IMMANUEL KANT – Critica della ragion pura

LA CRITICA DELLA RAGION PURA
    Scopi e contenuti
» è un’analisi critica dei fondamenti del sapere, un’indagine sulle condizioni di validità della conoscenza,
   che ai tempi di Kant si articolava in scienza e metafisica
» scienza » appare a Kant e ai suoi contemporanei come un sapere fondato e in continuo progresso
               » la validità della matematica e della fisica è presa da Kant come dato di fatto, evidente
               » è universale (2+2 = 4 per tutti gli uomini) e necessaria (2+2 non può fare nient’altro che 4)
» metafisica » non è una conoscenza certa perché pretende di poter procedere oltre l’esperienza
                    » si deve dubitare sulla metafisica, perché in passato si è detto tutto e il contrario di tutto
» domande fondamentali che Kant si pone
1.      come è possibile la matematica pura? » si tratta di giustificare una situazione di fatto
» indaga le condizioni per cui possiamo chiamare la matematica e la fisica scienze, se sono valide
   anche per la metafisica allora anche la metafisica è una scienza
2.      come è possibile la fisica pura? » si tratta di giustificare una situazione di fatto
3.      come è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?
4.      è possibile la metafisica come scienza?
» si tratta di scoprire “se” (e non “come”) esistano condizioni tali da legittimare le sue pretese di
   porsi come scienza, oppure se è definitivamente non scientifica
Poiché queste scienze [la matematica e la fisica] sono effettivamente date, conviene di certo domandarsi come siano possibili; infatti, che esse siano possibili è dimostrato dalla loro realtà. Quanto alla metafisica, il suo cattivo andamento fino ad oggi, unito al fatto che nessuna delle metafisiche fin qui offerte si può dire che realmente sussista rispetto al suo scopo essenziale, fa dubitare chiunque, a ragione, della sua possibilità.
Tuttavia, anche questa specie di conoscenzadeve in un certo senso esser considerata come data, e la metafisica, anche se non come scienza, è tuttavia reale come disposizione naturale.
    Scetticismo scientifico e scetticismo metafisico
» Hume aveva minato i fondamenti della metafisica e anche della scienza
» per questo Kant ha la necessità di un riesame globale della struttura della validità della conoscenza
» respinge lo scetticismo scientifico di Hume » il valore della scienza (matematica e fisica) è indubitabile
» condivide lo scetticismo metafisico » Hume vede nella metafisica una semplice illusione di conoscere
                                                                razionalmente ciò che in realtà ci proviene dall’esperienza
                                                            » Kant le riconosce una certa nobiltà e importanza
» metafisica » è un anelito perenne, una disposizione naturale che porta l’uomo a trascendere l’orizzonte
                        del verificabile («La ragione umana […] è perpetuamente sospinta da un proprio bisogno
                        verso quei problemi che non possono in nessun modo essere risolti da un uso empirico della
                        ragione […] così in tutti gli uomini una qualche metafisica è sempre esistita e sempre esisterà»)
    Metodo per arrivare a delle risposte
» parte dall’analisi di quelle discipline la cui scientificità è indubitabile (matematica e fisica)
» una volta individuato il fondamento di queste discipline, si può verificare se anche la metafisica ne
   condivide le stesse basi o meno
    Punto di partenza = l’eredità di Hume (scetticismo)
» gli riconosce il merito di averlo svegliato dal «sonno dogmatico» mostrando che il principio di causalità
   (fondamento della conoscenza umana) non ha alcuna base oggettiva, essendo soggettivo
» critica del principio di causalità: la relazione tra causa-effetto non può mai essere conosciuta a priori,
   (con un puro ragionamento) ma solo a posteriori (per esperienza) » è una credenza fondata sull’abitudine
» proposizioni della matematica » esprimono relazioni tra idee, quindi sono universali e necessarie
                                                    » però non accrescono la nostra conoscenza perché il predicato esprime
                                                       quanto già contenuto nel soggetto (è una scienza infeconda)
» proposizioni della fisica » riguardano materie di fatto » accrescono la nostra conoscenza (feconde)
                                       » però si fondano sul principio di causalità, quindi sono probabili e incerte
» quindi » dove la scienza è certa è infeconda
             » dove la scienza è feconda, è incerta
» passaggio di Kant » vuole dimostrare che la conoscenza umana può essere universale e necessaria (certa)
