La politica estera di Augusto

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dalla Storia romana

di Carlo Zacco

4.3. La politica estera

Le conquiste. Per quello che riguarda la politica estera, Augusto portò avanti per quarantanni campagne sia di difesa che di conquista in ogni parte dell’Impero. Le più importanti:

 

Spagna. Le popolazioni del Nord della Penisola Iberica (Baschi, Asturiani, Cantabrici) approfittarono delle guerre civili per invadere i territori del meridione romano. Tra il 20 e il 19 a.C. Vipsenio Agrippa le affronta e le batte, annettendone i territori nella Spagna Citeriore.

 

Alpi. Più articolate furono le annessioni di alcuni territori in prossimità delle Alpi italiane:

 – i Sàlassi. nel 25 a.C. fu sconfitta la tribù dei Sàlassi che controllava il San Bernardino. In questa occasione fu fondata la città di Augusta Praetoria Salassonum, nata per tutelare il passaggio delle truppe romane.

 – Camuni/Vennini. Nel 18 a.C. vengono sottomessi Camuni e Vennini, stanziati in Val Camonica e Valtellina.

 – Taurisci. Nel 16 a.C. i Taurisci, stanziati nella Stiria e nella Carinzia, vengono sottomessi da Tiberio, figlio di Augusto. Viene così fondata la provincia del Norico.

 – Rezi/Vindelici. Nello stesso anno vengono sottomesse le tribù dei Rezi e dei Vindelici, stanziate tra Svizzera-Germania-Austria, e viene fondata la provincia della Rezia.

 

Est Europa. Tra il 12 e il 9 a.C. venne sottomessa da Tiberio la popolazione dei Pannoni, stanziata tra Slovenia e Ungheria, e viene fondata la provincia di Pannonia.

 

Popolazioni Germaniche. Più complessa fu la campagna contro le popolazioni germaniche.

Nel 9 a.C. Tiberio conclude vittoriosamente una guerra che aveva portato i confini di Roma fino al corso dellElba, includendovi dunque tutta la Germania. Qualche anno dopo, nel 7 d.C. venne mandato come governatore in quelle zone il generale Publ’io Quinto Varo, col compito di romanizzare quei popoli.

 – La rivolta. Le cose in principio andarono bene, ma Varo commise un errore madornale: a un certo punto incominciò ad imporre cambiamenti con la forza ed aumentò le tasse, provocando una reazione nelle popolazioni germaniche che preferirono la loro rozza libertà ad una civilizzazione forzata. Ne nacque fronte di resistenza guidato dal barbaro Arminio. La rivolta si concluse nel 9 d.C. con la sconfitta cl’amorosa dei Romani a seguito di unimboscata nelle foreste di Teutoburgo. Il progetto fu abbandonato per sempre, e il limes  fu fissato lungo il corso di Reno e Danubio. Se Varo non avesse voluto strafare, forse la storia avrebbe preso un altro corso.

 

I Parti. Sul confine orientale era ancora in corso un’antica contesa per il possesso dell’Armenia. Il problema è stato risolto da Augusto non tramite un conflitto armato, ma con un’azione diplomatica, mediante la quale ha ottenuto il controllo di Armenia, Asia  minore, Tracia, Bosforo e Ponto. Si tratta di una novità: Augusto preferisce un’azione diplomatica alla guerra, molti successori seguiranno il suo esempio.

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