Il temporale fatale


Virgilio, Eneide, IV, 160-172

di Carlo Zacco

Libro IV

 

Il temporale fatale (160-172)

 

Interea

caelum

incipit

misceri

magno murmure,

insequitur

nimbus

Intanto

il cielo

comincia

a turbarsi

con grande fragore,

segue immediatamente

un acquazzone

 

commixta grandine,

et comites Tyrii

passim

et Troiana iuventus

Dardaniusque nepos Veneris

petiere

misto a grandine,

e i compagni Tiri

qua e là

e i giovaniTroiani

e il Dardanio nipote di Venere

cercano

 

metu

tecta

diversa

per agros;

ruunt

de montibus

amnes.

Dido

et dux Troianus

con timore

ripari

diversi

per i campi;

precipitano

dai monti

i torrenti.

Didone

 e il capo Troiano

 

deveniunt

spel’uncam eandem.

Prima

et Tellus

et pronuba

Iuno

dant signum;

giungono

in una stessa caverna.

Per prime

e la Terra

e la pronuba

Giunone

danno il segnale;

 

fulsere ignes

et aether

conscius conubiis,

summoque vertice

ulularunt

Nymphae.

rifulsero le folgori

e letere

consapevole del connubio,

e dalle più alte vette

ululano

le Ninfe.

 

Ille

fuit primus

dies

leti

primusque

causa

malorum;

neque enim

Dido

movetur

Quel

fu il primo

giorno

di morte

e il primo

causa

di sventure;

né poi

Didone

di preoccupa

 

specie

famave,

nec meditatur

iam

amorem

furtivum:

coniugium vocat,

di apparenze

o di fama,

né pensa

ormai

a un amore

nascosto:

lo chiama connubio,

 

hoc nomine

praetexit culpam.

con questo nome

nasconde la colpa.