La contestazione studentesca del 1968

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sintesi di storia per programmazione semplificata

di Irma Lanucara

La contestazione si verificò nel 1968 a causa delle ingiustizie e disuguaglianze sociali (contrapposizione ricchi/poveri), a causa del fatto che le istituzioni venivano accusate di autoritarismo (governo, scuola, famiglia, partiti, sindacati). Si voleva che non ci fossero più gerarchie (una minoranza che sta al vertice della gerarchia dettando le regole e chi sta più in basso le deve necessariamente rispettare).
La contestazione fu alimentata da quaderni rossi di Mao Tse Tung (dittatore cinese della metà del ‘900) e dalla figura di Che Guevara (rivoluzionario argentino della metà del ‘900). In questo periodo nacquero in Italia le così dette Brigate Rosse, un gruppo rivoluzionario che si era sganciato dal partito comunista, per portare avanti la lotta usando spesso la violenza. La contestazione ebbe inizio negli USA, a Berkeley nel 1964. Gli studenti chiedevano riforme e di partecipare nelle organizzazioni universitarie. Dall’America arrivò in Europa negli anni 1967 1968, prima nelle università, poi nelle scuole superiori. Tentarono di coinvolgere anche gli operai, ma non accolsero l’appello. Queste rivolte studentesche conseguirono in parte risultati positivi, almeno per quanto riguarda lo sviluppo della società: l’individuo ha acquistato il senso della propria dignità divenendo consapevole dei propri diritti.
 

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