La mafia e la sopraffazione dei più deboli

I.C.
SANT’EUFEMIA-SINOPOLI-MELICUCCA’
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO “GIUSEPPE CAPUA” MELICUCCA’
ALUNNA: VITTORIA ZIRINO CLASSE: TERZA F TESINA ESAME CONCLUSIVO PRIMO CICLO, TITOLO:
LA MAFIA E LA SOPRAFFAZIONE DEI PIU’ DEBOLI
A.S. 2019/2020

Introduzione
In un contesto sempre più globalizzato come il nostro si annida una grande organizzazione criminale, verticistica e geopolitica, conosciuta, tramite i mass media, con il nome “Mafia”.
L’origine del termine è, secondo molti studiosi, un acronimo: «Mafia», cioè “Mazzini Autorizza Furti, Incendi, Attentati (o Avvelenamenti)”, scelto dalle medesime organizzazioni, per comunicare e agire in codice e per nascondere alla gente comune il loro vero nome (rivelato poi dal pentito Tommaso Buscetta al giudice Giovanni Falcone).
Fino agli anni ’60 e ’70 molti parlamentari italiani negavano, sicuramente in malafede, l’esistenza delle mafie. Solo la lotta in Parlamento del comunista Pio La Torre e del democristiano Rognoni portò all’approvazione della Legge Rognoni-La Torre, grazie alla quale venne introdotto il reato di “Associazione
a delinquere” e vennero confiscati numerosi beni alle mafie.

Sempre negli anni ’70 l’argomento “Mafia” era un tabù persino nel mondo dell’informazione e dei grandi mass media, infatti, nel 1972, lo scrittore Mario Puzo e il regista Francis Ford Coppola, entrambi italo-americani di origine meridionale, ebbero l’idea coraggiosa e originale, approvata e finanziata dalla Paramount Pictures (Hollywood), di realizzare il primo film in assoluto sulla Mafia, il quale stup’, affascinò, scandalizzò e divise l’opinione pubblica mondiale, rimanendo ancora oggi il miglior film di tutti i tempi e il più grande capolavoro cinematografico premiato di sempre, girato anche nella provincia di Messina: “Il Padrino”. Dal medesimo nacque la più grande saga cinematografica della storia, che ebbe il privilegio di spostare l’attenzione pubblica su una problematica ancora oggi seria, grave e, ahimè, taciuta con omertà!
Dopo aver visto il film «Giovanni Falcone» di Giuseppe Ferrara, del 1993, ho provato un forte dispiacere e mi sono commossa durante la visione della Strage di Capaci e di Via D’Amelio, pensando all’immenso e quasi inspiegabile coraggio di alcuni uomini speciali che, attraverso il loro sacrificio e la loro libertà, hanno segnato profondamente il nostro modo di pensare. Ciò ha determinato la mia scelta per gli esami di fine anno.
“Ad organizzare l’attentato contro di me non fu solo la mafia. Magari ci fosse solo Cosa Nostra dietro tutto questo. Qui c’è l’ombra di menti raffinatissime”.

Il fallito attentato dell’Addaura

SCALETTA DELLA TESINA

STORIA:

La storia della Mafia

GEOGRAFIA:

Gli Stati Uniti

d’America

ITALIANO:

“Rosso Malpelo”

Verga

INGLESE:

“The Godfather”

MUSICA:

“Don Raffaè”

Fabrizio DE Andrè

MOTORIA:

La droga

FRANCESE

“Les fleurs du mal”

Baudelaire

SCIENZE:

Il Darwinismo

Sociale

TECNOLOGIA:

Ecomafia

ARTE:

“Guernica” Picasso

 

Contenuto dell’elaborato

LA MAFIA E LA SOPRAFFAZIONE DEI PIU’ DEBOLI

Storia-Ed. Civica

La storia della mafia
Come ogni fatto umano, che inizia e finisce, anche il fenomeno mafioso ha avuto un inizio.
Protomafia
La prima Mafia nasce, nel XIX secolo, nel Regno delle Due Sicilie (a Napoli). I padroni siciliani volevano l’indipendenza della Sicilia, andando contro il Re di Napoli Ferdinando I di Borbone.
Per paura il re ordina la repressione delle criminalità organizzate e fa incarcerare nella prigione di Favignana, un’isola della Sicilia, criminali campani, calabresi e siciliani. Nel carcere nasce “il mito dei fratelli nobili Osso (Cosa Nostra), Mastrosso (‘Ndrangheta) e Carcagnosso (Camorra)”, ovvero il mito dell’origine delle mafie e della loro finta etica. Le Mafie sono associazioni a delinquere parassitarie, cioè
cambiano in base alle dinamiche sociali, politiche ed economiche. Da qui nasce la metafora “la Mafia è una piovra”.

