La battaglia di Pistoia

Sallustio, Bellum Catilinae, capitoli 58-61

di Carlo Zacco

De Catilinae coniuratione

La battaglia di Pistoia 

[58]

1

Ego

habeo

compertum,

milites,

verba

non addere

virtutem

 

 

Io

ho

come cosa risaputa,

o soldati,

che le parole

non accrescono

la virtù

 

neque exercitum

fieri

strenuum

ex ignavo

neque fortem

ex timido

oratione imperatoris:

né che  un esercito

è reso

valoroso

da fiacco

né forte

da timoroso

per il disc. del comand:

 

2

quanta

audacia

inest

animo

cuiusque

natura

aut moribus,

tanta

 

quanta

audacia

vi è

nell’animo

di ciascuno

per natura

o per abitudine,

tanta

patere solet

in bello.

Quem

neque gloria

neque pericula

excitant,

nequiquam

suole manifestarsi

in guerra.

Quello che

né la gloria

né i pericolo

destano,

invano

hortere:

timor animi

officit

auribus.

3

Sed ego vos advocavi

quo

 

si esorta:

il timore dell’animo

si frappone

alle orecchie.

 

Ma io vi ho convocati

per

 

monerem

pauca,

simul

uti aperirem

causam

mei consili.

avvertirvi

di poche cose

e allo st.tempo

per palesarvi

il motivo

della mia decisione.

4

Scitis equidem,

milites,

quantam

cladem

attulerit

socordia

atque ignavia

 

Sapete certamente,

o soldati,

che grande

rovina

abbia portato

la stupidità

e la viltà

Lentuli

ipsi

nobisque,

quoque modo,

dum opperior

praesidia

ex urbe,

 

 

di Lentulo

a lui stesso

e a noi,

e in che modo,

mentre attendevo

aiuti

dalla città,

 

 

nequiverim

proficisci

in Galliam.

5

Nunc vero

quo loco res nostrae sint,

 

 

non abbia potuto

recarmi

in Gallia.

 

Ma ora

quale sia la nostra situazione,

 

 

omnes intellegitis

iuxta mecum.

6

Duo exercitus

hostium,

obstant

 

 

tutti lo capite

allo st. modo di me.

 

Due eserciti

di nemici

ci stanno davanti

 

 

unus ab urbe,

alter a Gallia;

egestas

frumenti

atque aliarum rerum

prohibet

uno da Roma,

l’altro dalla  Gallia;

la carenza

di frumento

e di altre cose

ci impedisce

esse

diutius

in his locis,

si animus ferat maxume.

7

Quocumque

 

di stare

più a lungo

in questi luoghi,

anche s e la morale ce lo consentisse.

 

Ovunque

 

ire placet,

iter ferro aperiundum est.

8

Quapropter

vos moneo,

uti sitis

 

 

volessimo andare,

dobbiamo farci strada col ferro.

 

Per questo motivo

vi esorto,

ad essere

 

 

animo forti

atque parato

et,

cum proelium inibitis,

memineritis

vos portare

 

 

d’animo forte

e preparato

e,

quando vi getterete in battaglia,

vi ricordiate

che portate

 

 

in dextris vostris

divitias,

decus,

gloriam,

praeterea

libertatem

atque patriam.

nelle vostre mani

la ricchezza,

l’onore,

la gloria,

e inoltre

la libertà

e la patria.

9

Si vincimus,

omnia

erunt

tuta

nobis:

commeatus abunde,

municipia

 

 

Se vinciamo

tutte le cose

saranno

sicure

per noi:

viveri in abbondanza,

municipi

 

atque coloniae

patebunt;

10

si cesserimus

metu,

eadem illa

advorsa fient,

e colonie

saranno aperti;

 

se avremo ceduto

per la paura,

quelle st. cose

saranno ostili

neque quisquam locus

neque amicus

teget

quem

arma

non texerint.

 

né alcun luogo

né amico

proteggerà,

colui che

le armi

non avranno protetto.

 

11

Praeterea,

milites,

eadem

necessitudo

non inpendet

nobis et illis:

nos certamus

 

 

 

Inoltre,

soldati,

la stessa

necessità

 non incombe

su noi e loro:

noi combattiamo

 

 

pro patria,

pro libertate,

pro vita,

illis

est supervacaneum

pugnare

pro potentia

per la patria,

per la libertà,

per la vita,

le loro

è cosa superflua

combattere

per il potere

paucorum.