                                    ma nello stesso tempo accresce la conoscenza (feconda) » ipotesi gnoseologica
benché ogni nostra conoscenza cominci conl’esperienza, da ciò non segue che essa derivi interamente dall’esperienza.                                                 (Critica della ragion pura, B 1)
    I principi immutabili della scienza: i giudizi sintetici a priori
» pur derivando dall’esperienza, la scienza presuppone alla propria base dei principi immutabili
» questi principi immutabili sono chiamati da Kant «giudizi sintetici a priori»
1.      giudizi » perché consistono nel connettere un predicato con il soggetto = pensare
2.      sintetici » perché il predicato aggiunge informazioni nuove rispetto al soggetto = fecondi
3.      a priori » perché essendo universali e necessari, non possono derivare dall’esperienza (che non
                      garantisce una validità nel futuro, ma un’attestazione del passato e del presente)
» per Kant i principi della scienza sono allo stesso momento universali-necessari e fecondi
» giudizi analitici a priori » sono universali e necessari (a priori) ma infecondi (analitici)
                                          » il predicato non fa che esplicitare quanto è già implicitamente contenuto nel
                                             soggetto con un processo di analisi basato sul principio di non-contraddizione
                                          » es: i corpi sono estesi
                                          Â» concezione razionalistica della scienza: parte dalle idee innate a priori per
                                             costituire la conoscenza (Cartesio)
» giudizi sintetici a posteriori » sono fecondi (sintetici) ma particolari e non necessari (a posteriori)
                                                » il predicato aggiunge qualcosa di nuovo al soggetto grazie a un’esperienza,
                                                   che nello stesso tempo li limita perché poggiano su qualcosa di soggettivo
                                                » es: i corpi sono pesanti
                                                » concezione empiristica della scienza: fonda il sapere solo sull’esperienza
» scienza (per Kant) = esperienza + giudizi sintetici a priori
                                 » contro razionalismo » per Kant la scienza deriva dall’esperienza
                                 » contro empirismo » alla base dell’esperienza ci sono principi inderivabili da essa
                                 Â» questa concezione della scienza viene definita «criticistica»
                                 » la spina dorsale della scienza sono i giudizi sintetici a priori, cioè sono l’elemento
                                    che conferisce stabilità e universalità, senza di essi la scienza brancolerebbe nel
                                    relativismo, non potrebbe sussistere, incerta che la validità del presente rimanga
                                 » ogni volta che faccio esperienza di qualcosa il mio bagaglio di conoscenza si
                                    arricchisce » per Hume nessuna esperienza vale anche per il futuro, ha valore
» errore di Hume » non aver colto la differenza tra giudizi sintetici a priori e il principio di causalità
                            » matematica è certa ma infeconda, fisica è feconda ma particolare e non universale
                            » la conoscenza non deriva solo dall’esperienza
» problema di Kant » spiegare la provenienza dei giudizi sintetici a priori
    La conoscenza come sintesi di materia e forma
» punto di partenza per rispondere » formulazione della sua ipotesi gnoseologica di fondo
                                                        » elaborazione di una nuova teoria della conoscenza
»la conoscenza è intesa come una sintesi di materia e di forma
» materia » è la molteplicità caotica e mutevole delle impressioni sensibili che provengono dall’esperienza
                » costituisce l’elemento empiristico a priori
» forma » è l’insieme delle modalità fisse attraverso cui la mente umana ordina le impressioni (non è
                 l’abitudine che unifica le impressioni, come per Hume) » le forme sono universali e a priori
» impressione » passiva perché è il soggetto riceve qualcosa d’altro da sé
                       » attiva perché la mente filtra i dati empirici attraverso forme che sono innate
» innatismo kantiano » diverso da quello della tradizione (Platone) perché giudizi sintetici a priori non
                                     sono ciò che si conosce, ma ciò attraverso cui si conosce
                                  Â» Platone: l’uomo ha in sé la conoscenza di tutto attraverso le idee, le sensazioni e
                                     l’esperienza non fanno che risvegliare la conoscenza già contenute nella mente