Nascita dello Stato-Mafia
La nascita della vera Mafia, ovvero delle mafie come organizzazioni criminali forti e articolate, avviene nel 1861.
Giuseppe Garibaldi, “L’eroe dei due mondi”, finanziato dalla monarchia inglese e dalla Francia, dopo aver combattuto e vinto diverse guerre in Sudamerica, per ordine di Cavour e del re di Sardegna Vittorio Emanuele II, parte con più di mille uomini da Genova (città di Giuseppe Mazzini) e sbarca a Marsala.
Garibaldi conquista la Sicilia e la libera dal potere borbonico, entrando da vincitore a Palermo.
L’ incontra Cosa Nostra e stipula il primo patto. Libera poi la Calabria e stipula un patto con la ‘Ndrangheta. Infine giunge a Napoli dove viene celebrata la sua vittoria contro re Francesco II di Borbone, detto con disprezzo “Re Franceschiello”, costretto ad andare in esilio a Parigi. A Napoli Garibaldi diventa presidente della provvisoria “Repubblica del sud Italia” e nomina Ministro dell’Interno il capo della Camorra Liborio Romano, in cambio di soldati mafiosi per poter entrare a Roma, uccidere Papa Pio IX e proclamare la Repubblica d’Italia, nonostante la dura opposizione di Cavour e Vittorio Emanuele II, i quali volevano un’Italia monarchica, liberale e sabauda.
Garibaldi si ferma a Teano, vicino Napoli, minacciato precedentemente dal re e da Cavour. Qui saluta ipocritamente, con odio e sarcasmo, Vittorio Emanuele II come re d’Italia. Si realizza cos’ il desiderio della Mafia italiana: vedere un’Italia diversa, libera dallo straniero borbonico e più corruttibile.

XX secolo
Nel XX secolo c’è un compromesso pacifico e un equilibrio inviolabile tra lo Stato italiano e la Mafia.
La Camorra si comporta come una specie di sindacato, fingendo di essere dalla parte dei lavoratori e delle persone oneste, promettendo con ipocrisia lavoro, pane e benessere.
La ‘Ndrangheta è un’organizzazione molto rigida e selettiva. Essa finge di essere un’organizzazione criminale debole autodefinendosi “Mafia di pastori”, punto di forza che permise alla medesima di diventare la Mafia più potente e radicata al mondo.
Cosa Nostra è una Mafia molto diplomatica con un forte senso dell’iniziativa privata e del libero mercato. Essa è l’unica mafia ad avere un capo al di sopra dei capi.

Camorra
Negli anni ’70 il Boss napoletano Raffaele Cutolo decide di rinnovare la struttura e gli obiettivi della Camorra. Fonda cos’ la “Nuova Camorra Organizzata”, attraverso la quale farà numerosi affari con una parte della politica italiana e dell’imprenditoria milanese e settentrionale e scatenerà una guerra sanguinosa
con i vecchi clan rivali, provocando centinaia di vittime. Dopo il suo tentativo di rendere la Camorra simile a Cosa Nostra, cioè con un solo capo ai vertici, sarà arrestato e condannato all’ergastolo nel 1986.

‘Ndrangheta
Nel 1970 la ‘Ndrangheta capisce che è arrivato il momento di aumentare il potere dell’organizzazione, quindi il Capobastone di Siderno Antonio Macr’ decide di rafforzare il patto con la Massoneria e viene stabilito che almeno due esponenti ‘ndranghetisti a famiglia debbano diventare massoni.
Nel 1973 iniziano i sequestri di persona, quindi i figli di ricchi imprenditori del Nord o di uomini illustri potenti all’Estero vengono rapiti e nascosti in Aspromonte in cambio di una quantità enorme di denaro che la famiglia del sequestrato deve pagare in cambio della sua liberazione. Nello stesso anno viene sequestrato il nipote dell’allora uomo più ricco del mondo: John Paul Getty, fondatore e proprietario della Getty Oil, la più grande multinazionale petrolifera al mondo. Il nipote si chiamava John Paul Getty III e venne tenuto nascosto fino al 1976, l’anno in cui il nonno pagò l’enorme riscatto.
Con i soldi riciclati del riscatto i Boss della ‘Ndrangheta Saverio Mammoliti di Oppido Mamertina e Girolamo Piromalli di Gioia Tauro finanziarono i traffici di droga provenienti dalla Colombia e li investirono per la modernizzazione del Porto di Gioia Tauro.