12

Quo

aggredimini

audacius

memores

pristinae virtutis!

di pochi.

 

Per questo

assaliteli

più audacemente

memori

della virtù originaria!

13

Licuit

vobis

aetatem agere

in exsilio

cum summa turpitudine,

 

 

Sarebbe stato possibile

per voi

passareil tempo

in esilio

con grandissima onta,

 

nonnulli,

amissis bonis,

potuistis

exspectare

Romae

alienas opes:

14

quia

 

alcuni di voi,

persi i beni,

avreste potuto

aspettare

a Roma

 l’aiuto altrui:

 

ma poiché

 

illa

videbantur

foeda atque intoleranda

viris,

decrevistis

sequi

haec.

quelle

sembravano

ignobili e intollerabili

ai veri uomini,

avete deciso

di seguire

queste.

15

Si voltis

relinquere

haec

audacia opus est;

nemo

mutavit

bellum

 

Se volete

lasciare

queste

c’è bisogno di audacia;

nessuno

ha mai cambiato

la guerra

pace

nisi victor.

16

Nam

sperare

salutem

in fuga,

cum avorteris

con la pace

se non il vincitore.

 

Infatti

sperare

la salvezza

nella fuga,

quando si siano voltate

arma

quibus

corpus tegitur,

ab hostibus,

ea vero

dementia est.

 

 

le armi

con le quali

il corpo si protegge,

via dai nemici,

quella veramente

è follia.

 

 

17

Semper

in proelio

periculum

est

maxumum

iis, qui maxume timent;

audacia

 

Sempre

in guerra

il pericolo

è

massimo

in coloro che temono di più;

l’audacia

habetur

pro muro.

18

Cum vos considero,

milites,

et cum aestumo facta vostra,

si ha

come una muraglia.

 

Quando considero voi,

o soldati,

e quando valuto le vostre azioni,

magna

spes

victoriae

me tenet.

19

Animus,

aetas,

virtus vostra

me hortantur,

 

grande

speranza

di vittoria

mi tiene.

 

Lanimo,

l’età,

la vostra virtù

mi esortano,

 

praeterea

necessitudo,

quae

facit fortis

etiam

timidos.

20

Nam

angustiae loci

 

e inoltre

la necessità,

che

rende forti

anche

i timidi.

 

Infatti

le ristrettezze del luogo

 

prohibent

ne

multitudo hostium

queat

circumvenire,

21

Quod si

fortuna

 

 

impediscono

che

la massa di nemici

possa

venirci intorno.

Che se

la fortuna

inviderit

virtuti vostrae,

cavete

amittatis animam

inulti

neu,

capiti,

sarà avverso

al vostro valore,

fate in modo di non

perdere la vita

invendicati

né,

catturati,

trucidemini

sicuti pecora

potius quam

relinquatis,

virorum more pugnantes

victoriam

 

essere trucidati

come bestie

piuttosto che

lasciare,

combattendo da veri uomini

la vittoria

 

cruentam atque luctuosam

hostibus!

cruenta e dolorosa

ai nemici!

[59]

1

Haec ubi dixit,

paululum conmoratus

iubet

signa canere

 

 

Come disse queste cose,

dopo essersi trattenuto un poco

ordina

che suonino i segnali

atque deducit

ordines

instructos

in locum

aequum.

Dein,

remotis

equis

e fece scendere

le schiere

ordinate

in luogo

pianeggiante.

Quindi,

rimossi

i cavalli

omnium,

quo

militibus esset

ampl’ior

animus

exaequato periculo,

pedes ipse

di tutti,

affinché

i soldati avessero

maggior

coraggio

nel comune pericolo,

fante egli stesso

instruit

exercitum

pro loco

atque copiis.

2

Nam

uti

planities

erat

dispose

l’esercito

in base al luogo

e alle truppe.

 

Infatti

siccome

la pianura

era

inter montis

sinistros

et rupe aspera

ab dextra,

constituit

octo cohortis

in fronte,

tra i monti

a sinistra

e a mo di aspra rupe

da destra,

dispose

otto coorti

di fronte,

conlocat

signa

reliquarum

artius

in subsidio.

3

Ab iis

subducit,

colloca

le insegne

delle restanti [coorti]

più serrate

come riserva.

