La coscienza di Zeno

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di Italo Svevo

Sintesi de La coscienza di Zeno

Zeno è un ricco triestino che manifesta nel rapporto con se stesso e con gli altri la sua nevrosi.
L’incapacità di liberarsi dal vizio del fumo e il continuo fallimento del proposito di fumare l’ultima sigaretta, lo spingono a sottoporsi ad una cura psicoanalitica.
Sintesi de La coscienza di Zeno
Il dottor S. gli affida, come terapia, il compito di ripercorrere per iscritto il proprio passato.
La ricostruzione della sua vita avviene però per salti, in maniera non organica e non del tutto sincera, senza mai arrivare ad un punto risolutivo.
 

Zeno ad un tratto interrompe la terapia e la scrittura dei suoi ricordi per l’insofferenza nata nei confronti dello psicanalista e del tipo di cura da questi adottato.
Il dottor S. per vendetta pubblicherà il diario di Zeno.

Struttura dell’opera
Si compone di 7 capitoli preceduti da una Prefazione:
Preambolo
Il fumo
La morte di mio padre
La storia del mio matrimonio
La moglie e l’amante
Storia di un’associazione commerciale
Psico-analisi

Le caratteristiche originali del romanzo
Racconto narrato in prima persona (assenza del narratore oggettivo).
Largo uso del monologo interiore (il protagonista analizza se stesso).
Struttura aperta: le vicende seguono un percorso tematico e non cronologico (differenza con il romanzo ottocentesco).
 

Ambiguità dei contenuti: ciò che è detto non corrisponde necessariamente a verità.
Complessità del rapporto fra sanità e malattia.
Nuova considerazione dell’ ”inetto”.
 

Zeno Cosini
Già nel nome (che richiama lo zero) e nel cognome, questo personaggio appare come l’ultimo prototipo dell’inetto.
Incapace di vivere, per guarire dalla sua malattia esistenziale, si affida ad uno psicanalista, il dottor S. (stessa iniziale del nome di Freud) che intende guarirlo facendogli ricordare la sua vita in un memoriale, che poi deciderà di pubblicare contro la volontà del paziente, una volta che Zeno decide di fare a meno della psicanalisi
 

La coscienza di Zeno e la psicanalisi
Psicanalisi: Zeno è sospettoso sin dall’inizio.
Poi sembra che la terapia peggiori la situazione anziché migliorarla: la malattia è vinta grazie alla fortuna economica e non grazie alla terapia psicanalitica
Infine si riconosce che la malattia è una condizione ineliminabile dell’uomo civilizzato, che tutt’al più, appare sano
 

Il narratore ne “La coscienza di Zeno”
Il narratore, a differenza dei due precedenti romanzi, è intradiegetico, cioè è interno alla vicenda, in quanto è lo stesso Zeno
Il punto di vista, però, non è unico, perché occorre distinguere Zeno vecchio (narrante) Zeno giovane (narrato) e lo Psicanalista (narratario): e spesso i piani narrativi si intrecciano
 

Il personaggio ne “La coscienza di Zeno”
Infatti, Zeno vecchio e Zeno giovane sono personaggi mutevoli, in evoluzione.
Ciò sconvolge il lettore (Zeno è incoerente e spesso confonde le carte in modo del tutto irrazionale) e porta alla definitiva dissoluzione del personaggio del romanzo ottocentesco, che poteva anch’esso mutare (es. romanzo di formazione) ma in modo più logico e razionale
 

Il tempo ne “La coscienza di Zeno”
Le prospettive temporali si intersecano e si sovrappongono, lasciandoci sconcertati a causa delle numerose prolessi e analessi.
L’ acronia sveviana avviene perché ciò che esiste veramente è solo il presente della coscienza.
Infatti, Zeno dice “noi siamo ciò che sentiamo di essere in questo momento” e poi “Il tempo non è vero che non si arresta mai. Il tempo ritorna” e infine “A tutti avviene di ricordarsi del passato quando si scontra con il presente”
 

