L’ Italia tra Ottocento e Novecento

dalla Storia contemporanea

di Carlo Zacco

L’Italia tra Ottocento e Novecento

Dalla Destra alla Sinistra storica

La Destra Storica. Durante i primi quindici anni dopo l’unificazione l’Italia fu governata dai partiti della cosiddetta Destra Storica, cui apparteneva lo stesso Cavour:

 – Politica economica. essi rappresentavano gli interessi dei proprietari terrieri, imprenditori e commercianti del Nord; la loro politica favor’ pertanto il libero scambio internazionale, che consentiva grandi guadagni provenienti dalle esportazioni.

 – Politica interna. La Destra affrontò alcuni importanti problemi:

1)     portò a termine l’unificazione con l’annessione di Roma e Veneto, ed estese le leggi piemontesi in tutto il paese;

2)     favor’ lo sviluppo economico e invest’ in infrastrutture (ferrovia);

3)     mise in ordine i conti

 – Problemi irrisolti. D’altro canto lasciò irrisolte molte importanti questioni:

1)     non attuò una riforma agraria che avrebbe potuto migliorare le condizioni del Sud;

2)     la percentuale di analfabeti restò ovunque altissima;

3)     per risanare i conti aumentò troppo le imposte indirette;

La Sinistra Storica. Per queste ragioni, alle elezioni del 1876 sal’ al governo la cosiddetta Sinistra Storica guidata da Agostino Depretis: un raggruppamento politico liberale costituito soprattutto da industriali del Nord e proprietari terrieri del Sud.

 – Politica economica. Attuarono una politica commerciale protezionista, introducendo dazi che aumentarono il prezzo dei prodotti importati. Ciò avvenne per due motivi:

1)     anche gli altri paesi stavano attuando politiche simili;

2)     per favorire lo sviluppo delle grandi industrie del Nord, ancora troppo deboli;

 – Politica sociale. Ma per favorire lo sviluppo dell’industria occorreva che una parte più ampia di popolazione potesse disporre di denaro sufficiente ad acquistarne i prodotti, fu cos’ che i governi di Sinistra attuarono importanti politiche sociali:

1)     Legge Coppino (1877): l’istruzione obbligatoria saliva da uno a tre anni;

2)     Legge elettorale (1882): estensione del diritto di voto di più di quattro volte (restavano escluse le donne e gli analfabeti);

3)     Abolizione della tassa sul macinato (1884): la più impopolare delle tasse, che faceva crescere il prezzo di pane e pasta, base dell’alimentazione italiana;

 – Politica estera. Dopo l’unità d’Italia per circa vent’anni gli italiani continuarono a considerarsi alleati di quei paesi che avevano favorito l’indipendenza e l’unificazione, cioè Francia e Gran Bretagna; l’Austria era considerata ancora nemico storico, anche perché continuava a possedere alcune regioni rivendicate dall’Italia, Trentino e Friuli. La Sinistra Storica cambiò direzione, e nel 1882 decise di aderire alla Triplice Alleanza insieme a Germania e Austria. Il motivo di questo voltafaccia era la decisione di Depretis di partecipare alla cosiddetta «corsa alle colonie», ecco le tappe principali:

1)     1881. La Francia occupa la Tunisia, obiettivo delle conquiste italiane, per questo Depretis scelse di allearsi con la Germania, nemica della Francia,

2)     1885. Le truppe italiane conquistano Massaua, Eritrea, e puntano in Etiopia;

3)     1887. Gli italiani vengono sconfitti a Dogali, in Etiopia.

Audio Lezioni di Storia moderna e contemporanea del prof. Gaudio

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