 

Da questi

sottrasse,

in primam aciem,

omnis centuriones,

lectos et evocatos,

praeterea

[mettendoli] in prima schiera,

tutti i centurioni,

scelti e chiamati [in servizio],

e inoltre

quemque armatum optumum

ex gregariis militibus.

iubet

C. Manlium

curare

in dextra,

tutti i meglio equipaggiati

tra i comuni soldati.

Ordina

a C. Manl’io

di comandare

la destra,

Faesulanum quendam

in sinistra parte.

Ipse

cum libertis

et colonis

adsistit

a uno di fiesole

la parte sinistra.

Egli stesso

coi liberti

e i coloni

si collocò

propter aquilam,

quam

dicebatur

habuisse

C. Marius

in exercitu

bello Cimbrico.

presso laquila,

che

si diceva

averla posseduta

Mario

nell’esercito

nella guerra Cimbr.

4

At

ex altera parte

C. Antonius,

quod

aeger

pedibus,

nequibat

 

 

Intanto

dall’altra parte

C. Antonio,

poiché,

essendo malato

di gotta,

non poteva

adesse

proelio,

permittit

exercitum

M. Petreio

legato.

5

Ille

 

partecipare

alla guerra,

affidò

l’esercito

a M. Petreio

come luogotenente.

 

Questi

 

locat

in fronte

cohortis veteranas,

quas conscripserat

tumultus causa,

post eas

 

colloca

di fronte

le coorti veteran,

che aveva arruolato

a causa dei tumulti,

dopo queste

 

ceterum exercitum

in subsidiis.

Ipse

equo circumiens

appellat unumquemque

 

il rimanente esercito

in riserva.

Egli stesso

andando intorno a cavallo

chiama ciascuno

 

nominans,

hortatur,

rogat

ut meminerint

se certare

contra latrones inermis

per nome,

li esorta,

chiede loro

di ricordarsi

che stanno combattendo

contro dei latri inermi

pro patria,

pro liberis,

pro aris

atque focis suis.

6

Homo militaris,

quod

fuerat

per la patria,

per i figli,

per gli altari

e i loro focolari.

 

Uomo darmi,

poiché

era stato

in exercitu

amplius annos triginta

tribunus

aut praefectus

aut legatus

aut praetor

 

nell’esercito

più di trentanni

tribune

o prefetto

o luogotenente

o pretore

 

cum magna gloria,

noverat

pl’erosque ipsos

eorum

factaque fortia;

ea conmemorando

con grande gloria,

conosceva

la magg.pt. di loro

e le loro

imprese di valore;

ricordandole

accendebat

animos

militum.

 

accendeva

gli animi

dei soldati.

 

[60]

1

Sed

ubi,

omnibus rebus exploratis,

Petreius

dat

signum

tuba,

 

 

Ma

quando,

una volta esplorato tutto,

Petreio

diede

il segnale

con le trombe,

 

iubet

cohortis

incedere

paulatim;

idem

facit

hostium exercitus.

2

Postquam

 

ordinò

alle coorti

di avanzare

un poco;

lo stesso

fece

l’esercito nemico;

 

Dopo che

 

 

ventum est

eo

unde

proelium

posset

conmitti

a ferentariis,

di giunse

al punto

da dove

la battaglia

potesse

essere appiccata

dale milizie leggere,

maxumo cl’amore

concurrunt

cum signis

infestis,

 

 

con grandissimo cl’amore

si corsero incontro

con le insigne

rivolte le une contro le alter,  

 

 

omittunt

pila.

res geritur

gladiis.

3

Veterani

memores

pristinae virtutis

gettano

i giavellotti,

si combatte

con le spade.

 

I veterani

memori

della virtù antica

instare

acriter

comminus,

illi

resistunt

haud timidi:

certatur

maxuma vi.

incombono

ferocemente

da vicino,

quelli

resistono

non vili:

si combatte

con gr. forza.

4

Interea

Catilina

vorsari

cum expeditis

in prima acie,

succurrere

 

 

Intanto

Catilina

si aggirava

con gli armati alla leggera

della prima fila,

soccorreva

 

laborantibus,

arcessere

integros

pro sauciis,

omnia providere,

pugnare

in difficoltà,

faceva venire

soldati nuovi

al pt. dei feriti,

provvedeva a tutto,

combatteva

multum ipse,

saepe hostem ferire:

exsequebatur

simul

officia

strenui militis

molto egli stesso,

spesso feriva i nemici:

adempieva

allo st.tmp.

ai doveri

del soldato valoroso

et boni imperatoris.