Cosa Nostra
Negli anni ’20, Cosa Nostra siciliana, insieme alle altre mafie, costru’ un impero protetto dalle istituzioni statunitensi.
Spiccano due figure criminali: Al Capone e Lucky Luciano. Il primo, durante gli anni del Proibizionismo, un’ le famiglie mafiose americane e italiane attraverso il traffico illegale di alcol e di droghe leggere, facendo arricchire molti potenti dell’epoca.
Il secondo, soprannominato “il boss dei boss”, modernizzò Cosa Nostra italo-americana dando inizio al traffico internazionale di ogni tipo di droga pesante, soprattutto di cocaina ed eroina. Nel 1958 fu ucciso
il padrino di Corleone Michele Navarra e, qualche anno prima, Calogero Vizzini, il più potente capomafia di allora. Loro si opponevano al dominio del modello mafioso statunitense su quello siciliano, infatti prima il modello dominante era proprio quello siciliano.
Dopo l’uccisione di Michele Navarra e la Prima guerra di Mafia, Liggio, Riina, Provenzano e Bagarella decidono di aderire alla nuova Mafia filoamericana dei boss. Arrivati a Palermo scatenano una serie di divisioni tra le famiglie mafiose, fino allo scoppio della Seconda guerra di Mafia tra il boss Michele
Cavataio e il boss Salvatore La Barbera, appoggiato dal Clan dei Corleonesi, i quali massacrano Cavataio e i suoi uomini. Nella Terza guerra di Mafia, iniziata con l’uccisione, per ordine di Totò Riina, del boss più potente di Palermo Stefano Bontade e dei suoi familiari, vengono uccisi gli Inzerillo, i Badalamenti e la famiglia di Tommaso Buscetta, “Il boss dei due mondi”.
Quest’ultimo, scappato in Brasile, viene arrestato ed estradato in Italia, dove decide di rivelare tutto su Cosa Nostra al giudice Giovanni Falcone. Le sue parziali dichiarazioni portarono al più grande processo penale di tutti i tempi: il Maxiprocesso di Palermo (1986), dove tutti i boss di Cosa Nostra vennero condannati in presenza o in contumacia all’ergastolo, compresi Riina, Liggio, Provenzano, Santapaola, boss di Catania, Michele Greco, detto “il Papa”, e tanti altri.
In questo periodo Riina diventa il capo dei capi di Cosa Nostra, ma teme molto, insieme alla Massoneria internazionale, alla CIA, ai servizi segreti italiani deviati e ad una parte della classe dirigente politica italiana, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i quali vengono uccisi rispettivamente nella Strage di Capaci e nella Strage di Via D’Amelio, nel 1992, con 500 kg di tritolo (il cui esplosivo venne fornito dalla NATO).
Il loro sacrificio terrorizzò e fece riflettere molto l’Italia e il mondo, ma portò Riina a com mettere le Stragi di Roma, Milano e Firenze, nel 1993, per piegare lo Stato italiano, imporre il famoso “Papello” e stipulare cos’ una nuova “Trattativa Stato-Mafia”.
Nello stesso anno Riina viene arrestato in seguito al tradimento di Bernardo Provenzano, il quale diventa il nuovo boss di Cosa Nostra. Quest’ultimo viene arrestato vergognosamente solo nel 2006, dopo 43 anni di latitanza.
Ma purtroppo la triste storia delle Mafie continua!

Geografia
Gli usa
Negli Stati Uniti d’America un gruppo di mafiosi siciliani, calabresi e campani crearono un’organizzazione criminale di carattere mafioso chiamata Cosa Nostra statunitense.
Gli Stati Uniti si trovano nel continente dell’America Settentrionale e confinano a Nord con il Canada, a Est con l’Oceano Atlantico, a Ovest con l’Oceano Pacifico e a Sud col Messico.
E’ il 4° Paese più vasto del mondo dopo Russia, Canada e Cina ed è la sede del capitalismo mondiale, ovvero il Paese più ricco e potente del mondo, poiché detiene la Borsa di Wall Street (la Banca mondiale). Inoltre è il Paese fondatore dell’ONU e dell’organizzazione politica ed economica della NATO.
Gli Stati Uniti sono una repubblica federale democratica composta da 50 stati, di cui uno insulare, l’arcipelago delle Hawaii. Nella bandiera degli Stati Uniti, infatti, le 50 stelle rappresentano i 50 stati federali e le 13 strisce simboleggiano le 13 colonie originarie. Gli Stati Uniti hanno un territorio che supera i 300
milioni di abitanti, la densità è bassa ma alcune aree sono molto popolate.
La popolazione è multietnica, infatti agli abitanti originari si sono aggiunti i colonizzatori europei, gli schiavi africani e le successive ondate migratorie provenienti dall’Europa, dall’Asia e dall’America Centro-meridionale.
La lingua ufficiale è l’inglese, ma è molto diffuso anche lo spagnolo.
Negli Stati Uniti si trovano enormi megalopoli, tra cui la principale è quella atlantica che include Washington, la capitale, e le città di Boston, New York e Filadelfia.
Altre città importanti sono Chicago, San Francisco, Los Angeles, Miami, Houston, Dallas, Las Vegas e San Diego. Se Washington è la capitale, New York ne è il simbolo
e con i suoi grattacieli è anche l’emblema di tutta l’America Settentrionale.
Gli Stati Uniti hanno una grande varietà di climi, in genere le temperature aumentano da nord verso sud. Essi sono attraversati da grandi fiumi che vengono utilizzati soprattutto per l’irrigazione dei campi e come via di navigazione.
Uno dei più importanti è il Mississippi che, insieme al Missouri, forma il corso d’acqua più lungo al mondo.
Tra i fiumi principali troviamo anche il Colorado, il Columbia e il Rio Grande.
L’agricoltura statunitense è la più ricca e la più sviluppata del mondo per quantità e qualità della produzione.
Il paesaggio agrario è contrassegnato a fasce: nella regione centrale si coltiva mais, più a Nord-Ovest e a Sud si coltiva frumento e nel Sud-Est del Paese si coltiva cotone.
Molto ricchi di risorse energetiche e minerarie, gli Stati Uniti hanno un sistema industriale avanzatissimo nei settori siderurgico, automobilistico ed elettronico.
Il settore terziario occupa la maggior parte dei lavoratori. Il turismo è fiorente grazie alla straordinaria varietà degli ambienti: le nevi dell’Alaska, le Hawaii, le spiagge della Florida e della California, i centri di divertimento come Disneyland o Las Vegas e altre città modernissime.
Il settore degli spettacoli vanta il luogo simbolo della cinematografia mondiale: Hollywood, presso Los Angeles in California che comprende anche le abitazioni di attori e registi nella collina di Beverly Hills.

