La richiesta di racconto


Virgilio, Eneide, II, 1-13

di Carlo Zacco

Libro II

 

La richiesta di racconto (1-13)

 

Conticuere

omnes

intentique tenebant

ora.

Inde

ab alto toro

pater Aeneas

 

Tacquero

tutti

e tenevano attento

lo sguardo.

Allora

dall’alto giaciglio

il padre Enea

 

 

sic orsus:

« iubes,

regina,

renovare

dolorem Infandum,

ut Danai

eruerint

cominciò:

« mi chiedi,

regina,

di ronnovare

 un dolore indicibile,

come i Danai

abbiano distrutto

 

Troianas opes

et lamentabile regnum,

quaeque miserrima

ipse

vidi

et quorum

la potenza troiana

e il regno sventurato,

e quelle cose tristissime che

io stesso

vidi

e delle quali

 

fui

pars magna.

Quis talia fando,

Myrmidonum

Dolopumve

aut miles

duri Ulixi

fui

gran parte

Chi, dicendo tali cose,

tra i mirmidoni

o i dolopi

o soldato

del duro Ulisse

 

temperet a lacrimis?

Et iam

nox umida

praecipitat caelo,

que sidera

cadentia

tratterrebbe le lacrime?

Già

la notte umida

discende dal cielo,

e le stelle

al tramonto

 

suadent somnos.

Sed si

[est tibi]

tantus amor

cognoscere

casus nostros

 

 

conciliano il sonno.

Ma se

[hai]

così grande desiderio

di conoscere

le nostre vicende

 

 

 

et audire

breviter

supremum laborem

Troiae,

quamquam

animus

horret

meminisse

e sentire

brevemente

lestremo travaglio

di Troia,

anche se

l’animo

inorridisce

al ricordo

 

refugit luctuque,

incipiam.

 

 

e rifugge il dolore,

comincerò.