La verità ne “La coscienza di Zeno”
Fino a Svevo noi lettori non eravamo mai stati indotti al sospetto che il narratore ci riportasse cose non vere. Invece, il narratore de La coscienza di Zeno si presenta a noi come narratore inattendibile. Zeno è falso, inganna e si autoinganna, non rassicura il lettore, ma ha bisogno lui di essere rassicurato, di avere fiducia in sé, quindi potrebbe ingannare anche noi, come inganna gli altri e se stesso
 

Il punto di vista ne “La coscienza di Zeno”
Come se non bastasse, ci sono dei personaggi presentati in modo che vengono esplicitati i loro punti di vista. È il caso del padre, delle figlie dei Malfenti e di Carla.
Ad esempio, Ada racconta la vita di Zeno in un modo ben diverso, dopo la morte di Guido.
Il punto di vista del dottor S. è aspramente criticato da Zeno, che è turbato quando qualcuno la pensa diversamente da lui.
 

Il relativismo ne “La coscienza di Zeno”
Lo stesso Zeno vecchio (narratore) crede di essere malato all’inizio del testo, e pensa di essere guarito alla fine (tutto il mondo è malato)
Zeno omette e distorce la narrazione perché costretto a scrivere in “toscano” mentre pensa in dialetto
 

Il fumo
Il fumo è uno dei primi capitoli, e sembra essere, tra atti mancati e alibi, la dimostrazione della inettitudine di Zeno, che sin da giovane mette a repentaglio la sua salute (ma qual è il modello di salute della Coscienza di Zeno?) promettendo inutilmente a se stesso, di smettere di fumare. In realtà, il fumo sembra non aver arrecato gravissimi disturbi a Zeno
 

Il padre
Ambiguo e teso fino alla fine (edipico), il rapporto con il padre è condensato in tutta la sua equivocità dall’ultimo gesto del padre morente, che non si capisce bene se sia uno schiaffo o un moto involontario, comunque non fa che acuire i sensi di colpa di Zeno
 

Le richieste di matrimonio
Sono tre:
Ada, la più bella delle sorelle Malfenti, respinge l’offerta
Alberta, la seconda, fa altrettanto
Solo Augusta, la più brutta delle sorelle, precede la sua richiesta e, pur conoscendo, per confessione dello stesso Zeno, le offerte di matrimonio alle sorelle, accetta prima che Zeno zoppicante (malattia psicosomatica) si renda conto di ciò che sta succedendo
 

Il rapporto con Carla
Zeno vive il suo rapporto extraconiugale fra trasgressione e attaccamento alla moglie
Zeno vive ogni ritorno a casa come una purificazione spirituale definitiva e un autoconvincimento di essere felice con la moglie e che non sarebbe ritornato mai più dall’amante
Eppure, quando Carla decide di lasciarlo, lui vorrebbe opporsi
 

Guido Speier
Sembra essere l’antagonista di Zeno, tuttavia, a differenza degli altri “anti-inetti” dei romanzi precedenti (Macario, Balli) non è un vincente, perde ingenti somme (mentre Zeno le recupererà ampiamente), sua moglie Ada non appare più l’incarnazione della bellezza (ed è meno sana di Augusta, la moglie di Zeno) e, fingendo per l’ultima volta di suicidarsi, si ammazza davvero. In questo modo si realizza il capovolgimento del darwinismo, nel senso che il vincitore nella gara evolutiva alla fine risulta il più debole Zeno, rispetto al più forte Guido
Zeno arriva in ritardo al suo funerale (cosa che Ada non gli perdonerà mai) forse per il suo odio represso per Guido
 

La struttura de La coscienza di Zeno
La struttura del romanzo ottocentesco è completamente dissolta, perché non c’è un vero e proprio finale
La struttura è aperta e non chiusa
Non ci sono solo dei flashback, il romanzo non dà certezze e punti di riferimento
Alla fine, per esempio, non sappiamo neanche se Zeno è guarito davvero, oppure no
 

Il contesto sociale ne La coscienza di Zeno
A differenza dei romanzi precedenti (es. veristi) in questo romanzo non ci sono descrizioni del contesto, del milieu sociale
L’unico ritratto “convenzionale” è quello di Carla
Le osservazioni sugli altri personaggi appaiono in modo poco sistematico, e legate agli stati di coscienza di Zeno. Es. “Guido non è calvo, mentre io incomincio ad esserlo”

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