Italiano
Rosso malpelo
Rosso Malpelo è probabilmente la novella più famosa di Giovanni Verga, pubblicata per la prima volta nel 1878 che, tramite la storia del suo protagonista, racconta molto della durezza del lavoro minorile.
La novella narra di un ragazzo, Rosso Malpelo, che lavora in una cava di rena rossa chiamato cos’ perché i suoi capelli sono rossi e, secondo una tradizione popolare siciliana, colui che li possiede è malvagio.
Lui non trova affetto nemmeno dalla madre che non si fida di lui e lo sospetta di rubare soldi dallo stipendio che porta alla famiglia. Lavora con il padre, Mastro Misciu che è l’unico a dimostrargli affetto.
Spinto da una brutta situazione economica, Mastro Misciu accetta la pericolosa richiesta del padrone di lavorare all’abbattimento di un pilastro, rifiutato dagli altri lavoratori.
Una sera, mentre sta scavando, quel pilastro gli cade addosso.
Il figlio, disperato, chiede aiuto e prova a scavare con le mani nude, ma Mastro Misciu resta sepolto sotto la montagna di rena.
Malpelo diventa sempre più scorbutico.
Dopo la morte del padre, alla cava viene a lavorare un ragazzino soprannominato “Ranocchio” per il suo modo di camminare.
Viene adottato da Malpelo che da un lato lo protegge e dall’altro lo tormenta picchiandolo e maltrattandolo nell’intento di insegnargli a vivere in quel mondo cos’ duro e crudele.
Quando viene ritrovato il cadavere di Mastro Misciu, Malpelo custodisce come tesori gli oggetti appartenuti al padre.
Poco dopo Ranocchio, ammalatosi di tubercolosi, muore. Malpelo, ormai solo, assume il compito rischioso di esplorare una galleria abbandonata, si addentra in un cunicolo e non ne uscirà mai più.
Un episodio del romanzo che è bene ricordare è anche il seguente: il popolo, disperato, si ribella ai padroni, alla Mafia e allo Stato.
La gente, dunque, si arma uccidendo i signori e gridando all’anarchia, poiché non vede la sua libertà tutelata dallo Stato; strappa, quindi, la bandiera tricolore e uccide anche Don Paolo, perché quest’ultimo stava dalla parte della Mafia.
Verga è l’esponente principale del Verismo italiano ed europeo. Con lo scrittore catanese comincia la Letteratura italiana del ‘900.
Il suo pensiero è rigidamente pessimista, infatti egli pensa che la società, specialmente quella feudale della sua Sicilia e di tutta l’Italia meridionale, non possa in alcun modo cambiare in meglio.
Anzi più il sottoproletariato, ovvero la povera gente, lotta per riscattarsi e per compiere la scalata sociale, più la natura sociale delle cose (una sorta di fato) si rivolta contro e lo rigetta nella misera condizione d’origine.
In sintesi il pensiero di Verga è molto chiaro: solo i forti sono destinati per natura a vincere, i deboli, invece, sono destinati a soccombere.
Una delle prime fotografie della storia, scattata sull’Etna da Verga. Infatti, dopo l’invenzione della macchina
fotografica dal francese verista Daguerre, Verga fu uno dei padri della fotografia.

