Il vero medioevo

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Renato FARINA
? Tutta un’altra storia (Le crociate di R. Scott)
tratto da Tracce. Litterae Communionis, anno XXXII, giugno 2005, p. 93-94.

Attesissimo nelle sale, l’ultimo film di Scott delude buona parte della critica. Tra interpretazioni e travisamenti, la verità storica dei fatti sparisce. Come pure quella del cristianesimo

Al centro del film di Ridley Scott «Le crociate» c’è l’eroica difesa di Gerusalemme. Il popolo cristiano, guidato da Baliano di Ibelin, pur inferiore di numero, blocca l’immenso esercito di Saladino, il quale concede ai nemici il salvacondotto per l’Europa. Siamo alla fine del dodicesimo secolo. Per chi ami l’epica da kolossal, questa parte d’azione e di masse combattenti vale il prezzo del biglietto. Le macchine da guerra leonardesche ideate dal geniale Baliano, l’idea forte di un’amicizia tra cavalieri pronti a morire per gl’innocenti, gli scontri all’arma bianca tra scimitarre e spadoni: uno spettacolo. Ma il resto Il resto è una tragedia, non nel senso greco, però. Una rovina della verità storica, ma soprattutto un guaio più profondo: un travisamento assoluto di ciò che il cristianesimo era allora ed è oggi.

Il cristianesimo medioevale
Per Scott, il cristianesimo vissuto a quel tempo era una specie di superstizione in mano a vescovi senza fede, una sequenza di anatemi insopportabili e assassini. La salvezza e il riscatto degli uomini, secondo la lezione che viene impartita da questo film, verrà dall’obbedienza agli eterni comandamenti. Siamo all’idea new age che a permettere il Regno di Dio in terra sarà l’ascolto dei nostri buoni sentimenti, il pesco in fiore, la fuga in paesaggi romantici. Insomma la redenzione per Scott viene dall’uomo stesso. E questa è la vera tragedia e la grande menzogna. Cristo si è incarnato appunto per redimere l’uomo incapace di costruire con le sue sole mani il bene. Proprio questo è l’inferno di tutte le utopie: l’istante di purezza si trasforma ben presto in pretesa di potere per realizzare un mondo giusto, da cui ogni sciagura. Per Scott, Gesù e Maometto sono profeti ormai assenti, entrambi volevano la pace ma poi sono arrivati i cattivi, specie i cristiani. Per avere un mondo buono si tratta di ascoltare le raccomandazioni dei profeti, abbattendo le varie strutture delle religioni. Dinanzi a questo sfondo ideologico, gli aggiustamenti o le vere e proprie falsità storiche passano in secondo piano, anche se sono funzionali alla tesi dell’autore. Le hanno bene messe in vista Marco Meschini, Alberto Leoni e Giorgio Rumi. Il cristianesimo medievale è falsamente visto come una pura somma di mali, e la civiltà da esso nata è considerata come una sorgente velenosa di miserie e cattiveria. Al confronto, Gerusalemme, rifatta dagli arabi è un sogno. Le figure dei sacerdoti e dei vescovi sono crudeli e nefaste. I cavalieri templari travisati fino a trasformarli in omicidi patentati. Al contrario Saladino è (giustamente) visto come sovrano equilibrato, dimenticando o giustificando però gli episodi di distruzione da lui messi in atto. Si nasconde che sono stati i musulmani a partire per conquistare il mondo, semmai quella cristiana fu una risposta, un modo per bloccare l’invasore il più lontano possibile dai propri confini.

La cavalleria
Nella trama del film però c’è qualcosa di bello e santo. Ad esempio il motivo per cui Baliano si aggrega ai crociati, tra cui c’è il padre, è vero e ben posto in luce: la richiesta di perdono. Aveva ucciso. Andare a Gerusalemme, presso il sepolcro vuoto, era il gesto di una mendicanza assoluta, il mettersi nelle mani della misericordia. Questo c’è ed è bellissimo. Come pure l’idea della difesa del popolo unito messa in campo da Baliano. Così pure la lealtà e il soccorso agli inermi. Ed anche la volontà di dialogo con i musulmani, non per motivi di potere, ma per una giusta convivenza. L’autore del film però tace e anzi nega l’origine di questi valori, quasi nascessero contro il cristianesimo. Invece – lo dicono gli storici, lo mostra l’evidenza di un’esperienza cristiana oggi – essi vengono su dal tronco del rapporto con Cristo. Non un Cristo filosofo o sapiente, ma la compagnia di Dio che rende più umana la vita. La cavalleria è nata così, da un’amicizia con Cristo. Purtroppo questo film sulle crociate risulta esso stesso una crociata, ma contro le radici cristiane dell’Europa. Le vuole svellere, ce le fa odiare. Come se la pace nel mondo e il vero progresso nascessero dalla rinuncia all’identità, dal rinnegamento della Chiesa. Non è così, lo sappiamo bene. La sola speranza in questo deserto è il Mistero di questa Presenza nella storia.

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