Giuseppe Ungaretti

Sharing is caring!


Schema concettuale di Elisabetta

Nacque nel 1888 ad Alessandria d’Egitto, da genitori italiani, il padre morì poco dopo. Trasferitosi a Parigi studio alla Sorbona incontrando i maggiori poeti del tempo. Quando scoppiò la prima guerra mondiale, il poeta venne in Italia e si arruolò come volontario. Fra le trincee del Carso egli scrisse le sue celebri poesie dettate dall’esperienza terribile della guerra. Altri avvenimenti che influirono sulla sua poetica furono la morte del figlio Antonetto e la seconda guerra mondiale.[1]

Morì nel 1970 a Milano.

 

–          opere:

Di Ungaretti sono tipici i cosiddetti frammenti, componimenti brevissimi, in cui il poeta ferma le emozioni, nella loro essenzialità, come Soldati[2], in cui esprime la precarietà della vita; Mattina, in cui il poeta si abbandona nell’immensità luminosa della mattina.

 

Raccolta famosa è L’Allegria. Ricordiamo San Martino del Carso, teatro cruento della prima guerra mondiale ed in cui combatté Ungaretti. Il poeta di fronte ad un paesaggio così desolato, devastato, non può non pensare che il paese” più devastato è chi è sopravvissuto e rimasto solo non può che guardare impotente gli effetti dell’inutile guerra.                                                                     Veglia, il poeta passa la notte affianco un compagno morto, ma accanto all’atrocità della morte si fa più profondo listintivo attaccamento alla vita, che è quello che la guerra toglie.                                     Fratelli, ha come tema la solidarietà, la ricerca di alleanza per superare la guerra, scoprendo la fraternità degli uomini nella fragilità.

 

In Sono una creatura, da Vita di un uomo, il poeta paragona il suo animo desolato all’aridità di San Michele del Carso. In questo clima l’essere scampato alla morte si può scontare solo vivendo e soffrendo giorno per giorno.

 

Nel La madre, da Sentimento del tempo, il poeta immagina l’incontro con la madre nell’aldilà, che lo guiderà verso Dio. Il poeta prima della guerra era ateo, ma con l’esperienza vissuta sente di far parte di un disegno più grande.

 

–          ermetismo:

Ungaretti cerca di togliere alla parola il carattere comunicativo che aveva assunto, per conservare solo quello evocativo 


 


[1] Poesia e biografia legate tra loro

[2] Dà sempre il titolo alle sue poesie, esso diventa parte integrante della poesia

shares