                                 » per Kant l’oggetto della conoscenza è fornito dall’esperienza (la materia)
» esempio » le forme a priori sono come delle lenti colorate attraverso cui l’uomo guarda la realtà
                 » la mente è simile a un computer che elabora la molteplicità dei dati forniti dall’esterno
                   utilizzando una serie di programmi interni fissi; non ho già contenuta nel computer la
                   parola che devo scrivere (idee platoniche) ma digito una lettera e il programma la scrive
                » la massa è come l’enorme mole dell’acqua del lago; essa fluisce necessariamente per canali
                     preesistenti, che rappresentano le forme; l’acqua non può passare per altri fossi
    La “rivoluzione copernicana”: l’oggettività nel soggetto
» Kant sposta il criterio di oggettività della conoscenza dall’oggetto al soggetto
» come Copernico spostò il centro di gravità dalla Terra al Sole
» tradizione filosofica precedente (scolastica)
1.      predicava l’adeguatio rei intellecto, cioè la convinzione per cui è la mente che si adegua passivamente alla realtà » adeguamento dell’intelletto alle forme della realtà
2.      l’oggettività della realtà è nell’oggetto stesso, in particolare nella forma dell’oggetto
3.      conoscenza = intelletto + realtà
» Kant » è la realtà che si modella sulle forme a priori dell’intelletto umano attraverso cui viene percepita
            » l’oggettività è nelle forme a priori dell’intelletto umano » nuovo concetto di ragione: l’uomo
               costituisce l’oggettività della realtà (l’uomo al centro)
            » conoscenza = materia + forme
            » anche Cartesio nega l’oggettività della realtà ponendo al centro l’intelletto umano, ma introduce
               Dio come garante della certezza, dell’oggettività della realtà, Kant lo nega
            Â» Kant il padre della concezione per cui l’oggettivo è ciò che io dico sulla realtà (Cartesio nonno)
    Fenomeno e noumero
» fenomeno » è la realtà quale ci appare tramite le forme a priori
                    » non è un’apparenza illusoria, perché è un oggetto reale
                    » è però reale solo nel rapporto con il soggetto conoscente: la sua oggettività consiste nel fatto
                       di valere allo stesso modo per tutti gli intelletti strutturati come quello umano
                    » non è la realtà empirica perché è il costrutto dell’intelletto umano
                    » è tutto ciò che può essere conosciuto dall’uomo
» noumero » è la cosa in sé, l’essenza, esiste indipendentemente dal soggetto e dalle forme 
                     a priori, è una “xsconosciuta” perché l’uomo non ne può fare esperienza
                  » origina le sensazioni » devo postularne l’esistenza altrimenti non ci sarebbe il fenomeno
                  » deve presupporre il noumero perché altrimenti la realtà sarebbe interamente un costrutto, un
                     prodotto dell’intelletto umano » la realtà è composta anche da qualcosa d’altro dall’uomo
                  » posso accedere al noumero solo per via morale, non per via razionale
                  » non possiamo dimostrarne l’esistenza per via razionale » ricade nel problema metafisico
    Le facoltà della conoscenza
» ogni nostra conoscenza deriva dai sensi, passa per l’intelletto, e infine viene elaborata dalla ragione
» sensibilità » facoltà con cui gli oggetti sono dati intuitivamente attraverso i sensi e tramite le forme a
                       priori dello spazio e del tempo
» intelletto » (senso stretto) è la facoltà per cui pensiamo i dati sensibili tramite concetti puri o le categorie
» ragione » (in senso stretto) facoltà attraverso cui, procedendo altre l’esperienza, cerchiamo di spiegare
                   globalmente la realtà mediante le idee di anima, mondo e Dio
                » talvolta Kant unifica intelletto e ragione, passando così da una tripartizione a una bipartizione
                » ragione viene intesa in due modi » senso lato = facoltà conoscitiva in generale
                                                                        » senso stretto = facoltà dell’intelletto
    Divisione della critica della ragion pura
» titolo dell’opera » esame critico generale della validità e dei limiti della ragione umana in virtù dei suoi
                                 elementi a priori (puri) » analisi delle possibilità conoscitive dell’uomo
                              » davanti al tribunale della critica, la ragione appare nello stesso tempo come giudice 
                                 ed imputato (il genitivo è insieme soggettivo e oggettivo)
                              » la ragione è l’argomento di critica e ciò che mette in atto la critica