Inglese
The godfather
Until 1969, the year of publication of Mario Puzo’s novel, The Godfather, most Americans were unaware of the existence of particular associations, one for each metropolis of the country, which boasted the name “Cosa Nostra”; so, they were completely unaware of the knowledge of these congregations who controlled practically all illegal trafficking, and not only, of the United States.
The novel, in addition to becoming a global best seller, had the power to awaken consciences and make known to the whole country that these groups existed, capable of managing budgets as a multinational and consequently also conditioning parts of political and judicial power. Mario Puzo had an easy game in drafting the book: born and raised in New York by immigrant parents, he treasured the experience he had lived having been in contact with a certain reality and having directly known certain characters who were the starting point for the characterizations of the work itself. Characterizations that revolve around the protagonist, Don Vito Corleone, the Godfather.
Plot: of Sicilian origins, he arrived “picciotto” in the United States, first shop boy then truck driver, harassed by his compatriots, he decides to react and become “respectful” to build his own empire. All in about 60 years of history where the “family” grows not only in parental terms but also with affiliations of “honorable kids”. It is said that the author took inspiration for the drafting from Don Vito Genovese, boss of the bosses around the 1940s, and mediator with the US military for the landing in Sicily in 1943. The Godfather is a novel with an epic structure, it tells the evolution of the mafia phenomenon in the United States, not disdaining to draw on historical facts.
All against the backdrop of New York, a symbolic city of immigration from Europe but also a sprawling metropolis so as to be governed by five “families” with whom the protagonist will have a great deal to do.
The Godfather film: Given the echo and the literary success, cinema could not remain indifferent and, thanks to Francis Ford Coppola, the novel was first transposed on the big screen in 1972 and then continued with two other productions respectively in 1974 and in 1990; productions in which Mario Puzo collaborated
actively in the role of screenwriter.
It is curious to note that historical references are made explicit at most in Part II and Part III with real names
and facts. This is to emphasize how much organized crime could have influenced institutions not only in the Beautiful Country.

ED. Musicale
Don Raffaè
Con la fine della Seconda guerra mondiale nascono nuove correnti artistiche che prendono ispirazione dal cinema, dai fumetti e dalla pubblicità, chiamate pop art.
Allo stesso modo la musica, dagli anni ’50 in poi, prende il nome di pop music, espressione che deriva da popolar music, musica popolare.
L’obiettivo di un brano pop è quello di essere facilmente accessibile a tutti, a prescindere da qualsiasi tipo di cultura musicale.
Dalla metà degli anni ’60 a Genova con Luigi Tenco, Gino Paoli e Fabrizio De Andrè ha inizio la Scuola dei cantautori italiani: cantanti di musica leggera che interpretano brani scritti o musicati da loro stessi.
I testi dei cantautori si caratterizzano per la qualità dei contenuti. I temi trattati sono molto diversi-dall’amore alla critica delle istituzioni sociali e politiche-ma le parole non sono mai banali o scontate. La musica è spesso semplice e presenta aspetti della musica sia italiana sia anglo-americana.

La scuola genovese condizionò la scuola milanese che inizia con Roberto Vecchioni, Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci; la scuola bolognese con Guccini, Lucio Dalla, Vasco Rossi e Ligabue; la scuola romana con Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Renato Zero e Claudio Baglioni; la scuola napoletana con Pino Daniele e Renato Carosone; la scuola catanese con Franco Battiato.
Fabrizio De Andrè, nato il 18 febbraio 1940 a Genova da una famiglia di alta borghesia, è stato ed è ancora oggi uno dei cantautori italiani più importanti della musica pop.
Egli scrisse tantissimi capolavori che hanno lasciato il segno nella storia della musica italiana, poiché fu molto innovativo dal punto di vista compositivo.

Di De Andrè possiamo ricordare numerosi brani tra cui “Don Raffaè”.
Don Raffaè è tratta dall’album Le nuvole del 1990 ed è molto particolare perché cantata in napoletano.
La canzone vuole essere una denuncia della situazione dei detenuti in carcere negli anni Ottanta e della totale subordinazione dello Stato al potere e alla volontà di Mafia e Camorra.
Il testo infatti è incentrato attorno alla figura di un brigadiere di polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, in provincia di Napoli, ormai divenuto il vassallo di un boss in galera, che conduce una vita alquanto agiata per essere un detenuto.
Pasquale Cafiero ha come unica speranza per elevarsi dalla propria condizione quella di chiedere intercessione al boss Don Raffaè.
A lui si rivolge per trovare lavoro al fratello, per ottenere giustizia, una casa o anche soltanto un cappotto elegante da poter usare ad un matrimonio.
La canzone allude chiaramente a Raffaele Cutolo, noto camorrista e fondatore della Nuova Camorra Organizzata.
Lo stesso don Cutolo intu’ la dedica alla sua persona e scrisse al cantautore genovese per complimentarsi, esprimendo tutta la sua meraviglia di come De Andrè fosse riuscito a cogliere alcuni aspetti della vita del boss in carcere senza avere a disposizione informazioni dettagliate.

