L’inizio del regno di Romolo

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Livio, Ab urbe condita, I, 6

traduzione interlineare di Carlo Zacco

Ab urbe condita

 

L’inizio del regno di Romolo

 

[6]

Numitor

inter primum tumultum,

dictitans

hostes

invasisse

urbem,

 

 

 

Numitore

all’inizio del tumulto,

sparsa la voce

che i nemici

avevano invaso

la città,

 

 

 

atque adortos

regiam,

cum avocasset

pubem Albanam

in praesidio

arcem

que obtinendam

e assalito

la reggia,

avendo chiamato

la gioventù albana

a presidiare

la rocca

e ad espugnarla

 

armis,

postquam vidit

iuvenes,

perpetrata caede,

pergere ad se

gratulantes,

extemplo

 

con le armi,

dopo che vide

i giovani,

a strage compiuta,

farglisi incontro

esultanti,

subito

 

 

advocato concilio

ostendit

scelera

fratris

in se,

originem nepotum,

ut essent geniti,

convocata l’assemblea

rivelò

i delitti

del fratello

contro di sé,

l’origine dei nipoti,

come erano st. gener.

 

ut educati,

ut cogniti,

deinceps

caedem tyranni

seque eius

auctorem.

 

 

educati,

riconosciuti,

e infine

l’uccisione del tiranno

e che di questa lui

era il responsabile.

 

 

 

Iuvenes

ingressi agmine

per mediam contionem

cum avum salutassent regem,

secuta

I giovani

entrati ordinatamente

nel bel mezzo dell’assem.

avendo salutato il nonno in qualità di re,

levatosi

 

vox consentiens

ex omni multitudine,

efficit ratum

regi

nomen

imperiumque.

un grido unanime

da tutta la folla,

convalidò

al re

il titolo

e il potere.

 

Ita

permissa

re [publica] Albana

Numitori,

Romulum Remumque

cupido cepit

E così

affidato

il governo di Alba

a Numitore,

Romolo e Rempo

furono presi dal desiderio

 

urbis condendae

in iis locis ubi

erant expositi

ubique educati.

Et

multitudo

Albanorum

 

di fondare una città

nei luoghi in cui

erano stati esposti

e allevati.

E

la popolazione

degli albani

 

 

Latinorumque

supererat;

ad id pastores quoque accesserant,

qui omnes

spem facerent

 

e dei latini

era in esubero;

ad essi si aggiunsero anche i pastori,

i quali, tutti,

nutrivano la speranza

 

 

Albam

facile

fore

parvam,

parvum Lavinium

prae ea urbe

quae conderetur.

 

che Alba

facilmente

sar. st.

piccola,

come pure Lavinio

risp. a quella città

che stavano fondando.

 

 

Intervenit deinde

his cogitationibus

malum avitum,

cupido regni,

atque inde

a principio

 

 

Intervenne da lì

tra questi progetti

un male ereditario,

la brama di potere,

e da lì

da un principio

 

 

 

satis miti,

coortum

foedum certamen.

Quoniam gemini essent

nec posset facere

verecundia

abbastanza mite,

nacque

una lotta indegna.

Poiché erano gemnelli

e non potevano consid.

il rispetto

 

aetatis

discrimen,

ut di,

tutelae quorum

essent

ea loca,

della primogenitura

come discrimine,

affinché gli dei,

sotto la tutela dei quali

erano

quei luoghi,

 

auguriis

legerent

qui

daret

nomen

novae urbi,

qui regeret imperio

 

tramite auspici

scegliessero

chi

avrebbe dato

il nome

alla nuova città,

chi avrebbe detenuto il potere

 

 

conditam,

capiunt

Palatium Romulus,

Remus Aventinum,

ad inaugurandum templa.

dopo la sua fondazione,

occupano

Romolo il Palatino,

Remo l’Aventino,

come luoghi per rendere gli auspici.

 

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