    Concetto kantiano di “trascendentale”
» terminologia scolastica del Medioevo » denomina le proprietà universali comuni a tutte le cose
                                                                » proprietà che trascendono per generalità le categorie aristoteliche
» Kant » i trascendentali sono lo studio filosofico dei giudizi sintetici a priori, non i giudizi stessi
            » non esprime una proprietà ontologica, ma una condizione gnoseologica
            » gnoseologica nel senso che rende possibile la conoscenza della realtà fenomenica
            » non significa qualcosa che oltrepassa ogni esperienza, bensì che la precede
Estetica trascendentale
    Lo spazio e il tempo
» la sensibilità è » “ricettiva” » non genera propri contenuti ma li accoglie per “intuizione” dalla realtà
                                                   esterna o dall’esperienza interna
                           » attiva » in quanto organizza il materiale delle sensazioni (intuizioni empiriche) tramite
                                            lo spazio e il tempo, che sono forme a priori (intuizioni pure) della sensibilità
» spazio » è la forma del senso esterno, rappresentazione a priori necessaria che sta al fondamento delle
                 intuizioni esterne e del disporsi delle cose l’una accanto all’altra
» tempo » è la forma del senso interno, rappresentazione a priori che sta al fondamento degli stati interni e
                 del loro disporsi l’uno dopo l’altro, secondo un ordine di successione
              » si configura indirettamente anche come forma del senso esterno perché è solo attraverso il senso
                 interno che ci giungono i dati del senso esterno
              » se non ogni cosa è nello spazio (sentimenti) ogni cosa è però nel tempo
» Kant giustifica l’apriorità dello spazio e del tempo in due modi
1.      nell’esposizione metafisica » con argomenti teorici generali
2.      nell’esposizione trascendentale » con argomenti tratti dalla considerazione delle scienze matematiche
    Esposizione metafisica
» confuta
1.      visione empiristica (Locke): lo spazio e il tempo sono nozioni tratte dall’esperienza
» spazio/tempo non possono derivare dall’esperienza perché per fare un’esperienza qualsiasi 
   dobbiamo già presupporre le rappresentazioni originarie di spazio e tempo
2.      visione oggettivistica (Newton): lo spazio e il tempo come entità a sé stanti o recipienti vuoti
» se fossero dei recipienti vuoti dovrebbero continuare a esistere anche nell’ipotesi che in essi non vi
   fossero oggetti » come concepire qualcosa che senza un oggetto reale sarebbe reale?
» spazio e tempo sono quadri mentali a priori entro cui connettiamo i dati fenomenici
» pur essendo ideali e soggettivi sono reali e oggettivi » per questo di parla di idealità trascendentale  
   (diversa da quella di Platone perché è “trascendentale”, cioè a priori) e realtà empirica
3.      visione concettualistica (Leibniz): lo spazio e il tempo sono concetti che esprimono rapporti fra cose
» non possono essere considerati come dei concetti, perché hanno una natura intuitiva e non
   discorsiva » non astraiamo il concetto di spazio dalla constatazione dei vari spazi
» intuiamo i vari spazi come parti di un unico spazio, presupponendo così la rappresentazione
   originaria di spazio, che risulta quindi un’intuizione pura a priori
» vicinanza con Newton » rifiuta che spazio e tempo siano entità ontologiche, ma assume la concezione
                                           che essi siano coordinate necessarie dei fenomeni
                                       » in questo modo diventano condizioni necessarie a priori per la conoscenza
                                       Â» non si può conoscere a prescindere dallo spazio e dal tempo
    Esposizione trascendentale
» giustifica l’apriorità dello spazio e tempo anche con considerazioni epistemologiche sulla matematica
» geometria e aritmetica » scienze sintetiche a priori per eccellenza
» sintetiche » perché ampliano le conoscenze umane mediante costruzioni mentali (non analitiche)
                   » es: 2+3 = 5, questa proposizione è sintetica in quanto il risultato viene aggiunto alla
                      conoscenza tramite l’operazione somma
» a priori » in quanto i teoremi geometrici e aritmetici valgono indipendentemente dall’esperienza
                » per Cartesio no: aveva ipotizzato l’esistenza del dio malvagio che lo inganna anche sulla mate
» domande » perché le matematiche allora valgono anche per la natura se sono delle costruzioni mentali?    
                   » Perché addirittura attraverso essa possiamo fissare anticipatamente delle proprietà naturali?
                   » che cosa consente questa coincidenza su cui la fisica fa leva?