Scienze motorie e sportive
La droga
La mafia detiene il monopolio internazionale anche dei traffici di droga. Fino al 1993 era Cosa Nostra. Dopo la stagione delle stragi 1992-1993 (di Falcone, Borsellino, Roma, Firenze e Milano), ad opera della mafia siciliana, la ‘Ndrangheta conquistò il primato.
Le droghe sono sostanze tossiche, cioè velenose per l’organismo, il cui effetto dipende dalla quantità assunta.
L’assunzione di droga, logicamente, non è mai consigliata, ma a differenza di una quantità eccessiva detta “overdose” che può provocare anche la morte, una dose minima può avere invece azione stimolante.
Il termine “droga” indica qualsiasi sostanza assunta senza reale necessità, solo per provare piacere, per modificare una condizione fisica o mentale sgradita, un rifugio per evadere dalla realtà che ci circonda e per risolvere eventuali problemi il più delle volte inesistenti. Purtroppo tanti sono i giovani, indipendentemente dalla classe sociale a cui appartengono, che si avvicinano a questa realtà entrando in un “tunnel” inevitabilmente e spesso senza via di uscita.
Il commercio delle droghe è illegale, tranne per quelle usate come cure farmacologiche, quale la morfina che viene data ai malati terminali per alleviare i dolori provocati generalmente dalla presenza di tumori nel paziente.
Anche i farmaci, però, se assunti senza una prescrizione del medico e con un uso sproporzionato ed eccessivo rispetto alle reali necessità possono essere considerati droghe.
Le droghe possono essere assunte in vari modi:
-ingerite tramite bocca sotto forma di pillole;
-sniffate tramite l’apparato respiratorio sotto forma di “polvere”;
-per endovena tramite siringa.
Esse possono essere chiamate anche “sostanze stupefacenti”, perché tra gli effetti vi è generalmente un’alterazione psichica con turbe dello stato di coscienza.

La tossicodipendenza comporta la necessità irrefrenabile e frequente di assumere droga. Chi entra a far parte di questo mondo, pur rendendosi conto del danno fisico, psicologico, emotivo e sociale che tale assunzione può comportargli come conseguenza, difficilmente riesce ad interromperne il consumo.
L’interruzione improvvisa di assunzione di sostanze stupefacenti viene indicata come “sindrome da astinenza”.
Le droghe, in base alla loro origine, si possono distinguere in:
à¯â€š· Droghe naturali, come l’hashish, l’oppio, la morfina, la cocaina, l’alcool ecc…
à¯â€š· Droghe semisintetiche come l’eroina;
à¯â€š· Droghe sintetiche come anfetamine, LSD ed ecstasy. Come indica la parola stessa, le droghe naturali sono quelle coltivate, mentre quelle sintetiche o semi sintetiche sono quelle preparate in laboratori. In base agli effetti provocati sul sistema nervoso, possono essere classificate in:
à¯â€š· Droghe depressive, che rallentano l’attività della mente e del corpo come l’oppio, la morfina, l’eroina o l’alcol;
à¯â€š· Droghe stimolanti, che hanno un’azione eccitante come anfetamine, cocaina,
caffeina o ecstasy;
à¯â€š· Droghe allucinogene, che modificano le percezioni sensoriali come l’hashish o l’LSD Nello sport le sostanze “dopanti”, ritenute in grado di migliorare le prestazioni atletiche, nascondendo il reale senso di fatica e di sopportazione dello sforzo fisico, possono essere considerate droghe con gravi rischi per la salute, soprattutto per l’apparato cardiocircolatorio.
Il primo caso di doping risale alle Olimpiadi di Roma del 1960, quando un ciclista danese cade durante la 100 chilometri a squadre ed entra in coma.
Oggi ogni federazione sportiva stabilisce le sostanze vietate ai propri iscritti e, prima di ogni competizione, viene effettuato un test antidoping: l’atleta che risulta positivo al test subisce sanzioni sportive, il ritiro di coppe e medaglie, talvolta l’eliminazione dalle varie competizioni sportive o addirittura la squalifica a vita.

Francese
Les fleurs du mal
L’une de principales infractions pénales sur lesquelles se fonde l’activité mafieuse est le trafic de drogue et à cet égard, pour l’usage qu’il en a fait, il faut se rappeler un auteur franà §ais, Charles Baudelaire. En fai, c’est bien connu qu’il a fait un usage de drogue avant d’écrire.Charles Baudelaire est l’un des plus grands poètes franà §ais du XIXe siècle, considéré comme l’un des plus grands représentants européens du symbolisme et précurseur du décadentisme.

