La Ballata del Cerutti

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La ballata del Cerutti

Gaber parla così di se stesso agli esordi: “il chitarrista di Celentano divenuto cantante solo perché lui arrivava in ritardo e l’orchestra aveva bisogno di una voce con cui provare”. È da qui che nasce una folgorante carriera che lo porterà anche a partecipare a festival, a vendere migliaia di dischi, e a condurre varietà e show televisivi di grande successo lungo tutti gli anni sessanta.

Gaber in quegli anni non scrive solo testi commerciali, di successo, ma anche canzoni piene di poesia, aperte però sulla realtà, che gettano una luce sul mondo dei giovani squattrinati della Milano di periferia, come “La ballata del Cerutti”. Si può trovare qui un’analogia con gli odierni rapper metropolitani. Il Cerutti è il balordo che ruba una lambretta e che poi va in galera e con il condono (oggi si direbbe) con un indulto, esce, segno di un disagio giovanile che incomincia a serpeggiare nella Milano, la grande città industriale in ascesa negli anni sessanta

La ballata del Cerutti (Gaber)

Io ho sentito molte ballate

quella di Tom Dooley

quella di Davy Crocket

e sarebbe piaciuto anche a me

scriverne una così

invece invece niente

ho fatto una ballata

per uno che sta a Milano

al Giambellino

il Cerutti Cerutti Gino

Il suo nome era

Cerutti Gino

ma lo chiamavan drago

gli amici al bar del Giambellino

dicevan che era un mago

vent’anni biondo mai una lira

per non passare guai

fiutava intorno che aria tira

e non sgobbava mai

il suo nome era

Cerutti Gino

ma lo chiamavan drago

gli amici al bar del Giambellino

dicevan che era un mago

una sera in una strada scura

occhio c’e’ una lambretta

fingendo di non aver paura

il Cerutti monta in fretta

ma che rogna nera quella sera

qualcuno vede e chiama

veloce arriva la pantera

e lo vede la madama

il suo nome era

Cerutti Gino

ma lo chiamavan drago

gli amici al bar del Giambellino

dicevan che era un mago

ora è triste e un poco manomesso

si trova al terzo raggio

e’ lì che attende il suo processo

forse vien fuori a Maggio

s’e’ beccato un bel tre mesi il Gino

ma il giudice è stato buono

gli ha fatto un lungo verborino

è uscito col condono

il suo nome era

Cerutti Gino

ma lo chiamavan drago

gli amici al bar del Giambellino

dicevan che era un mago

è tornato al bar Cerutti Gino

e gli amici nel futuro

quando parleran del Gino

diran che è un tipo duro

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