5

Petreius,

ubi videt Catilinam,

contra ac ratus erat,

tendere

e del buon comandante.

 

Petreio,

come vide Catilina,

contrar. a ciò che aveva creduto,

lottava

magna vi,

inducit

in medios hostis

cohortem praetoriam,

eosque interficit,

con grande forza,

fa entrare

in mezzo ai nemici

la coorte pretoria,

a li fa a pezzi,

perturbatos

atque resistentis

al’ios alibi.

Deinde

aggreditur

ceteros

loro che erano disordinati

e che resistevano

un po qui un po là.

Poi

assalta

gli altri

utrimque

ex lateribus.

6

Manlius

et Faesulanus

cadunt

pugnantes

in primis.

da entrambe le parti

dai lati.

 

Manl’io

e il fiesolano

cadono

combattendo

tra i primi.

7

Catilina

postquam

videt

copias

fusas

seque relictum

cum paucis,

memor

 

 

Catilin

dopo che

vide

le truppe

disperse

e che era rimasto

con pochi,

memore

 

generis

atque pristinae suae dignitatis

incurrit

in hostis

confertissumos

della sua nobiltà

e della sua dignità originaria

si fece incontro

ai nemici

densissimi

ibique

pugnans

confoditur.

 

e lì

combattendo

venne trafitto.

 

[61]

1

Sed confecto proelio

tum vero cerneres,

quanta audacia

quantaque animi vis

 

 

Ma terminata la battaglia

allora avresti visto

quanta audacia

e quanta forza d’animo

fuisset

in exercitu Catilinae.

2

Nam

fere

quisque,

amissa anima,

tegebat

fossero state

nell’esercito di Catilina.

 

Infatti

quasi

ciascuno,

persa la vita,

copriva

corpore

eum locum

quem

vivus

ceperat

pugnando.

3

Pauci autem,

 

col corpo

quel luogo

che

da vivo

aveva occupato

combattendo.

 

Pochi poi,

 

quos

cohors praetoria

disiecerat

medios,

conciderant

paulo divorsius,

che

la coorte pretoria

aveva scompaginato

nel mezzo,

erano caduti

un po più lontano,

sed tamen omnes

volneribus

advorsis.

4

Catilina vero

est repertus

longe a suis

 

ma tutti

con ferite

al petto.

 

Catilina poi

fu trovato

lontano dai suoi

 

inter

cadavera

hostium,

spirans

etiam

paululum,

retinens

in voltu

tra

i cadaveri

dei nemici,

che respirava

ancora

un poco,

e che conservava

in viso

ferociamque

animi,

quam

habuerat

vivus.

5

Postremo

ex omni copia

la fierezza

d’animo

che

aveva avuto

da vivo.

 

Insomma,

di tutta quella moltitudine

neque in proelio

neque in fuga

quisquam civis ingenuus

captus est:

6

ita

né in battaglia

né in fuga

alcun cittadino libero

fu fatto prigioniero:

 

in tal modo

cuncti

pepercerant

iuxta

suae vitae

hostiumque.

7

Neque tamen

tutti

avevano risparmiato

ugualmente

la propria vita

e quella dei nemici.

 

Né tuttavia

exercitus populi Romani

adeptus erat

victoriam

laetam aut incruentam:

nam

l’esercito e il popolo romano

aveva raggiunto

una vittoria

lieta o incruenta:

infatti

strenuissumus quisque

aut occiderat

in proelio

aut discesserat

graviter volneratus.

tutti i più valorosi

o erano morti

in battaglia

se ne erano usciti

gravemente feriti.

8

Multi autem,

qui processerant

e castris

visundi aut spoliandi gratia,

 

 

 

Molti poi,

che erano venuti

dagli accampamenti

per guardare o per spogliare i caduti,

 

 

volventes cadavera

hostilia

reperiebant

alii amicum,

pars hospitem,

aut cognatum;

rivoltando i cadaveri

dei nemici,

trovavano

chi un amico,

chi un ospite,

o un parente;

fuere item

qui

cognoscerent

inimicos suos.

9

Ita

varie

per omnem exercitum

vi fu anche

chi

riconosceva

nemici personali.

 

Così

in vario modo

per tutto l’esercito

agitabantur

laetitia,

maeror,

luctus

atque gaudia.

si alternavano

allegrezza,

cordoglio,

lutto

e gioia.

Audio Lezioni su Sallustio del prof. Gaudio

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