Charles Baudelaire incarne l’image du poète maudit, précurseur de la poésie moderne. Il écrit un recueil intitulé “Les Fleurs du Mal”(1857), où l’homme vit l’éternel conflit entre le bien et le mal.
Les thèmes abordés sont nombreux: corruption de la nature, malédiction du génie, force de la révolte, l’imaginaire.
Les fleurs viennent du mal, nées de la souffrance du poète, et à partir du mal il va rechercher quelque chose de bon.
Il cherche l’évasion avec l’ivresse ou le paradis artificiel. Alors il tombe dans la mélancolie, appélée “spleen”.
Le spleen est un mot anglais qui évoque une mélancolie, un énnui, une angoisse. Dans ses poèmes il y a la lutte entre le spleen et idéal.
A chaque fois que Baudelaire parvient à jouir d’un moment d’idéal, il retombe dans le désespoir, le mal de vivre.
Dans la première partie de ce recueil poétique, le poète, pour échapper du spleen, penche vers la beauté, mais c’est en vain. Dans la deuxième section, le poète fait partie de la vie de la ville industrielle.
Dans les sections suivantes, Baudelaire tente d’échapper à son état.
Ce sont toutes des tentatives infructueuses, puis le poète se tourne vers Satan. Mais cela aussi est inutile, donc le poète se tourne vers la mort.

Scienze
Il darwinismo sociale
Nel 1859 fu pubblicato un libro di grande importanza per la conoscenza dell’evoluzione degli esseri viventi, questo libro del biologo Charles Darwin era intitolato “L’origine delle specie”. Per Darwin gli esseri viventi si evolvono nel tempo, di conseguenza le piante e gli animali che popolano il nostro pianeta non sono uguali alle prime piante e ai primi animali comparsi sulla terra. Darwin pensava che la causa di questi cambiamenti fosse una lotta per la sopravvivenza, cioè una competizione per la conquista del cibo, della luce e di ogni altra cosa necessaria alla vita. In questa lotta gli individui dotati di caratteristiche favorevoli sono avvantaggiati rispetto a quelli che ne sono privi. I caratteri adatti alla sopravvivenza si trasmettono da una generazione all’altra; questi alla fine determinano la trasformazione totale della specie creandone quindi una nuova in grado di adattarsi meglio all’ambiente.
Applicate ai fenomeni sociali le teorie di Darwin diedero origine al Darwinismo sociale. La concezione della selezione naturale fu trasferita dalla biologia ai rapporti fra gli uomini; quindi si affermò che le disuguaglianze sociali fossero inevitabili. Il darwinismo sociale in questo modo:
à¯â€š· all’interno dei singoli stati stabiliva che i ricchi e i potenti sfruttando i poveri e i deboli non facevano altro che obbedire ad una immutabile legge di natura;
à¯â€š· nei rapporti internazionali giustificava il dominio degli stati più forti ed economicamente più avanzati sugli altri popoli.
Sembrò cos’ che non soltanto gli uomini politici, ma anche alcuni scienziati sostenessero la superiorità della razza bianca per giustificare il colonialismo:
come alcuni animali dominano altre specie, l’uomo bianco doveva dominare le altre razze umane. In realtà le teorie “razziste” non avevano nessuna validità scientifica, ma si radicarono come giustificazione dello sfruttamento di altri popoli da parte dei bianchi. Questo permetteva che si considerasse normale
che i neri, gli asiatici e i Nativi americani fossero trattati da schiavi o svolgessero i lavori più umili.
Questo stato di cose fece s’ che anche all’interno della razza bianca si creassero delle distinzioni, tanto che alcuni filosofi tedeschi teorizzarono vergognosamente la supremazia della razza germanica o “ariana” in quanto pura su tutte le altre.
La convinzione razzista che gli ebrei appartenessero ad una razza inferiore fece risorgere, violento, l’antisemitismo.

Tecnologia
Ecomafia
Il termine “ecomafia” è un neologismo che serve ad indicare tutte le attività criminose che danneggiano, in un modo o nell’altro, l’ambiente circostante.

Infatti il termine stesso deriva da un’unione di “eco”, che richiama all’ecologia e al rispetto per la natura, e quello di “mafia”, che indica la malavita organizzata.
Di ecomafie in senso generico si può iniziare a parlare a partire dal 1982, quando un decreto legislativo sanc’ l’esistenza di rifiuti pericolosi e tossici.

