanno a cuore a Fabrizio, gli emarginati, i poveracci, gli impiccati, appunto, ma non abbiamo detto chi invece sta dall’altra parte: il potente che non ammette lo sgarbo, che non ha pietà, che non si commuove neanche quando c’è di mezzo l’amore, il sentimento, altrimenti il suo potere potrebbe essere messo in discussione. Se un bracconiere ruba dei cervi nei boschi del re questo deve essere punito nel modo più severo (magari fosse stata la tenuta di un altro signore poteva scamparla, ma del re proprio no). Per De André solo i coglioni possono credere che ci siano poteri buoni. Questa ballata non è di De André, ma è cantata e tradotta da De André, in quanto loriginale è britannico e risale al XVI secolo.

Geordie

Uomo
Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d’amore,
piangeva per il suo Geordie.

Donna
Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Uomo
Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie

Donna
Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Insieme
Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent’anni ancora
cadrà l’inverno anche sopra il suo viso,

Uomo
potrete impiccarlo allora

Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.

Insieme
Cos’ lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re

Uomo
vendendoli per denaro.