Infatti le ecomafie sono quelle che in particolar modo smaltiscono tali rifiuti in zone dove non sarebbe consentito, provocando l’inquinamento dell’ambiente.
Il termine ecomafia è usato anche in riferimento alle attività criminose che danneggiano siti storici per lucro, fanno commercio di animali esotici, o commettono reati di abusivismo.
L’attività più redditizia è lo smaltimento illegale di rifiuti, tanto che qualche anno fa un boss mafioso dichiarò che per la criminalità organizzata quello dei rifiuti era “un traffico più remunerativo anche della droga”.
Si passa dalle discariche abusive alla semplice sparizione di rifiuti che dovrebbero essere trattati e invece, una volta presi, vengono bruciati o interrati nella notte in zone abbandonate.
Ci sono anche operazioni più complesse, come la contraffazione dei documenti che accompagnano i rifiuti stessi (che cos’ vengono classificati e trattati come materie più semplici e meno inquinanti, riducendo di molto i costi) o la miscelazione di una parte di rifiuti tossici e pericolosi a materiali che non lo sono, con il risultato che i rifiuti tossici si nascondono e confondono nella massa dei rifiuti non pericolosi.
E avvelenano i nostri territori. L’ecomafia si tratta di un’ampia zona grigia in cui si muovono moltissimi soggetti: dall’impresa che appalta lo smaltimento dei propri rifiuti al miglior offerente,
fingendo di non accorgersi che un cos’ basso costo del servizio è sintomo di qualche inganno, a chi miscela materiali tossici con materiali inerti, all’amministratore locale convinto di chiudere un occhio su alcune situazioni, al perito che si distrae al momento dell’analisi chimica dei materiali, a chi prepara (o per meglio dire falsifica) i documenti per il trasporto.
Le regioni dove si registra il maggior numero di reati ambientali sono, nell’ordine,

  1. Campania,
  2. Sicilia,
  3. Calabria,
  4. Puglia,
  5. Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte,
    ecc.

Cos’ nel resto del mondo (esempio Stati Uniti d’America e America Latina), poiché
la Mafia è un fenomeno criminale geopolitico.

Arte
Guernica
Pablo Picasso è un pittore e scultore spagnolo di fama mondiale, considerato uno dei protagonisti assoluti della pittura del XX secolo.
Picasso è stato un artista innovatore e poliedrico, che ha lasciato un segno indelebile nella
storia dell’arte mondiale per esser stato il fondatore, insieme a Georges Braque, del Cubismo.
Dopo aver trascorso una gioventù burrascosa, ben espressa nei quadri dei cosiddetti periodi blu e rosa, a partire dagli anni venti del Novecento conobbe una rapidissima fama: tra le sue opere universalmente conosciute troviamo “Les demoiselles d’Avignon” e “Guernica”.

Guernica ritrae e simboleggia l’efferatezza della guerra e in particolare del primo bombardamento della storia dell’umanità: quello della città spagnola di Guernica.
Da qui deriva il nome del quadro. Essa fu la prima città a subire un bombardamento aereo durante la Guerra civile spagnola, il 26 aprile del 1937.
La Mafia usò le bombe per sottomettere lo Stato italiano nelle stragi di Capaci, Via D’Amelio, Roma, Firenze e Milano (1992-93).
Cos’ Hitler le usò per sottomettere lo stato spagnolo contro i repubblicani di estrema sinistra.
Ciò che accomuna i due eventi è la voglia di sopraffazione, ovvero vincere chi è considerato più debole tramite i metodi più violenti.
Picasso decise di descrivere questo episodio dipingendo un quadro di ampie dimensioni: tre metri e mezzo di base per un’altezza di otto.
Il quadro è stato realizzato utilizzando la tecnica cubista.
Lo spazio e la prospettiva non ci sono e al loro posto appare un’esplosione di frammenti che simboleggiano la
forza distruttiva del bombardamento in cui i brandelli dei corpi esplodono e diventano una confusione di orrore e morte.
I colori sono cupi come se tutto fosse polvere e distruzione senza luce né speranza.
Lo spazio dell’opera è l’interno di un’abitazione, ce lo fanno intuire il lampadario domestico e la finestra a destra.
Al centro è posto un cavallo, che simboleggia il popolo, con un’espressione di pazzia e terrore e all’interno della sua bocca c’è una bomba che deve ancora esplodere.
A sinistra c’è la testa di un toro che simboleggia la Spagna ferita da questo ignobile attacco; poi vi sono corpi di donne, uomini e bambini contorti e massacrati dalle esplosioni.
A terra disteso vi è anche un soldato con una spada spezzata a simboleggiare la fine della guerra in cui i soldati si scontravano contro i loro nemici.
Anche lui è caduto sotto il bombardamento, ma in mano ha un fiore: è un simbolo di speranza e di pace.
Forse la scena più atroce è una madre che tiene tra le braccia il corpo del figlio privo di vita.
La persona con la lanterna, che emerge nella scena del dipinto, simboleggia l’Europa
(Inghilterra, Francia e Unione Sovietica) che illumina e osserva con dolore e disperazione i civili spagnoli sterminati senza pietà dai bombardamenti nazisti.

Nella parte terminale di destra notiamo l’inquietante presenza del fuoco: lingue di fuoco che si sprigionano dalle case bombardate e che colpiscono anche un uomo che grida e tenta di fuggire.
Il dipinto venne ospitato per molti anni al Museum of Modern Art di New York e  ornò in
patria, a Madrid, nel 1981 a otto anni dalla morte dell’autore.

Audio Lezioni sulle Tematiche di attualità del prof. Gaudio

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